Cannes, cento anni fa nasceva il cinema afroamericano: “Riscopriamo Oscar Micheaux"
dalla nostra inviata Chiara Ugolini , dalla nostra inviata Chiara UgoliniBen prima di Black Panther la comunità afroamericana aveva già il suo supereroe: Oscar Micheaux, primo regista nero ad attribuire al cinema un messaggio politico. Figlio di schiavi liberati, autodidatta, Micheaux (1884-1951) era riuscito prima a farsi assumere come facchino per una compagnia di treni di lusso, poi era diventato agricoltore, aveva scritto romanzi che si era pubblicato da solo e che vendeva porta a porta. Fino alla scoperta del cinema. Nel 1920, mentre gli Stati Uniti erano ancora scossi dalla visione di Nascita di una nazione di D. W. Griffith che con la sua visione razzista aveva rinvigorito il Klu Klux Klan, Micheaux decise di girare il suo primo film, Within Our Gates. "Spike Lee prima di Spike Lee" lo definisce il regista Francesco Zippel, che a Cannes presenta Oscar Micheaux - The superhero of black filmmaking prodotto da Sky e Quoiat.
"Era un uomo straordinario che in…
Ben prima di Black Panther la comunità afroamericana aveva già il suo supereroe: Oscar Micheaux, primo regista nero ad attribuire al cinema un messaggio politico. Figlio di schiavi liberati, autodidatta, Micheaux (1884-1951) era riuscito prima a farsi assumere come facchino per una compagnia di treni di lusso, poi era diventato agricoltore, aveva scritto romanzi che si era pubblicato da solo e che vendeva porta a porta. Fino alla scoperta del cinema. Nel 1920, mentre gli Stati Uniti erano ancora scossi dalla visione di Nascita di una nazione di D. W. Griffith che con la sua visione razzista aveva rinvigorito il Klu Klux Klan, Micheaux decise di girare il suo primo film, Within Our Gates. "Spike Lee prima di Spike Lee" lo definisce il regista Francesco Zippel, che a Cannes presenta Oscar Micheaux - The superhero of black filmmaking prodotto da Sky e Quoiat.
"Era un uomo straordinario che in piena segregazione razziale e linciaggi quotidiani è riuscito a raccontare la storia della sua gente. Una figura incredibile di cui nessuno sa niente, basti pensare che nella sua città natale, Metropolis nell'Illinois, non c'è neppure una targa che lo ricordi, mentre troneggia un'immensa e pacchianissima statua di Superman che la finzione del fumetto vuole nato lì". Di questo grande precursore rimangono poche tracce: quattro fotografie e una decina dei più di quaranta film che tra muto e sonoro Michaeux ha realizzato in trent'anni. Molti sono andati perduti perché ne stampava poche copie e le portava di persona ai distributori, bloccati talvolta dalla censura, talvolta persi per strada.
A Cannes, e poi al Cinema Ritrovato, verrà presentato uno dei suoi film più interessanti, Murder in Harlem, ispirato a un fatto di cronaca su un nero accusato dell'omicidio di una bianca, ritrovato a Rochester in una copia in nitrato quasi distrutta restaurata dalla Cineteca di Bologna. Tra i temi affrontati, gli amori interraziali: "Era stato molto innamorato di una ragazza scozzese dai capelli rossi. L'amore fra uomini neri e donne bianche e viceversa era il massimo del tabù".
Cannes, l'incredibile storia di Oscar Micheaux : "Spike Lee prima di Spike Lee"
Il documentario raccoglie testimonianze di critici, studiosi ma anche registi come John Singleton o icone della musica popolare afroamericana come Chuck D dei Public Enemy: "Ho avuto la fortuna di poter includere Singleton prima che morisse, grazie alla amicizia con William Friedkin che mi ha fatto il regalo di farmi da operatore per quel segmento. Chuck D mi ha colpito molto, con queste figure della scena hip hop non sai mai quanto è posa e quanto reale adesione ai temi dell'identità, mentre lui ha dimostrato di essere un attivista nel senso più puro del termine. Con Spike Lee ci siamo scritti ma non sono riuscito a intervistarlo, ci ha dato la sua "benedizione" attraverso il suo sceneggiatore Kevin Willmott, premio Oscar per BlackKklansman, professore universitario in Kansas e sostenitore del nostro film". "L'esempio di dedizione e positività di Micheaux è senza tempo - conclude Zippel - la forza del suo messaggio è quanto mai attuale in un mondo che non ha sradicato il razzismo". Nel Museo del cinema di Renzo Piano a Los Angeles, per volere della direttrice Jacqueline Stewart, Micheaux àvrà una stanza accanto a quella di Orson Welles. È arrivato il momento che il mondo lo conosca.