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La Festa di Roma chiude con +18% e il premio al film di Piva. "Murray? Scomparso fino a due giorni prima del premio"

Il direttore Antonio Monda fa un bilancio della quattordicesima edizione con una serie di aneddoti compreso quello dell'attore di Wes Anderson arrivato a Roma in pulman. Premio alla carriera a Viola Davis. Il premio del pubblico va a 'Santa subito' di Piva

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Santa Subito, il film di Alessandro Piva dedicato alla storia della giovane attivista cattolica uccisa nel 1991 dal suo persecutore, vince il premio BNL del pubblico della quattordicesima edizione della Festa di Roma. "Incredula, un sogno che oggi mette radici e ali" ha detto la sorella di Santa Scorese che da anni si batte per raccontare la sua storia e far sì che altre donne non subiscano la stessa fine.

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Aneddoti e numeri, il direttore Antonio Monda e la presidente Laura Delli Colli fanno il bilancio dell’edizione della Festa che si chiude domani. "I numeri parlano da soli, - al di là della qualità e della varietà, che è poi il segreto di questa edizione - gli incassi sono aumentati del 18 per cento, biglietti venduti del 10 per cento, gli accrediti del 13 per cento. Tutti i numeri sono positivi, il più clamoroso è il sito aumentato dell’86 per cento in un anno per visualizzazione” elenca Monda. "I nostri ospiti hanno condiviso il loro tempo con tutti voi, con il pubblico, e il loro amore per il cinema. La presenza femminile, va sottolineata: 18 registe e chiudiamo con Cristina Comencini. La cosa di cui sono più soddisfatto? Potrei dire film di Scorsese, ma la cosa che mi rende più soddisfatto è la scelta, che condivido con i selezionatori, dei due premi alla carriera. Inaspettati. Due talenti a cui nessuno aveva mai pensato di dare premi a carriera. Bill Murray e Viola Davis".

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C’è chi fa notare che alcuni nomi annunciati, Benicio Del Toro, un attore di Irishmen, Kristin Scott Thomas poi non si sono presentati. "È successo solo in pochi casi, il 92 per cento dei film è arrivato accompagnato, in molti casi dal regista”. Per Laura Delli Colli "i risultati hanno superato le attese". Aneddoti: “Bill Murray è scomparso due giorni prima dell’arrivo, si è scoperto che è venuto su un pullman con la moglie di Wes Anderson, Roman Coppola, che non sapevamo che venisse, come pure Frances McDormand”. All'incontro con Bill Murray l’attore non ha voluto la traduzione "noi americani siamo aggressivi", ha scherzato sul palco". "Nessuno ci ha chiesto la restituzione dei soldi del biglietto. E comunque l’inglese i giornalisti dovrebbero saperlo”, ha risposto Monda (l’incontro era però per il pubblico pagante). "Non volevamo togliere sponteneità all’incontro con Murray, che è folle come un film di Wes Anderson, ma ci attrezzeremo l’anno prossimo, abbiamo anche dovuto far stare tutto nel budget di 3 milioni e 800 mila euro”. Tra i film che hanno fatto subito il tutto esaurito The Irishman, Downton Abbey e Tornare di Cristina Comencini.

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I numeri (e i premi) di Alice. La sezione autonoma e parallela della Festa di Roma dedicata ai ragazzi registra un più 26 % di biglietti emessi, più 23 per cento di incassi, anche grazie all’aumento della capienza delle sale. Miglior film è The dazzled di Sarah Suco, “per la capacità di raccontare una storia cruda e coinvolgente, attenta ai dettagli di una realtà tragica, cogliendo al tempo stesso in modo intelligente le sfumature comiche di una vita imprigionata”. Lorenzo Mattotti porta a casa il riconoscimento alla regia per La famosa invasione degli orsi in Sicilia (“una favola senza tempo destinata ad adulti e bambini raccontata con efficacia, delicatezza e maturità. Una regia che eredita lo straordinario talento compositivo delle illustrazioni di Lorenzo Mattotti ed immerge lo spettatore nella magica Sicilia di Buzzati”), premio speciale a Son mother di Mahnaz Mohammadi “per la messa in scena lucida e partecipe di emozioni profonde e coinvolgenti, calate in una dimensione di denuncia culturale, sociale e politica. Un film in cui l’assenza di parole è un urlo alla libertà d’espressione”. Premio TIMVISION è andato a Cleo di Eva Cools che si vedrà sulla piattaforma, “racconto drammatico e autentico dell’elaborazione del lutto e il senso di colpa incrociando sullo stesso piano la vittima e il carnefice. Le atmosfere malinconiche di Bruxelles scandite dalla musica di Segej Rachmaninov contribuiscono a rendere il tutto ancora più sospeso e introspettivo”. Premio Raffaella Fioretta per il cinema italiano a Buio di Emanuela Rossi. Premio Pietro Coccia per la fotografia a Tullio Trotta, consegnato da Carlo Verdone.