Cannes, clochard, rapper e innamorati: sulla Croisette cantano e ballano tutti
dalla nostra inviata Chiara Ugolini , dalla nostra inviata Chiara UgoliniCannes. C'è un gran bisogno di leggerezza, di canzoni, di balli. In un'edizione del festival che punta sui sentimenti, le relazioni, i rapporti familiari, qua e là fanno capolino i musical e sono una boccata di aria fresca, uno spazio di evasione. Dopo l'apertura glam rock di Annette con la colonna sonora firmata dagli Sparks, ecco fuori concorso la commedia musicale Tralala con Mathieu Amalric e Melanie Thierry che ballano e cantano sulle montagne intorno a Lourdes.
Il biopic su Celine Dion diretto e interpretato dall'attrice brillante francese Valérie Lemercier è ispirato alla vita della cantante nonostante nel film sia stata ribattezzata Aline Dieu. Lemercier ha ricevuto la "benedizione" della musicista canadese e l'autorizzazione a usare le sue canzoni, ricantate dalla soprano Victoria Sio, compresa My heart will go on…!-->!-->
Cannes. C'è un gran bisogno di leggerezza, di canzoni, di balli. In un'edizione del festival che punta sui sentimenti, le relazioni, i rapporti familiari, qua e là fanno capolino i musical e sono una boccata di aria fresca, uno spazio di evasione. Dopo l'apertura glam rock di Annette con la colonna sonora firmata dagli Sparks, ecco fuori concorso la commedia musicale Tralala con Mathieu Amalric e Melanie Thierry che ballano e cantano sulle montagne intorno a Lourdes.
Il biopic su Celine Dion diretto e interpretato dall'attrice brillante francese Valérie Lemercier è ispirato alla vita della cantante nonostante nel film sia stata ribattezzata Aline Dieu. Lemercier ha ricevuto la "benedizione" della musicista canadese e l'autorizzazione a usare le sue canzoni, ricantate dalla soprano Victoria Sio, compresa My heart will go on, canzone iconica del Titanic. E poi Suprêmes sul gruppo rap NTM nella Francia di Mitterand e infine il film Haut et fort dell'algerino Nabile Ayouch, uno degli ultimi del concorso, dove l'hip hop è la strada per liberarsi dall'oppressione delle regole che la religione impone. "L'hip hop nasce come reazione al razzismo, alla povertà e all'umiliazione" si dice nel centro culturale dove si ritrovano i giovani di Casablanca, ma sono le ragazze a trovare l'audacia di esibirsi in pubblico.
C'è un po' di hip hop anche nella commedia musicale dei fratelli Arnaud e Jean-Marie Larrieu, eredi della tradizione di Jacques Demy e della grande canzone francese. Che del loro Tralala fanno protagonista un clochard (Amalric) la cui vita da emarginato viene stravolta dall'apparizione di una giovane donna che risponde al nome di Virginie. "Quando abbiamo cominciato a proporre un musical ai produttori, quelli scappavano terrorizzati - raccontano i fratelli, cresciuti nella città dell'apparizione a Bernadette - poi abbiamo spiegato il nostro progetto a un investitore, eravamo in un bar, si è alzato dicendoci 'non c'è pubblico per questo film'. Quando se n'è andato una signora seduta al tavolino accanto ci ha detto 'non vi conosco, non so niente di cinema ma non dategli retta; io un film così lo andrei a vedere'".
Il musical è un genere che fa fatica a trovare una sua strada fuori da Hollywood eppure grazie al successo di La La Land anche in Europa sta tornando la voglia di vedere ballare e cantare sul grande schermo. A dare uno slancio il film di Damien Chazelle, debitore, come ha raccontato il regista, di Les Parapluies de Cherbourg di Demy, che lo ha fatto innamorare di un genere che prima detestava. "La La Land ha avuto un ruolo importante - concordano i Larrieu - la diffidenza verso il musical dopo il film di Chazelle è un po' diminuita anche se rimane il fatto che di fronte a qualcuno che all'improvviso canta e balla il pubblico si divide: c'è chi ama e chi detesta. La sensazione è che qualcosa si stia muovendo". Le canzoni sono state incise in studio per sicurezza ma poi sia Amalric che Thierry hanno cantato in presa diretta: "Avevano il playback nelle orecchie ma abbiamo inciso live e solo in fase di montaggio abbiamo deciso e quasi sempre la scelta è caduta sulla performance dal vivo". Presa diretta al 100% invece per la storia d'amore di Adam Driver e Marion Cotillard. Cotillard ha raccontato la sfida di Annette: "È stato tutto complicato perché ogni movimento del corpo modificava il canto, ma è stato anche bello dal punto di vista creativo usare le emozioni per modulare la propria voce".