Cannes, l'orgoglio black di Spike Lee sul primo red carpet
dalla nostra inviata Arianna Finos , dalla nostra inviata Arianna FinosMonsieur le president passeggia alle otto di mattina per le strade silenti di Cannes senza scorta, la testa coperta da mascherina e cappello da baseball con la scritta 1619, simbolo di Black lives matter. Spike Lee punta sull'understatement perché sa di aver fatto la Storia. Ma poi sul tappeto rosso sfoggia un completo fucsia-evidenziatore, occhiali compresi.
È il primo afroamericano a capo dei giurati che assegneranno la Palma d'oro, il primo in 74 edizioni della rassegna francese, che ha messo il suo sguardo sgranato nel manifesto ufficiale. Una rivincita dalle amarezze di quando, nel 1989, il suo Fa' la cosa giusta, vincitore annunciato per i critici, fu snobbato in favore di Sesso bugie & videotape di Steven Soderbergh.
Spike Lee: "Mai più i miei fratelli braccati come animali"
Monsieur le president passeggia alle otto di mattina per le strade silenti di Cannes senza scorta, la testa coperta da mascherina e cappello da baseball con la scritta 1619, simbolo di Black lives matter. Spike Lee punta sull'understatement perché sa di aver fatto la Storia. Ma poi sul tappeto rosso sfoggia un completo fucsia-evidenziatore, occhiali compresi.
È il primo afroamericano a capo dei giurati che assegneranno la Palma d'oro, il primo in 74 edizioni della rassegna francese, che ha messo il suo sguardo sgranato nel manifesto ufficiale. Una rivincita dalle amarezze di quando, nel 1989, il suo Fa' la cosa giusta, vincitore annunciato per i critici, fu snobbato in favore di Sesso bugie & videotape di Steven Soderbergh.
Spike Lee: "Mai più i miei fratelli braccati come animali"
L'istantanea glamour è importante perché fuori dallo scatto spicca l'assenza degli addetti ai lavori, le strade sono affollate da turisti della provincia. Al lato della Montée c'è l'accesso al centro vaccinale e le due file in attesa si confondono. Più che di cinema si parla di assembramenti, green pass che si spegne col cellulare scarico, test salivari. I pochi divi si assembrano nelle feste, drasticamente ridotte. Ma si va. Ripartenza è la parola più usata sulla Croisette