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Una delle strade di Calcutta durante il lockdown (agf)

Così la Terra ha smesso di fare rumore

Diminuite di un terzo le vibrazioni del nostro pianeta. I sismometri registrano anche le più lievi scosse del terreno e i più deboli tremori vulcanici. Cosa impossibile in un periodo normale. A Calcutta l’inquinamento acustico e dell’aria si sono ridotti del 50-75% dall’inizio del lockdown. La diminuzione osservata anche dagli osservatori italiani
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Anche la Terra si è fermata per colpa del coronavirus. Non del tutto, per carità. Ma da un mese a questa parte si sono ridotte le sue vibrazioni. Il cosiddetto “rumore sismico” causato dalle attività umane è diminuito di un terzo. Oggi i sismometri registrano scosse del terreno e tremori vulcanici molto deboli. Cosa impossibile quando auto, camion, treni, aerei in decollo e in atterraggio o macchinari industriali percuotono in continuazione il suolo. “Una riduzione di questo tipo avviene di solito a Natale”, ha spiegato a Nature Thomas Lecocq, uno dei sismologi del Royal Observatory of Belgium a Bruxelles, dove ogni attività non essenziale è ferma dal 18 marzo e dove il fenomeno è stato notato per la prima volta. A differenza di molte stazioni geologiche moderne, lo storico osservatorio belga, realizzato due secoli fa, è stato nel frattempo inglobato dalla città. Dopo il lockdown, il “silenzio…
Anche la Terra si è fermata per colpa del coronavirus. Non del tutto, per carità. Ma da un mese a questa parte si sono ridotte le sue vibrazioni. Il cosiddetto “rumore sismico” causato dalle attività umane è diminuito di un terzo. Oggi i sismometri registrano scosse del terreno e tremori vulcanici molto deboli. Cosa impossibile quando auto, camion, treni, aerei in decollo e in atterraggio o macchinari industriali percuotono in continuazione il suolo. “Una riduzione di questo tipo avviene di solito a Natale”, ha spiegato a Nature Thomas Lecocq, uno dei sismologi del Royal Observatory of Belgium a Bruxelles, dove ogni attività non essenziale è ferma dal 18 marzo e dove il fenomeno è stato notato per la prima volta. A differenza di molte stazioni geologiche moderne, lo storico osservatorio belga, realizzato due secoli fa, è stato nel frattempo inglobato dalla città. Dopo il lockdown, il “silenzio dell’asfalto” è stato immediato. Oggi per molti sismologi è possibile percepire un terremoto di magnitudo 5.5 (la scossa di Amatrice del 24 agosto 2016 è stata di magnitudo 6) dall’altra parte del mondo.
 
Oltre a terremoti molto più deboli, i sismometri oggi registrano anche fenomeni flebili come il frangersi delle onde sulle coste, che può dare informazioni sulla struttura della crosta sottostante. E lo stesso rumore ambientale può essere misurato con dei sismometri. La sua diminuzione è stata osservata dagli strumenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a Orzinuovi, in provincia di Brescia, e a Piacenza. Il rumore si è ridotto in alcuni momenti anche di due terzi. Nel centro di Torino l’Arpa Piemonte ha misurato una diminuzione di 5 decibel durante il giorno e di 30 decibel la sera nelle strade dei locali. Il limite di tollerabilità fissato dall’Oms è di 55 decibel. In una città ci si aggira attorno ai 20, ma si possono raggiungere nei punti più trafficati i 55.
 
Misure del silenzio hanno dato risultati simili perfino a Calcutta, dove l’inquinamento acustico e dell’aria si sono ridotti del 50-75% dall’inizio del lockdown, secondo il West Bengal Pollution Control Board, e il canto dei pappagalli è tornato dove strombazzavano i clacson. “Non pensavo che esistessero uccelli a Wuhan”, aveva scritto in precedenza su Facebook Rebecca Frank, una cittadina americana che vive nella città epicentro del coronavirus, citata da The Atlantic. La rivista racconta anche del progetto di ricerca di Michelle Fournet, una biologa marina della Cornell University che vuole installare dei microfoni al largo delle coste di Alaska e Florida per misurare la riduzione del rumore degli oceani. Lo stop quasi completo del traffico navale è probabilmente una buona notizia per i cetacei, finalmente in pace nel loro ambiente. Le megattere impegnate nella loro migrazione verso nord potrebbero fornire a Fournet risultati interessanti sulla relazione fra rumore e stress delle creature subacquee.
 
C’è un altro effetto della quarantena che in questi giorni sta cambiando la Terra. E’ la riduzione dell’inquinamento visibile dallo spazio. I satelliti europei Copernicus lo hanno notato il 16 marzo in Pianura Padana, una delle regioni d’Europa più imbevute di biossido di azoto, gas inquinante emesso da auto e fabbriche. “La diminuzione coincide con il lockdown nazionale imposto in Italia per combattere il nuovo coronavirus” scrive il servizio europeo in un comunicato. La diminuzione in Pianura Padana è stata stimata attorno al 50% dal Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa). Il biossido di azoto, generato direttamente dai processi di combustione, risponde direttamente alle misure di riduzione di traffico e industrie. Più lenta è la reazione delle polveri sottili alla quarantena, spiega invece il Snpa: “In Lombardia e Veneto i valori mediani di tutte le stazioni sono progressivamente passati da quantità comprese fra 26-30 microgrammi per metro cubo nel mese di febbraio a 10-25 nel mese di marzo”. Un fenomeno simile a febbraio era stato osservato a Wuhan e nella provincia dell’Hubei dai satelliti della Nasa.