La vita e le opere dell'artista di Possagno nel documentario 'Canova', nuovo appuntamento della serie 'L'arte al cinema' in sala dal 18 al 20 marzo distribuito da Magnitudo con Chili. Con il biglietto del cinema ingresso ridotto alla mostra 'Canova e l'antico' a Napoli
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Artista inquieto, diviso tra due epoche, Antonio Canova guarda al passato per raccontare il suo presente, riuscendo con la sue opere a fermare il tempo. Il maestro del Neoclassicismo è raccontato nel documentario Canova, diretto da Francesco Invernizzi, nuovo appuntamento con L'arte al cinemaprodotto da Magnitudo Film che distribuisce con Chili e che arriva in sala dal 18 al 20 marzo. Da Venezia, che ha visto nascere il suo talento, a Roma, dove la sua bottega è stata un punto di riferimento per ammiratori e collezionisti, Canova ha viaggiato e lavorato nelle più importanti capitali europee ma la sua arte e la sua fama sono arrivate fino agli Stati Uniti. Attraverso le sue opere ha scolpito i cambiamenti dei suoi tempi ritraendo nel marmo l'ultimo imperatore, Napoleone, nudo e in posa come un dio greco, e il primo presidente della giovane repubblica americana, George Washington. Il documentario ne ripercorre ogni tappa volando con riprese in 8K Hdr, soffe…
Artista inquieto, diviso tra due epoche, Antonio Canova guarda al passato per raccontare il suo presente, riuscendo con la sue opere a fermare il tempo. Il maestro del Neoclassicismo è raccontato nel documentario Canova, diretto da Francesco Invernizzi, nuovo appuntamento con L'arte al cinemaprodotto da Magnitudo Film che distribuisce con Chili e che arriva in sala dal 18 al 20 marzo. Da Venezia, che ha visto nascere il suo talento, a Roma, dove la sua bottega è stata un punto di riferimento per ammiratori e collezionisti, Canova ha viaggiato e lavorato nelle più importanti capitali europee ma la sua arte e la sua fama sono arrivate fino agli Stati Uniti. Attraverso le sue opere ha scolpito i cambiamenti dei suoi tempi ritraendo nel marmo l'ultimo imperatore, Napoleone, nudo e in posa come un dio greco, e il primo presidente della giovane repubblica americana, George Washington. Il documentario ne ripercorre ogni tappa volando con riprese in 8K Hdr, soffermandosi sulle sculture custodite a Possagno, paese natale di Canova, dove gessi, marmi e figure sono giunti da Roma dopo la sua scomparsa e dove ora si trova il museo, la gipsoteca e il tempio che portano il suo nome.
'Canova' il maestro del neoclassicismo - trailer
Il film si apre con un'introduzione di Vittorio Sgarbi, presidente dalla Fondazione Canova di Possagno, che lo definisce un "artista inquieto e diviso", "maestro dell’idea di una bellezza senza tempo e senza limite, un artista dell’armonia, della misura perfetta e di un mondo perduto". Ma, aggiunge, anche un "artista della crisi, a cavallo di due secoli, due epoche e due civilità e per questo piace o non piace" come dimostrano le opinioni di due storici d'arte: Roberto Longhi, che ne parla come "lo scultore nato morto"; e Giulio Carlo Argan, che invece lo definisce il "più moderno". Ma, conclude Sgarbi, "Canova è gravido di futuro e carico di passato: da questo nasce qualcosa di straordinario" che riesce "a fermare il tempo: con Paolina la bellezza moderna si fa antica".
La vita dell'artista è poi raccontata da Mario Guderzo, direttore del museo e della gipsoteca di Possagno, che rivela con passione e curiosità i momenti fondamentali della sua carriera a partire da Venezia dove lo scultore apre il suo primo studio mettendo a punto la tecnica di riproducibilità delle sue opere: crea modelli in gesso che permettono di realizzare copie identiche in marmo. Dedalo e Icaro del 1779 è il punto di svolta e con i soldi ricavati va a Roma dove si riempie gli occhi con i maestri del Rinascimento e del Barocco. Qualche anno dopo con Teseo e il minotauro riesce a dimostrare le sue capacità e apre un suo studio. "Un omino piccolo, tutto bianco di polvere - racconta Guderzo - che nella sua bottega in via delle Colonnette a Roma girava con un cappello di carta in testa, martello e scalpello in mano e diceva: anche se non so leggere né scrivere, con questi due strumenti so fare delle poesie".
Le vicende storiche di fine '700 irrompono nella vita di Canova che con il suo lavoro cerca di evadere dalla drammaticità della sua epoca ma poi si dedica ai personaggi del suo tempo come Paolina Bonaparte ritratta come Venere con il pomo della discordia. Nei primi anni dell'800 si trova al cospetto di Napoleone che gli commissiona il proprio ritratto in scultura da esporre per i suoi 40 anni. Canova lo sorprende ispirandosi a Marte pacificatore e lo fa nudo con lo scettro e la vittoria alata, ma quando la statua arriva a Parigi, Napoleone la nasconde dicendo: "Nudo in piazza non andrò mai". In seguito Thomas Jefferson chiede allo scultore italiano di realizzare una statua di George Washington e Canova lo ritrae vestito come un generale dell'esercito romano intento a scrivere la sua rinuncia al potere come Cincinnato che, come lui, si ritirò a vita privata. Qualche anno dopo Giorgio VI gli commissiona Marte e Venere e, in cambio di una paga più alta, aggiunge la richiesta di non replicare la statua in marmo: Canova era ormai noto infatti per la capacità di riprodurre più esemplari in marmo a partire da una singola opera in gesso.
'Canova' artista tra due epoche - Clip: la statua di George Washington
Nel 1805 viene nominato da Pio VII presidente della commissione pontificia per le Belle arti con il compito di valutare le opere d'arte che vengono alla luce dagli scavi, approvando o meno la vendita e l'esportazione. Guderzo sottolinea come in questo ruolo Canova abbia stabilito un concetto chiave della storia dell'arte: il valore di un'opera è legato a una nazione e alla sua storia, per questo deve rimanere nel territorio. E sarà lo stesso Canova ad andare a Parigi dal nuovo re Luigi XVIII per chiedere la restituzione delle opere portate via da Napoleone, riuscendo a riportare i cavalli di San Marco a Venezia, così come tornano a Roma il Laoconte e Raffaello.
L'ultima parte del documentario è dedicato al confronto con la morte e con il desiderio di essere ricordato, come sottolinea Ugo Foscolo nei Sepolcri: Canova dedica un cenotafio a Pio VI morto in terra straniera, per Clemente XIV crea invece una "tomba vivente" con il papa sul sarcofago. Del monumento funebre in ricordo di Vittorio Alfieri, nella chiesa di Santa Croce a Firenze, Stendhal scrive: "Finché esisterà Canova si potrà comprare l'immortalità" e lo stesso scrittore definisce "la prima delle tombe esistenti" il sepolcro a Maria Cristina d'Austria a Vienna. L'ultimo progetto di Canova è la costruzione di un tempio classico nella sua Possagno: muore a Venezia il 12 ottobre 1822 e viene sepolto in seguito nel suo tempio, a poche centinaia di metri dalla casa che ora custodisce i modelli in gesso che hanno immortalato tutti quei momenti in cui l'artista e l'opera si sono incontrati per la prima volta.
Canova in sala dal 18 al 20 marzo è il sesto e penultimo appuntamento della stagione L’arte al cinema (elenco delle sale su magnitudofilm.com) distribuita da Magnitudo con Chili (che si concluderà con Palladio, al cinema il 20, 21 e 22 maggio). Gli spettatori che andranno al cinema a vedere Canova, mostrando il biglietto del cinema avranno una riduzione del 50 per cento al Mann, Museo archeologico nazionale di Napoli, per la mostra Canova e l'Antico dal 29 marzo al 30 giugno 2019 (biglietto intero euro 15, speciale 'Canova al cinema' euro 7.50). L'offerta, valida per l'intero periodo della mostra, non è applicabile agli acquisti online.