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Cannes, l'orgoglio black di Spike Lee sul primo red carpet

Spike Lee, al centro, con i membri della giuria. Da sinistra: Melanie Laurent, Mati Diop, Jessica Hausner e Mylene Farmer (afp)
Il regista guida i giurati che assegnano la Palma d'oro, primo afroamericano ad avere questo ruolo. "Mai più i miei fratelli braccati come animali"
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Monsieur le president passeggia alle otto di mattina per le strade silenti di Cannes senza scorta, la testa coperta da mascherina e cappello da baseball con la scritta 1619, simbolo di Black lives matter. Spike Lee punta sull'understatement perché sa di aver fatto la Storia. Ma poi sul tappeto rosso sfoggia un completo fucsia-evidenziatore, occhiali compresi.

È il primo afroamericano a capo dei giurati che assegneranno la Palma d'oro, il primo in 74 edizioni della rassegna francese, che ha messo il suo sguardo sgranato nel manifesto ufficiale. Una rivincita dalle amarezze di quando, nel 1989, il suo Fa' la cosa giusta, vincitore annunciato per i critici, fu snobbato in favore di Sesso bugie & videotape di Steven Soderbergh.

Spike Lee: "Mai più i miei fratelli braccati come animali"

Spike individuò il colpevole nel presidente di giuria Wim Wenders: aveva sentito che il regista tedesco aveva trovato il…

Monsieur le president passeggia alle otto di mattina per le strade silenti di Cannes senza scorta, la testa coperta da mascherina e cappello da baseball con la scritta 1619, simbolo di Black lives matter. Spike Lee punta sull'understatement perché sa di aver fatto la Storia. Ma poi sul tappeto rosso sfoggia un completo fucsia-evidenziatore, occhiali compresi.

È il primo afroamericano a capo dei giurati che assegneranno la Palma d'oro, il primo in 74 edizioni della rassegna francese, che ha messo il suo sguardo sgranato nel manifesto ufficiale. Una rivincita dalle amarezze di quando, nel 1989, il suo Fa' la cosa giusta, vincitore annunciato per i critici, fu snobbato in favore di Sesso bugie & videotape di Steven Soderbergh.

Spike Lee: "Mai più i miei fratelli braccati come animali"

Spike individuò il colpevole nel presidente di giuria Wim Wenders: aveva sentito che il regista tedesco aveva trovato il personaggio di Makie "poco eroico" e la giurata Sally Field gli disse che il regista tedesco odiava la scena in cui Makie butta il bidone della spazzatura dalla finestra. "Wenders fa bene a guardarsi le spalle, in fondo all'armadio ho una mazza da baseball col suo nome", dichiarò il regista di Brooklyn, per poi pentirsene pubblicamente.

All'incontro con i cronisti stavolta ricorda che quella decisione "non fu popolare. La stampa americana pensava che il film avrebbe dato avvio a rivolte razziali in tutta l'America. Ho scritto il film nel 1988 e quando vedi i fratelli Eric Garner e George Floyd linciati, assassinati, ti dici che 30 fottuti anni dopo speri che i neri non siano più braccati come animali". Le parole sono dure, ma a 64 anni Lee non ha più la rabbia di un tempo, sazio di riconoscimenti. "Sono contento di essere qui, c'è una storia lunga tra me e il Festival".

La sua edizione memorabile non ha nulla a che fare con il cinema: "Negli anni 90, quando i New York Knicks erano in forma, sono volato da Nizza a New York per la finale NBA. Perdemmo". Gioca a fare il modesto, "basta domande a me, fatele ai miei giurati, siamo un gruppo di eguali", sancisce. Lo affiancano, tra gli altri, Maggie Gyllenhaal, Melanie Laurent, Tahar Rahim, poco in là c'è Jodie Foster, Palma onoraria.

Sfilano in serata nel tempio dell'etichetta, la Montée des Marches, inaccessibile ai tacchi bassi e ai senza cravatta. La moda - vestiti, gioielli, lusso, trucchi, orologi - gioca un ruolo fondamentale e Cannes segna un nuovo inizio anche su questo fronte. L'apertura del Festival con Annette, musical di Leos Carax, consente di schierare due star, Adam Driver e Marion Cotillard: l'attrice preferisce alla parola l'immagine sul tappeto rosso e cancella le interviste per trovare l'abito giusto tra i cinque bauli che affollano il corridoio dell'hotel Majestic, in sua vece si immola Adam Driver, anche produttore del film, adorato da Le Monde e stroncato da Le Figaro.

L'istantanea glamour è importante perché fuori dallo scatto spicca l'assenza degli addetti ai lavori, le strade sono affollate da turisti della provincia. Al lato della Montée c'è l'accesso al centro vaccinale e le due file in attesa si confondono. Più che di cinema si parla di assembramenti, green pass che si spegne col cellulare scarico, test salivari. I pochi divi si assembrano nelle feste, drasticamente ridotte. Ma si va. Ripartenza è la parola più usata sulla Croisette