Cannes, Camille Cottin: "Dopo tanto cinema la fama è arrivata con una serie tv"
dalla nostra inviata Arianna Finos , dalla nostra inviata Arianna FinosSono bastate poche puntate di Chiami il mio agente! e non abbiamo potuto più fare a meno del suo charme. Dopo quattro stagioni della serie Netflix in cui interpreta la più volitiva e conturbante degli agenti dei divi francesi, Camille Cottin è ora l'attrice più interessante e ricercata al Festival di Cannes, dove ha portato Stillwater di Tom McCarthy girato a Marsiglia con Matt Damon e Mon légionnaire di Rachel Lang, in cui è la moglie del legionario Louis Garrel. Infiniti tacchi a spillo fucsia, abitino sobrio, l'attrice, 42 anni, all'incontro sulla terrazza del Marriott con affaccio panoramico sulla Croisette, è accogliente e un po' misteriosa.
Come spiega il successo di Andréa Martel?
"È un personaggio molto moderno perché la sua sessualità è completamente data per scontata e questo è un sollievo, consider…!-->!-->
Sono bastate poche puntate di Chiami il mio agente! e non abbiamo potuto più fare a meno del suo charme. Dopo quattro stagioni della serie Netflix in cui interpreta la più volitiva e conturbante degli agenti dei divi francesi, Camille Cottin è ora l'attrice più interessante e ricercata al Festival di Cannes, dove ha portato Stillwater di Tom McCarthy girato a Marsiglia con Matt Damon e Mon légionnaire di Rachel Lang, in cui è la moglie del legionario Louis Garrel. Infiniti tacchi a spillo fucsia, abitino sobrio, l'attrice, 42 anni, all'incontro sulla terrazza del Marriott con affaccio panoramico sulla Croisette, è accogliente e un po' misteriosa.
Come spiega il successo di Andréa Martel?
"È un personaggio molto moderno perché la sua sessualità è completamente data per scontata e questo è un sollievo, considerando la battaglia dei diritti degli omosessuali e della comunità Lgbt+. Le sue scelte esprimono la sua personalità libera. In più è ispirata a qualcuno che esiste nella realtà e che è stata in parte reinventata. Sono convinta che la vera 'Andréa' sia contenta di come l'abbiamo descritta, la mia Andréa è abbastanza vicina a chi è lei veramente. Quando mi sono presentata all'audizione non la conoscevo, se non attraverso la sua reputazione: me la sono immaginata in questo modo. Lei è famosa nel settore perché è molto brava in quello che fa. Bella: occhi azzurri freddi, diretti, penetranti. Era già un po' una leggenda, nel settore. Ma il pubblico non la conosceva quindi non ho avuto la pressione del confronto con la realtà".
Ha girato oltre 40 film, ma la fama è arrivata con una serie tv.
"Non ho nessuna strategia di carriera, mi piace la serie e quel personaggio, queste quattro stagioni sono volate e non smetterei mai. Sono anche stata fortunata perché quando mi hanno preso non avevo tanto da scegliere, facevo provini sperando di lavorare. Per me è stata una grande opportunità quel ruolo che mi rimandava a certi personaggi che ho esplorato negli anni, in cui mi sento a mio agio anche se non mi somigliano".
"Sono due film diversissimi. Matt Damon è una persona adorabile, interpreta un americano che viene nel sud della Francia, a Marsiglia e trovo bello il fatto che questo film lo abbiamo presentato qui, gran parte della troupe che lo ha girato è alla Croisette. Mi piacerebbe una première a Marsiglia. Quanto a Mon légionnaire lì sono una donna che ha abbracciato le scelte del marito, ma che è libera e indipendente. È stata un'avventura lavorare con Rachel Lang, che è incinta e il suo tempo scadeva proprio la sera dell'anteprima. Speravamo che nascesse un po' prima ma alla fine è stato emozionante che Rachel sia riuscita a esserci, con il suo bambino ancora in grembo, anche se temevamo decidesse di nascere sul tappeto rosso".
È reduce dal set in Italia di House of Gucci con Ridley Scott.
"Non avevo mai lavorato in Italia, è stata una bella esperienza, questo set gigantesco con attori così importanti".
Conosceva la storia dell'omicidio di Maurizio Gucci?
"No, ma per il film mi sono molto documentata, ho visto documentari, letto libri. Interpreto Paola Franchi, l'ultima compagna di Maurizio, la figura che nella vicenda è stata quella rimasta più nascosta. Quella che non ha avuto nulla. Perché Patrizia si è presa tutto".
L'ha incontrata?
"No, ma ho letto e visto molte sue interviste, è una donna che dopo la morte di Maurizio ha avuto una vita tragica. Ha perso il figlio adolescente, attraversato tanti dolori, ha avuto la forza di reagire. Io comunque non metto in scena il personaggio reale. La storia segue lo sguardo del regista, è finzione. Io ho la mia visione su di lei, che potrebbe non corrispondere alla verità. È il mio punto di vista. Le posso dire che ho una profonda empatia nei suoi confronti".
Nel film è la grande nemica di Lady Gaga-Patrizia Reggiani.
"È vero, è stato molto interessante vedere quanto lei si sia data, quanto sia stata coinvolta dal personaggio. Ma questa concentrazione non le ha impedito di essere gentile con me, ci siamo sentite molto connesse e io l'ho apprezzato".