Peter Dinklage è Cyrano: "Oggi sui social siamo tutti come lui"
di Arianna Finos , di Arianna FinosRaccontato mille volte al cinema, compresa una recente versione francese sulla genesi della pièce di Edmond Rostand, Cyrano torna sul grande schermo, in anteprima europea alla Festa, grazie a Joe Wright. Il regista inglese ne fa un musical grandioso in cui spiccano il protagonista Peter Dinklage, eccellente nel registro comico come in quello drammatico, i costumi firmati da Massimo Cantini Parrini e l’ambientazione siciliana, il barocco di Noto e l’Etna. Il film (in sala dal 21 gennaio con Eagle) è l’adattamento cinematografico del musical teatrale di Erica Schmidt, da cui Wright è stato folgorato: quando ha visto in Connecticut l’affiatamento sul palco tra Haley Bennett e Dinklage ha pensato che doveva farne un film.
Dinklage investe saggiamente il patrimonio di popolarità che gli ha dato Il trono di spade, s’affaccia nella sala Petrassi dell’Auditorium …
Raccontato mille volte al cinema, compresa una recente versione francese sulla genesi della pièce di Edmond Rostand, Cyrano torna sul grande schermo, in anteprima europea alla Festa, grazie a Joe Wright. Il regista inglese ne fa un musical grandioso in cui spiccano il protagonista Peter Dinklage, eccellente nel registro comico come in quello drammatico, i costumi firmati da Massimo Cantini Parrini e l’ambientazione siciliana, il barocco di Noto e l’Etna. Il film (in sala dal 21 gennaio con Eagle) è l’adattamento cinematografico del musical teatrale di Erica Schmidt, da cui Wright è stato folgorato: quando ha visto in Connecticut l’affiatamento sul palco tra Haley Bennett e Dinklage ha pensato che doveva farne un film.
Dinklage investe saggiamente il patrimonio di popolarità che gli ha dato Il trono di spade, s’affaccia nella sala Petrassi dell’Auditorium in collegamento dagli Stati Uniti, mustacchi e occhiali: «Ho già un testone, con questo schermo sembra ancora più grande — sospira ironico — ha ragione, Wright, sull’importanza dell’affiatamento che Haley e io abbiamo avuto dopo tanto palco insieme. Cyrano e Rossana sarebbero i perfetti migliori amici se non fosse che lui è innamorato di lei». Interrogato sul body shaming, ragiona: «La questione non riguarda il modo in cui gli altri ci vedono, ma come vediamo noi stessi. Nessuno credo sia davvero a proprio agio nella propria pelle. Facciamo tutti quello che faceva Cyrano quando sui social cambiamo il nostro aspetto. Ma credo sia un personaggio universale in cui non si dentifica solo chi è fisicamente diverso, ma chiunque sia insicuro circa la possibilità di essere amato».
Secondo Wright, regista di L’ora più buia, Anna Karenina e Orgoglio e pregiudizio, «tutti i miei film pongono la stessa domanda: come faccio a mettermi in contatto con gli altri e perché accade che non ci riesca? Da adolescente sentivo una straordinaria affinità con Cyrano. Così, quel giorno di giugno 2020, mentre eravamo in isolamento ho avuto la sensazione che ciò di cui avevamo bisogno fosse una semplice connessione umana: Cyrano doveva essere fatto. Abbiamo pensato di trasformare i monologhi in canzoni, la musica risponde al battito del cuore e rende tutto immediato».
Il film è anche un’ode alla corrispondenza, le lettere scritte a mano, l’attesa della consegna. Aiutano i costumi creati con la consueta cura ossessiva da Cantini Parrini, «tutti realizzati ex novo, ma con la pandemia si erano interrotti i trasporti e le stoffe tardavano ad arrivare, è stata dura». «Ho da tempo una storia d’amore con il cinema italiano — conclude Wright — sono cresciuto con Ladri di biciclette, amo i classici come Sorrentino».