Gabriele Muccino e i vent'anni di 'Come te nessuno mai': "A 15 anni hai l'assoluto in tasca"
Arianna Finos
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di ARIANNA FINOS
Ospite di Alice nella città, il regista racconta il set e l'avventura del film diviso con il fratello Silvio. L'incontro è anche l'occasione per festeggiare il sodalizio con il produttore Domenico Procacci
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Come te nessuno mai di Gabriele Muccino compie vent'anni, mentre la Fandango di Domenico Procacci dieci di più. Fu un incontro che avrebbe dato vita a un pezzo di cinema italiano importante e ora il regista e il produttore sono qui, ad Alice nella città, per ricordarlo. Come te nessuno mai, protagonista Silvio Muccino, racconta la storia di un'occupazione al liceo, la prima cotta, gli entusiasmi, l’amicizia e l’energia: "Un'osservazione antropologica di una generazione di ragazzi che si affacciavano al mondo. A 15 anni hai l'assoluto in tasca, la convinzione di essere nel giusto e che la società degli adulti si è sbagliata. - ha raccontato Muccino alla Masterclass colma di ragazzini - Hai la voglia e l'energia per cambiarla. Mi affascinava questa ciclica ribellione contro i padri, anche se le loro, come quelle della mia generazione, erano ribellioni piccole". A rivederla oggi, "quella generazione sembra paleoli…
Come te nessuno mai di Gabriele Muccino compie vent'anni, mentre la Fandango di Domenico Procacci dieci di più. Fu un incontro che avrebbe dato vita a un pezzo di cinema italiano importante e ora il regista e il produttore sono qui, ad Alice nella città, per ricordarlo. Come te nessuno mai, protagonista Silvio Muccino, racconta la storia di un'occupazione al liceo, la prima cotta, gli entusiasmi, l’amicizia e l’energia: "Un'osservazione antropologica di una generazione di ragazzi che si affacciavano al mondo. A 15 anni hai l'assoluto in tasca, la convinzione di essere nel giusto e che la società degli adulti si è sbagliata. - ha raccontato Muccino alla Masterclass colma di ragazzini - Hai la voglia e l'energia per cambiarla. Mi affascinava questa ciclica ribellione contro i padri, anche se le loro, come quelle della mia generazione, erano ribellioni piccole". A rivederla oggi, "quella generazione sembra paleolitica. È un film in costume in cui i telefonini non esistono, ci si incontrava citofonando, il mondo era analogico. Da allora il cambio antropologico è stato enorme".
Il poster del film di Gabriele Muccino 'Come te nessuno mai' che compie 20 anni e viene festeggiato a Alice nella città
In Come te nessuno mai, che Muccino ha rivisto un paio d'anni fa con gli studenti del liceo romano Mamiani, "c'è qualche scelta dettata dall'inesperienza, ma penso anche una grazia impulsiva, che non lo rende datato. Gli studenti con cui l'ho rivisto hanno reagito come il pubblico 20 anni fa". In quel film, spiega l’autore, "c'era il mio punto di vista sul mondo. All’epoca il mio carburante era la nevrosi, ora invece mi concentro sul passaggio del tempo", che è anche materia del suo prossimo film, Gli anni più belli. "Racconto 40 anni di vita. Parto da ragazzi 15enni che crescono. È una crescita che attraversa l'Italia e gli italiani. Anni che ci hanno trasformato profondamente, quello che non cambia mai sono le dinamiche umane. Il modo in cui ci si ama, ci si vendica, ci si tradisce, ci si stanca della routine". Cast corale: Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff, Emma Marrone, uscita a febbraio 2020. Del fratello Silvio, racconta Gabriele "era previsto come scrittore, ma non come attore. Poi dando le battute agli altri, negli interminabili provini, aveva il compito di leggere le battute durante il casting, pian piano mi sono accorto che stava diventando un bravo attore. Ha fatto così, letteralmente, 38 provini. Era diventato talmente bravo che mi convinse che era giusto che interpretasse lui il ruolo principale''.
Gabriele Muccino insieme al produttore Domenico Procacci
Il sodalizio con Domenico Procacci della Fandango ha prodotto cinque film, dal debutto di Ecco fatto (1998, nato come film tv ma uscito al cinema) a Baciami ancora del 2010. "Gabriele - ricorda Procacci - quando l'ho incontrato la prima volta aveva tutto del surfista e poco dei classici canoni dei giovani registi, che uno si aspettava essere autori emaciati e sofferenti. Fin dal corto che mi ha mostrato ho capito le sue grandi doti di originalità. Con i suoi film ha resettato alcuni parametri del cinema italiano". Muccino invece racconta "l'ho cercato a lungo, Procacci. Io volevo esordire al cinema dopo una gavetta di dieci anni in cui sognavo di riuscire ma non sapevo se ero in grado. Quando mi sono sentito pronto mi sono messo sulle orme di Procacci che ammiravo perché vedevo le sue cose alla Mostra di Venezia dove andavo da studente sognatore, pieno di speranze e con poche concretezze. I suoi film erano belli e avevano una linea editoriale precisa, diversa da quello che c’era intorno in quegli anni e che era molto modesto. I film prodotti da Fandango avevano un punto di vista sulle cose notevole, mi sembrava il produttore ideale. Così l'ho braccato e convinto a fare il nostro primo film facendogli vedere un corto di sette minuti che era una sorta di trailer. Cinque film insieme sono tanti, un'esperienza che ci ha definito entrambi, abbiamo vissuto momenti eccezionali".