Cannes, la Francia ama Nanni Moretti ma si divide: ecco i giudizi su 'Tre piani'
dalla nostra inviata Anais Ginori , dalla nostra inviata Anais GinoriCANNES - La Francia non smentisce il suo amore per Nanni Moretti anche se le prime reazioni della critica sono più contrastate di altre volte. "Il regista italiano Nanni Moretti intreccia storie convenzionali sui mali di oggi senza ritrovare l'acutezza politica dei suoi film precedenti” scrive Thomas Sotinel, critico di Le Monde. Per Le Figaro “Tre Piani non assomiglia a un film di Moretti”. Nel riconoscere “l’eccellenza degli attori”, il giornale aggiunge che “non basta a dissipare gli artifici di un film corale, doloroso ed emolliente”.
Secondo Libération “il…
CANNES - La Francia non smentisce il suo amore per Nanni Moretti anche se le prime reazioni della critica sono più contrastate di altre volte. "Il regista italiano Nanni Moretti intreccia storie convenzionali sui mali di oggi senza ritrovare l'acutezza politica dei suoi film precedenti” scrive Thomas Sotinel, critico di Le Monde. Per Le Figaro “Tre Piani non assomiglia a un film di Moretti”. Nel riconoscere “l’eccellenza degli attori”, il giornale aggiunge che “non basta a dissipare gli artifici di un film corale, doloroso ed emolliente”.
Secondo Libération “il cineasta italiano firma una pellicola in forma di grande processo alla paternità tossica, assente o distruttiva”. Il giudizio dello storico quotidiano della gauche è ambivalente: "Le tre trame, appassionanti all'inizio, si rivelano di interesse disuguale, la tensione si diluisce in un edificio corale la cui somma delle parti non sboccia in un insieme edificante”.
Positivo il giudizio del settimanale Télérama che loda “l’intrepretazione sconvolgente” di Margherita Buy e la “rigidità affascinante” dello stesso Moretti. Il quotidiano La Croix sottolinea come Moretti oppone all’osservazione “agghiacciante” sulla famiglia "una terza parte luminosa e struggente, la nostra capacità di volgerci verso gli altri e di far trionfare l'amore, come un invito a non rimanere chiusi nei nostri tre piani”.
Se l’accoglienza alla proiezione ufficiale è stata buona, le prime recensioni sono più tiepide. Il regista romano ha messo in freezer un anno e mezzo il suo film pur di presentarlo sulla Croisette. “Sono grato a Cannes, non so perché la Francia ha deciso da tempo di essere generosa con il mio lavoro” ha raccontato il regista. "Diciamo che finché dura la generosità dei francesi verso il mio lavoro me la prendo felice”.