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(afp)

Cannes, Josh O'Connor, il Principe di 'The Crown' in 'Mothering Sunday': "La chiave del film è la nudità"

L'attore inglese, vicintore per il suo ruolo del principe Carlo di un Bafta e un Golden Globe, è al festival per 'Mothering Sunday' della regista Eva Husson: "Eva e io siamo connessi dalla sensibilità"
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Quando incontri Josh O’Connor, in un bell’albergo a due passi dalla Croisette, non riesci a non pensare al Principe Carlo: le spalle incurvate, lo sguardo da sotto, le orecchie sporgenti. E pensare che dice non lo ha mai incontrato. L'attore inglese, 31 anni, una serie di film indie e qualche apparizione tv, è diventato famoso con The Crown per cui ha vinto in questa ultima stagione un Bafta e un Golden Globe. Al Festival di Cannes presenta Mothering Sunday (la festa della mamma) nella sezione Cannes première della regista Eva Husson, storia ambientata nell’Inghilterra degli anni Venti dove interpreta Paul, l’unico sopravvissuto di un gruppo di amici che non sono mai tornati dal fronte della Prima guerra mondiale, studente di legge innamorato della cameriera orfana Jane, la bella Odessa Young.

Paul è un uomo molto vulnerabile, si è sentito vicino a lui?
"Eva…

Quando incontri Josh O’Connor, in un bell’albergo a due passi dalla Croisette, non riesci a non pensare al Principe Carlo: le spalle incurvate, lo sguardo da sotto, le orecchie sporgenti. E pensare che dice non lo ha mai incontrato. L'attore inglese, 31 anni, una serie di film indie e qualche apparizione tv, è diventato famoso con The Crown per cui ha vinto in questa ultima stagione un Bafta e un Golden Globe. Al Festival di Cannes presenta Mothering Sunday (la festa della mamma) nella sezione Cannes première della regista Eva Husson, storia ambientata nell’Inghilterra degli anni Venti dove interpreta Paul, l’unico sopravvissuto di un gruppo di amici che non sono mai tornati dal fronte della Prima guerra mondiale, studente di legge innamorato della cameriera orfana Jane, la bella Odessa Young.

Paul è un uomo molto vulnerabile, si è sentito vicino a lui?
"Eva e io siamo connessi da questa sensazione di vulnerabilità e dall’essere persone sensibili. Sul set abbiamo parlato molto del tema della mascolinità, mi sembra che negli ultimi tempi tutti i miei ruoli abbiano a che fare con questa questione dell’identità, del potere dei maschi. Non è stata una scelta consapevole eppure il mio personaggio ne La terra di Dio, ma anche Paul di questo film e anche Carlo ovviamente sono tutti uomini che si interrogano su cosa significa essere un uomo e quale è il proprio spazio. Siamo tutti vulnerabili, la questione riguarda solo quanto sei bravo a nasconderlo, molti uomini passano la vita a farlo e poi magari scelgono di aprirsi con qualcuno. Come Paul che ha scelto Jane come unica persona con la quale esplorare la sua vulnerabilità".

A proposito di vulnerabilità, nel film ci sono molto sequenze di nudo.
"La nudità ha un ruolo importante nel film, non si terrebbe insieme senza la nudità. Anche le sequenze in cui si veste hanno un significato: Paul si sente a suo agio a stare nudo con Jane. Una cosa che ho avuto sempre in mente, sia leggendo il libro di Graham Swift che la sceneggiatura di Alice Birch è che la nudità sia un grande livellatore sociale. Paul è intrappolato nella sua classe e Jane ha trovato un modo per liberarlo dalla trappola: l’immagine di loro due nudi nella stanza è la mia preferita del romanzo e del film. In qualche modo rivestendosi e uscendo da quella stanza è come se lui stesse riappropriandosi del senso di colpa per essere l'unico sopravvissuto di quel gruppo di amici e dei doveri che la sua classe e la sua famiglia gli imponeva".

Come sono cambiate le cose per lei nell'ultimo anno?
"Se vado per strada ora mi riconoscono ma a parte questo non è cambiato molto, di sicuro non è cambiato il mio modo di lavorare. Prima di fare The Crown ero devoto al cinema inglese indipendente e al teatro, io la serie non la volevo proprio fare… poi ho amato moltissimo farlo ma all'inizio avevo un sacco di dubbi. Ora ho ricominciato col cinema indipendente e col teatro… mi piacerebbe fare cinema americano indipendente film capaci di affrontare un tema ed essere al contempo intimi. Se tornerò a fare televisione? Forse sì ma solo se ci fosse un personaggio veramente all'altezza".

È cambiato il rapporto con gli altri con il successo del suo principe Carlo?
"Onestamente no, anche perché con i jeans e un cappellino ci sono poche chance che mi scambino per un reale".