Cannes 2019, 'Il traditore' di Bellocchio con Favino - Trailer in anteprima
Il film racconta vent'anni di vita del "boss dei due mondi" dagli anni Ottanta alla morte a Miami nell'aprile del 2000, attraverso l'esilio brasiliano, la lotta con i Corleonesi che gli uccidono i figli rimasti a Palermo, l'arresto in Brasile, la scelta di collaborare con la giustizia, il Maxiprocesso e infine la testimonianza contro Andreotti che si trasforma per lui in un boomerang. "Non sapevo molto di Buscetta, non più di quello che si legge sui giornali quando ho iniziato a lavorare a questo film - dice Bellocchio che firma la sceneggiatura con Valia Santella, Ludovica Rampoldi e Francesco Piccolo - poi ho letto libri, incontrato persone che lo avevano conosciuto. Studiando il personaggio mi sono convinto di avere qualcosa in comune nonostante una vita privata, la mia, totalmente estranea. Vengo da Piacenza cosa c'è di più lontano dalla Palermo con i suoi morti assassinati?".
L'uscita del film in sala è nel giorno dell'anniversario di Capaci e questo ha avuto l'effetto di uno scambio sui social tra il protagonista Pierfrancesco Favino, che interpreta don Masino, e il figlio del caposcorta di Falcone, Giovanni Montinaro. "Il botta e risposta con il signor Montinaro è durato ventidue secondi, questa polemica non esiste. Lui mi ha scritto e io gli ho risposto, la scelta della data è stata dettata dal calendario di Cannes - dice Favino - Penso però che tutto quello che possiamo fare per non disperdere la memoria sia molto importante e anche questo film lo è. Tra Falcone e Buscetta non credo ci fosse un rapporto di amicizia ma piuttosto un rispetto siciliano di due persone che si capivano pur essendo su due sponde opposte".
'Il traditore' di Marco Bellocchio in concorso al Festival di Cannes
Coproduzione internazionale, un set diviso tra Italia, Brasile e Germania, effetti speciali, sparatorie, protesi, girato in italiano, palermitano stretto, portoghese, inglese, con un cast corale di personaggi tra cui spiccano Luigi Lo Cascio (Totuccio Contorno), Fausto Russo Alesi (Falcone), Fabrizio Ferracane (Pippo Calò) e la bellissima Maria Fernanda Candido (Cristina, moglie di Buscetta). "La mia preoccupazione era di fare un film non convenzionale, ma semplice, popolare - spiega Bellocchio - era necessario rappresentare i tanti delitti della mafia ma con un proprio stile, una propria forma che io ho ricercato nella dimensione teatrale. Il Maxiprocesso è in assoluto un luogo teatrale dove lo spettacolo si gioca tra i mafiosi che volevano che il grande processo fallisse e Buscetta capace di controbattere nel confronto. Quando Buscetta fa il confronto in aula con Calò è come assistere alla performance di due vecchi attori".
'Il traditore', sul set con Marco Bellocchio e Pierfrancesco Favino
È l'unico film italiano in corsa per la Palma d'oro, 'Il traditore' di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino arriva nelle sale il 23 maggio nel giorno della ricorrenza della strage di Capaci. È il racconto fatto di violenze e di drammi, che inizia con l'arresto in Brasile e l'estradizione di Buscetta in Italia, passando per l'amicizia con il giudice Falcone e gli irreali silenzi del Maxiprocesso alla mafia. Ed è proprio nel momento in cui la giustizia sembra aver segnato un punto, che Cosa nostra ricorda a Buscetta e all’Italia che la sua sconfitta è ben lontana. Scoppia la bomba a Capaci e Buscetta alzerà il tiro facendo il nome di Andreotti: un tragico boomerang che lo costringerà a fuggire dall'Italia per sempre
Eppure Bellocchio ha sentito crescere la fascinazione per quest'uomo "che non è un eroe ma un uomo coraggioso, che non ha paura di morire ma che non vuole morire. Buscetta era un conservatore, avrebbe voluto che la mafia fosse rimasta quella di un tempo. Era un uomo ignorante, non aveva studiato ma aveva una grande personalità, un certo carisma. Incarnava la quintessenza dell'italianità, amava la vita, le donne, amava la moglie ma la tradiva". Per il ruolo di Giovanni Falcone, Bellocchio ha scelto Fausto Russo Alesi (già in Vincere e Sangue del mio sangue) "ma mi ha tranquillizzato subito perché non cercava una somiglianza - dice l'attore - mi ha chiesto di cercarlo con libertà tenendo come punto fermo gli incontri con Buscetta, il mio obiettivo era restituire il significato di questa collaborazione, riportandola momento dopo momento con umiltà".
Un plauso a Luigi Lo Cascio che, a diciannove anni da I cento passi dove era Peppino Impastato (giornalista e attivista ucciso da Cosa Nostra) offre una grande interpretazione di Totuccio Contorno, che sull'esempio di Buscetta scelse di collaborare. "Il primo giorno sul set ho girato la scena della fotografia di gruppo, c'era Tano Badalamenti e pensavo a Peppino. Dopo vent'anni ci sono ragazzi che ancora tutti i giorni mi fermano per parlarmi di lui, è un grande piacere e orgoglio averlo fatto conoscere al pubblico. Per quello che riguarda invece il ruolo di Totuccio la preoccupazione più grande era quella del dialetto. Parlava il palermitano stretto, quello dei quartieri che io ho conosciuto da ragazzo. Giravamo la sequenza e poi Bellocchio mi diceva: 'Bene, bene. Nonostante la sceneggiatura l'abbia scritta anche io non ho capito niente, quindi benissimo".