Un estratto di vermi intestinali contro le infiammazioni
di SIMONE VALESINI
Uno studio su Science rivela le potenzialità antiasmatiche dell’estratto di Heligmosomoides polygyrus, nematodi parassiti che abitano l’intestino dei roditori
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I circa due milioni e mezzo di italiani che soffrono di asma potrebbe presto trovare un alleato inaspettato. I microscopici vermi parassiti che abitano l’intestino di uomini e altri mammiferi si stanno infatti rivelando una fonte promettente per nuovi farmaci, capaci di spegnere l’infiammazione che caratterizza l’asma e diverse forme di allergia. A rivelarne le potenzialità terapeutiche è una ricerca appena pubblicata su Science Translational Medicine in cui i ricercatori dell’Università tecnica di Monaco hanno testato le potenzialità anti-asmatiche di un cocktail di sostanze estratte dalle larve dei vermi della specie Heligmosomoides polygyrus, nematodi parassiti che abitano naturalmente nell’intestino di moltissime specie di roditori.
Asma e infiammazione
La ricerca si è concentrata in particolare sull’infiammazione di tipo 2 che caratterizza la stragrande maggioranza delle forme di asma grave. Un disturbo di cui soffre circa il 5-10% degli asmatici, e per il quale attualmente c’è un forte bisogno di nuovi farmaci che riescano a limitare le frequenti ospedalizzazioni e ricadute caratteristiche di questi pazienti. Perché guardare ai vermi? È presto detto: questi organismi parassiti sono autentici maestri quando si tratta di sfruttare i processi infiammatori. Li utilizzano per infettare meglio gli organismi in cui abitano, inducendoli o inibendoli a loro beneficio per sfuggire al sistema immunitario e invadere un nuovo ospite.
Nello studio i ricercatori hanno prima indotto i sintomi dell’asma in un gruppo di topi, utilizzando gli acari della polvere (la più diffusa causa di asma allergica anche nella nostra specie), e poi trattato per via nasale gli animali utilizzando un estratto di larve di Heligmosomoides polygyrus. Gli effetti non si sono fatti attendere: i sintomi dell’asma sono stati velocemente neutralizzati dall’estratto di larva, grazie all’attivazione di due specifiche molecole antinfiammatorie chiamate, rispettivamente, Cox e prostaglandina E2.
Studiando più a fondo gli effetti dell’estratto di larve, i ricercatori hanno identificato il probabile responsabile di questi effetti anti-asma: una proteina conosciuta come glutammato deidrogenasi. Trattandosi di vermi parassiti che convivono naturalmente con i roditori, non è detto che i loro effetti sul sistema immunitario siano validi anche nel caso dell’uomo. Per questo motivo i ricercatori hanno sperimentato l’estratto anche su cellule immunitarie umane, dimostrando che è effettivamente in grado di spegnere l’infiammazione anche nei tessuti della nostra specie. E che – particolare importante – agiscono su una classe di molecole chiamate eicosanoidi, mediatori dell’infiammazione che fino ad oggi è risultato estremamente difficile influenzare con farmaci o altre strategie terapeutiche.
Un possibile farmaco
Non è tutto: le analisi eseguite dai ricercatori tedeschi hanno rivelato infatti che l’estratto di larva di nematodi è in grado di rallentare l’attività dei granulociti umani, un tipo di globuli bianchi coinvolti in moltissime reazioni allergiche. Le premesse, insomma, ci sono tutte: secondo gli autori dello studio, un farmaco realizzato a partire dalle larve di nematode potrebbe rivelarsi prezioso per il trattamento di moltissimi tipi di patologie, come l’asma, in cui i processi infiammatori giocano un ruolo di primo piano. E agendo su meccanismi molecolari diversi da quelli degli antinfiammatori tradizionali, potrebbero risultare efficaci anche in pazienti che attualmente non rispondono alle terapie esistenti. La ricerca – è bene sottolinearlo – è ancora solamente nelle fasi iniziali, e prima di immaginare uno sbocco clinico bisognerà attendere sicuramente diversi anni. Ma chissà che in futuro i vermi intestinali non si rivelino realmente l’arma in più che tanti asmatici aspettano con ansia.