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Louis Garrel e Laetitia Casta (reuters)

Cannes, Louis Garrel: "La mia folle favola ambientalista"

Regista e interprete con la moglie Laetitia Casta del film "La croisade"
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"Non sono mai stato un militante ambientalista, mi preoccupano cose molto più futili, per esempio quale pantalone indossare". Scherza Louis Garrel parlando del suo nuovo film da regista La croisade, nella nuova sezione ecologia del festival. È stato Jean-Claude Carrière, uno più grandi sceneggiatori francesi scomparso qualche mese fa, a convincerlo. "Aveva un'inesauribile curiosità e mi ha detto: se c'è una cosa di cui parlare è questa" racconta Garrel. Insieme alla moglie Laetitia Casta interpreta una coppia che scopre come il figlio di 12 anni (Josef Engel) abbia venduto gioielli e altri beni di famiglia per finanziare con altri bambini un visionario progetto: costruire un mare nel deserto del Sahara.

È quasi una favola?
"Una favola del presente, non è così folle come sembra. Jules Verne aveva già immaginato…

"Non sono mai stato un militante ambientalista, mi preoccupano cose molto più futili, per esempio quale pantalone indossare". Scherza Louis Garrel parlando del suo nuovo film da regista La croisade, nella nuova sezione ecologia del festival. È stato Jean-Claude Carrière, uno più grandi sceneggiatori francesi scomparso qualche mese fa, a convincerlo. "Aveva un'inesauribile curiosità e mi ha detto: se c'è una cosa di cui parlare è questa" racconta Garrel. Insieme alla moglie Laetitia Casta interpreta una coppia che scopre come il figlio di 12 anni (Josef Engel) abbia venduto gioielli e altri beni di famiglia per finanziare con altri bambini un visionario progetto: costruire un mare nel deserto del Sahara.

È quasi una favola?
"Una favola del presente, non è così folle come sembra. Jules Verne aveva già immaginato un progetto del genere e uno scienziato mi ha detto che potrebbe essere una soluzione contro il riscaldamento climatico. Ero scettico quando ho letto la sceneggiatura perché Carrière aveva messo al centro dei bambini. Poi è arrivata Greta Thunberg e ho detto a Carrière: ma sei Gesù?".

Nel film i bambini sono più maturi degli adulti?
"Loro non hanno più tempo da perdere, non è sufficiente manifestare. Vogliono agire subito. Sono politicamente radicali, come potevano essere i comunisti un tempo, ma in questo caso c'è un drammatico senso di urgenza".

Che rapporto ha con l'ambientalismo?
"Come per altri della mia generazione sono d'accordo ma servirebbe una rivoluzione come quella che siamo stati capaci di fare per il Covid. Fermiamo tutto, e domandiamoci come ripartire mettendo in sicurezza il pianeta. Ecologia è già un termine superato, troppo buonista. Io fonderei un partito della sopravvivenza".

Il cinema può fare qualcosa?
"Non ho voluto fare un film militante o catastrofico. È una satira, un'avventura. Quello che sembra angosciante può anche diventare entusiasmante".

Com'è stato dirigere sua moglie Casta?
"Gli attori sono come Doctor Jekyll e Mister Hyde. Laetitia su un set diventa un'altra persona. Avevamo già girato insieme e c'era stato qualche problema. Ero stato troppo invadente. Questa volta ho fatto attenzione".

L'inizio in Vespa a Parigi è una citazione di "Caro diario"?
"Moretti era alla proiezione del mio film l'altro giorno, spero che abbia capito la citazione. Quello che amo in lui è la capacità di andare in profondità mantenendo un filo di ironia. Sono convinto che la leggerezza sia il modo migliore di affrontare cose pesanti".

Reciterà nel prossimo film di Pietro Marcello?
"Ho amato molto Martin Eden. Marcello fa un vero cinema di evasione. Nel mio caso la fuga dei bambini non è pura fantasia. Il rischio è che, se non cambierà niente, nei prossimi anni vedremo solo film ambientalisti di propaganda, oppure gireremo film porno perché dovremo stare nudi per il troppo caldo".