Cannes, un cartoon su Anne Frank per avvicinare i giovani alla Storia
dalla nostra inviata Chiara Ugolini , dalla nostra inviata Chiara UgoliniAnne Frank e il suo straordinario diario, bestseller mondiale, rivivono in un film d’animazione che unisce il passato al presente, il dramma dell’Olocausto e la crisi dei rifugiati, la generazione della seconda guerra mondiale con i giovani attivisti di oggi. Il regista israeliano Ari Folman (Valzer con Bashir, premiato con Golden Globe e Bafta) porta a Cannes fuori concorso il cartoon Where is Anne Frank come omaggio "ai miei genitori sopravvissuti all’Olocausto, deportati ad Auschwitz nei giorni in cui la famiglia di Anne Frank entrava al campo di Bergen-Belsen. Da bambino ho sentito tante storie da loro, storie che non avrei voluto sentire, troppo piccolo per ascoltarle. Quello che credo sia la forza del diario e la ragione del suo successo tra i più giovani è che in questo libro non c’è violenza, non c’è orrore ma l’intimità di una ragazza e la sua crescita". Il produttore Jani Thitges spiega la scelta di togliere "la polvere dal diario, trasformarlo in un’affermazione politica importante perché quel che conta non è il libro in sé ma il messaggio che porta e quale significato può avere oggi". "Alcuni anni fa in un documentario ho visto un anziano polacco che diceva: quando tutti noi sopravvissuti saremo morti il racconto di quello che è accaduto immediatamente sembrerà venire come da un satellite lontano - dice il regista - Dobbiamo trovare un modo perché questo non accada".
Il cartoon, frutto della collaborazione con la fondazione Anne Frank di Basilea, muove dall’idea che ci sia una nuova generazione che possa avvicinarsi ad Anne in modo differente e che poi, grazie al film, trovi la sua strada per il Diario. E così nel film la protagonista non è Anna. Nella casa museo di Amsterdam, direttamente dalla teca dove viene conservato il diario, prende vita una ragazzina dai capelli rossi, ha abiti anni Quaranta e il suo nome è Kitty. Se rimane nel museo è invisibile ai visitatori che ogni giorno aspettano fin dalle prime ore dell’alba di entrare (e c’è pure Justin Bieber e il suo codazzo di bodyguard) ma se esce dalla casa, portandosi dietro il diario, diventa una ragazzina in carne e ossa. Kitty esplorerà Amsterdam: la scuola Anne Frank, il teatro Anne Frank, la biblioteca Anne Frank… tutto porta il suo nome ma dove è lei oggi? Sulla sua strada incontrerà dei giovani rifugiati che hanno trovato riparo in una casa di periferia ma sono sotto la minaccia di espulsione, fra loro c’è Awa, una bambina fuggita dal Mali in guerra.
Prima del film c’è stata la graphic novel, ormai un bestseller pubblicato in molte lingue, e il progetto si completa con un’offerta educativa destinata alle scuole. "È un film pensato per ragazzini anche di nove o dieci anni – dice Folman - l’idea è di andare oltre all’icona di Anne Frank e attraverso il personaggio di Kitty, che è un alter ego di Anne ma anche una ragazzina dei nostri giorni parlare direttamente ai ragazzi di oggi". Il film è stato un lungo lavoro iniziato otto anni fa: "In questo progetto tutta la mia famiglia è stata coinvolta, mia figlia quattordicenne ne aveva sei, mio figlio nove, sono cresciuti insieme al film – racconta il regista – Sono stati molto coinvolti, forse troppo, li ho tempestati di domande alla fine non ne potevano più. Ieri sera è stata per tutta la famiglia un momento emozionante".
A chi gli chiede se anche lui crede "nell’intima bontà dell’uomo" come scriveva Anne Frank nel suo diario Ari Folman dice: “Lo vorrei tanto. Venendo da un paese come il mio e vedendo cosa succede nel mondo, quell’uso cinico della politica che spinge le persone a litigare uno contro gli altri. Vorrei poter essere più ottimista”. Il film sarà nelle sala la prossima stagione distribuito da Lucky Red.