La sfida di Verdone: "Ho avuto il coraggio di svelarvi la mia anima"
di Arianna Finos , di Arianna FinosVita da Carlo, vita con Verdone. Grazie alla sua prima serie — che batte bandiera Amazon — il regista ci immerge in una quotidianità che molto somiglia alla sua vita reale. I tic, l’amore per la medicina, la fede romanista, il produttore che gli chiede di tornare ai film di personaggi («da ‘o famo strano a ‘o famo anziano»), lo sceneggiatore colto che vuole portarlo a Cannes con un film oscuro (L’incrocio delle ombre), l’ex fidanzato della figlia che gli si pianta in casa, l’amico attore scambiato per De Sica, l’ex moglie, la fan malata terminale, la governante scorbutica, l’autista incosciente, l’ufficio stampa efficiente. Si viaggia tra malinconia e risate, disavventure, paradossi e sorprese. Ben girata (da Verdone e Arnaldo Catinari) e piena di idee, la serie in dieci episodi è disponibile dal 5 novembre.
Festa di Roma, 'Vita da Carlo': Verdone si racconta in una serie.…
Vita da Carlo, vita con Verdone. Grazie alla sua prima serie — che batte bandiera Amazon — il regista ci immerge in una quotidianità che molto somiglia alla sua vita reale. I tic, l’amore per la medicina, la fede romanista, il produttore che gli chiede di tornare ai film di personaggi («da ‘o famo strano a ‘o famo anziano»), lo sceneggiatore colto che vuole portarlo a Cannes con un film oscuro (L’incrocio delle ombre), l’ex fidanzato della figlia che gli si pianta in casa, l’amico attore scambiato per De Sica, l’ex moglie, la fan malata terminale, la governante scorbutica, l’autista incosciente, l’ufficio stampa efficiente. Si viaggia tra malinconia e risate, disavventure, paradossi e sorprese. Ben girata (da Verdone e Arnaldo Catinari) e piena di idee, la serie in dieci episodi è disponibile dal 5 novembre.
Festa di Roma, 'Vita da Carlo': Verdone si racconta in una serie. Ma non è un documentario
Cosa scoprirà il pubblico di nuovo di Carlo Verdone?
«Innanzitutto la mia vita adesso. I film raccontavano qualcosa del passato. Qui c’è un 40 per cento di assoluta verità, sia negli episodi che nelle dinamiche dei rapporti con parenti e amici. E c’è un filo conduttore, la richiesta da parte di un gruppo politico di fare il sindaco di Roma. Il pubblico si accorgerà, spero, di un Carlo che recita in modo più vero e maturo, senza dover comprimere tutto come nei film. Ci troverà un pezzo della mia anima autentica. È stata una sfida, volevo qualcosa che non somigliasse a nessuna serie italiana. In Un sacco bello ho usato una macchina da presa Mitchell anni 50. E ora eccomi con la serie così dinamica. Mi pare siano passati 300 anni, è bello attraversare tanto tempo, ma credo ancora nel cinema».
La serie alterna risate, malinconia e momenti che gelano il sorriso: la stalker malata terminale, il monologo di Alessandro Haber sugli ebrei.
«È tutto vero. Haber ha recitato un ebreo ubriaco che mi ha fatto lo stesso discorso, che qui ho portato verso il monologo di Shylock nel Mercante di Venezia. Sono stufo del politicamente corretto, ti devi interrogare mille volte su ogni cosa, non riesci più a far ridere. Ho svelato una cosa che mi è capitata e Alessandro è stato perfetto. Come tutto il cast, pieno di giovani. Mi sento come Sergio Leone quando lanciava i suoi attori».
Festa di Roma, Carlo Verdone: "Amo la mia città ma non potrei mai fare il sindaco"
Le chiesero di fare il sindaco, un sondaggio la dava al 70 per cento. Come sarebbe stato?
«Ci ho pensato mezz’ora, poi ho capito che non ho la preparazione. Avrei passione, perché amo molto la mia città, ma non la spinta che ho per il mio lavoro, il cinema e scrivere. Non puoi fare l’attore e il politico. Voglio essere ricordato come attore».
Il suo sindaco preferito?
«Rutelli fece cose molto buone, anche Veltroni. Ricordo Petroselli e quando ero piccolo Rebecchini, mia madre era amica delle figlie. Ma era un’altra Roma, elegante e senza traffico. Qui i lavori li devi fare con i grandi eventi, la ex sindaca non ha voluto. Si poteva fare qualcosa per questa città».
Un consiglio a Gualtieri?
«Abbattere la burocrazia. In Germania le cose si decidono in una settimana. Dovevamo girare al monumento di Garibaldi colpito da un fulmine, sta lì da anni. niente da fare. Bisogna partire dalle periferie, fare manutenzione, aprire librerie e cinema per anziani e bimbi. Serve una squadra pragmatica, onesta».
Politica, famiglia, amici,calcio, film, ma si è regalato anche la storia d’amore con la farmacista.
«Bisogna sempre credere nell’amore, anche se col tempo si trasforma. Il giorno in cui diventi arido, senza più passioni, sei una persona che va verso la morte e non verso la vita».