Cannes, Nicola Maury e l'orgoglio della Queer Palm: "Il nostro premio è una bandiera politica"
dalla nostra inviata Arianna Finos , dalla nostra inviata Arianna FinosCANNES - Con il suo completo bianco e rosa, il cerchietto tra i capelli corti, Nicolas Maury è stato una presenza perfetta sulla Montée des marches. A Cannes si chiude una grande annata per l'attore, 40 anni, protagonista della serie Chiami il mio agente!, finalista ai César con il suo film debutto da regista Garçon Chiffon, scelto come shooting star, stella emergente d'Europa all'ultima Berlinale.
Maury è il presidente di giuria della Queer Palm, istituito nel 2010 dal giornalista Franck Finance-Madureira che premia i film a tematica LGBTQ+ presenti alla rassegna. "Una manifestazione indipendente, che non ha mai avuto aiuto dall'organizzazione del festival, ci sostengono produttori, attori, distributori".
La prima idea è nata nel 2006, "vidi Shortbus di John Cameron Mitchell a mezzanotte, fuori concorso, pensai che meritasse un premio. A Berlino esiste dal 1987, Cannes è un festival più gra…
CANNES - Con il suo completo bianco e rosa, il cerchietto tra i capelli corti, Nicolas Maury è stato una presenza perfetta sulla Montée des marches. A Cannes si chiude una grande annata per l'attore, 40 anni, protagonista della serie Chiami il mio agente!, finalista ai César con il suo film debutto da regista Garçon Chiffon, scelto come shooting star, stella emergente d'Europa all'ultima Berlinale.
Maury è il presidente di giuria della Queer Palm, istituito nel 2010 dal giornalista Franck Finance-Madureira che premia i film a tematica LGBTQ+ presenti alla rassegna. "Una manifestazione indipendente, che non ha mai avuto aiuto dall'organizzazione del festival, ci sostengono produttori, attori, distributori".
La prima idea è nata nel 2006, "vidi Shortbus di John Cameron Mitchell a mezzanotte, fuori concorso, pensai che meritasse un premio. A Berlino esiste dal 1987, Cannes è un festival più grande, tradizionale, le cose qui cambiano lentamente. Dieci anni fa la Queer Palm era percepita come qualcosa di divertente, bizzarro, ma il mio intento era già politico: accendere un riflettore". Maury si dice "onorato e gioioso. Vorrei premiare un cinema audace e poetico. I tempi cambiano, oggi c'è maggiore libertà di decidere chi sei ed essere valutato per come disegni la tua vita".
Ha scelto di fare della sua omosessualità una bandiera, "non mi importa di essere etichettato, da attore e regista ho la responsabilità di metterci la faccia pensando ai ragazzini e alle ragazzine che sono come me e magari pensano al sucidio. Se mi vesto in questo modo - indossa una bellissima camicia verde, ballerine e una borsa firmata - non è per narcisismo ma per celebrare la differenza. Che ci provino a etichettarmi, sono un artista. Voglio fare le cose in cui credo e se qualcuno mi trova troppo gay o femminile, pazienza. Jodie Foster mi ha detto che apprezza il mio lavoro. Lei è la mia musa come artista e regista".
L'attore è reduce da un momento complicato, "la clausura a Parigi è stata dura. Qui è un nuovo inizio ma questo è un mondo anche violento, c'è chi è più veloce, chi lavora di più, chi è più famoso". Hervé, l'assistente di Chiami il mio agente!, gli ha regalato l'amore del pubblico, "mi scrivono sui social da tutto il mondo e io rispondo a tutti, mi fermano in strada come fossi il personaggio, è stato bello vederlo crescere stagione dopo stagione, raccontare di un gay non in una storia estrema ma nella quotidianità". Ma ci sono anche gli haters, "gente che ti ferma al caffè e ti dice 'perché non reciti da uomo'".
Durante la pandemia a mezzanotte su Instagram leggeva in diretta le poesie di Emily Dickinson, ha smesso "per le dozzine di insulti e minacce, sapevano dove abitavo, dicevano che avrebbero bruciato il mio gatto. È stato orribile, mio nipote è rimasto scioccato. Spaventoso". Eppure ha imparato presto a combattere, i genitori, che gestivano un'agenzia di pompe funebri, "mi hanno sempre accettato per come sono, a scuola già mi era tutto chiaro, sono fragile ma molto forte. Il coraggio me l'ha dato il teatro, quando ho deciso di costruire il mio corpo e stare di fronte al pubblico. Non per essere potente, solo per essere vivo. Le parole dei poeti sono diventate la mia arma".