✕
'Bonne mère' 

Cannes, Marsiglia capitale del cinema. La risposta è in tre titoli: 'Stillwater', 'Bac Nord' e 'Bonne Mère'

La città affacciata sul mare è la protagonista indiscussa di molti film del festival: un mélange di culture (e problemi, vecchi e nuovi) che affascina sempre di più i registi. Tanto da essere diventata la nuova meta per i set, via dal romanticismo troppo spinto di Parigi
2 minuti di lettura

CANNES - Dimenticate Parigi, la nuova città francese del cinema è Marsiglia, al centro di diversi film selezionati al festival di Cannes (Stillwater, Bac Nord, Bonne mère). Capitale del crimine, porto in cui si sono mischiate storie e culture, estremo sud di un nazione che ha la testa nell’Atlantico e i piedi nel Mediterraneo, è un concentrato di emozioni forti. Anche se Parigi è più conosciuta per la nascita della settima arte, a La Ciotat è stata creata dai fratelli Lumière la prima sala cinematografica, l'Eden-Théâtre, rinnovata e riaperta qualche anno fa. Un’eredità che ora riemerge in forza dopo aver da tempo sfondato nel mondo del rap e prima ancora nei romanzi noir.

L'ascesa di Marsiglia nella settima arte non è sfuggita a Netflix. Una delle prime serie prodotte in Francia dalla piattaforme è Marseille con Gérard Depardieu. Dagli Usa ora è sbarcato Tom Mc…

CANNES - Dimenticate Parigi, la nuova città francese del cinema è Marsiglia, al centro di diversi film selezionati al festival di Cannes (Stillwater, Bac Nord, Bonne mère). Capitale del crimine, porto in cui si sono mischiate storie e culture, estremo sud di un nazione che ha la testa nell’Atlantico e i piedi nel Mediterraneo, è un concentrato di emozioni forti. Anche se Parigi è più conosciuta per la nascita della settima arte, a La Ciotat è stata creata dai fratelli Lumière la prima sala cinematografica, l'Eden-Théâtre, rinnovata e riaperta qualche anno fa. Un’eredità che ora riemerge in forza dopo aver da tempo sfondato nel mondo del rap e prima ancora nei romanzi noir.

L'ascesa di Marsiglia nella settima arte non è sfuggita a Netflix. Una delle prime serie prodotte in Francia dalla piattaforme è Marseille con Gérard Depardieu. Dagli Usa ora è sbarcato Tom McCarthy per ambientare Stillwater. Il suo thriller melodrammatico, con Matt Damon nel ruolo di un cowboy disorientato tra i bassifondi marsigliesi, è piaciuto a parte della critica d’Oltralpe. Il ritratto della città fatto dall'americano, tra i grattacieli in rovina e locali chic sulla Corniche, sembra fedele, giusto, anche grazie all'aiuto di due sceneggiatori francesi. Libération considera un capolavoro la scena sull'Olympique Marseille. “Chi ha filmato, anche di sfuggita, in poche inquadrature dove c'è tutto, con tanta emozione, sobrietà e tensione, una partita al Vélodrome?” si domanda ammirato il quotidiano.

'Stillwater' 

La seconda città francese per numero di abitanti ha una film commission che elargisce fondi e per questo riesce ad attrarre nuove produzioni. La regione ha aumentato l'anno scorso del 30 per cento gli importi stanziati, assegnando 7,2 milioni di euro al fondo di aiuto, sostenendo 196 progetti (tra cui 46 lungometraggi). Il comune ha creato un reparto speciale Mission cinéma per facilitare le autorizzazioni. “È molto più facile ottenerle che a Parigi” commenta il regista marsigliese Cédric Jimenez che porta sulla Croisette Bac Nord, storia adrenalinica di poliziotti corrotti ispirata a un vero scandalo giudiziario.

'Bac Nord' 

È ancora presto per dire se Marsiglia batterà davvero Parigi, nel calcio il 'classico' tra Om e Psg è un derby all’ultimo sangue. Ma con 1.162 giorni di riprese all'anno, ormai il ritmo si avvicina a quello della capitale. E la comunità artistica cresce, con tanti registi e sceneggiatori che sono scappati da Parigi per vivere davanti al mare, con prezzi delle case che sono tre o quattro volte inferiori. Il polo cinematografico è in rapido sviluppo. Una fucina di mestieri si è creata negli ultimi anni intorno alla produzione tv della popolare telenovela francese, Plus belle la vie. E da sei anni hanno aperto i Provence Studios, tra i più grandi d'Europa (2.600 metri quadrati) dove ora Netflix sta girando la nuova serie The serpent queen, biopic su Caterina de Medici.

Marsiglia, dicono alcuni produttori, è come Los Angeles dove si può quasi sempre fare riprese in esterno. I giorni di pioggia e brutto tempo sono pochi, anche se la luce può essere abbagliante e il Mistral a volte non permette di uscire di casa. È anche una palestra per misurarsi con grandi questioni del presente tra cui immigrazione, violenza, criminalità, Islam. "Il mondo è brutale" viene ripetuto due volte in Stillwater. "È una città con un'immagine ribelle, la Baltimora francese” commenta Sabrina Roubache, produttrice esecutiva della serie Marseille, cresciuta nei quartieri popolari dove ha entrature per andare con una troupe senza essere aggrediti o taglieggiati dalle bande di spacciatori.

'Bonne mère' 

Anche la giovane regista Hafsia Herzi è voluta tornare a Marsiglia per girare il suo secondo film, Bonne mère. L'attrice scoperta da Abdellatif Kechiche, si è ispirata alla sua infanzia nei Quartiers Nord, seguendo una nonna-coraggio che da sola mantiene figli e nipoti, dentro a un mondo di contrasti, aspettando un miracolo dalla vergine dorata in alto alla basilica di Notre Dame de la Garde. Herzi incarna una sorta di redenzione attraverso il cinema. “Spero che altri ragazzi seguiranno la mia strada, o almeno con i miei film vorrei suscitare il desiderio di farlo”.