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Claudio Baglioni alla Festa di Roma: "Con Battisti avrei dovuto interpretare un film su due ragazzi di borgata"

Il cantautore protagonista di un Incontro ravvicinato alla Festa per raccontare il suo rapporto col cinema
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Accolto da un pubblico caloroso sugli spalti della Cavea, i fan che intonavano le sue canzoni e la sala Sinopoli era gremita, Claudio Baglioni ha parlato del suo cinema del cuore, dieci sequenze di film che ama con alcune scene musicali entrate nella storia come Il Mago di Oz con Judy Garland che intona Over the rainbow e Colazione da Tiffany con Moon River cantata da Audrey Hepburn: "Il caso di una canzone scritta apposta per lei da Henry Mancini. Audrey Hepburn era una figura così esile e piena di grazia, perfetta per il personaggio ma non era una cantante, per cui scrissero la canzone apposta per lei per venirle incontro con la sua voce". Ma c'è anche Harold e Maude con Ruth Gordon che canta Don't be shy di Cat Stevens ("un film senza colonna sonora e pieno di canzoni, tutte di Stevens").

(ansa)

L'ultima volta: il cinema all'Opera

"L’u…

Accolto da un pubblico caloroso sugli spalti della Cavea, i fan che intonavano le sue canzoni e la sala Sinopoli era gremita, Claudio Baglioni ha parlato del suo cinema del cuore, dieci sequenze di film che ama con alcune scene musicali entrate nella storia come Il Mago di Oz con Judy Garland che intona Over the rainbow e Colazione da Tiffany con Moon River cantata da Audrey Hepburn: "Il caso di una canzone scritta apposta per lei da Henry Mancini. Audrey Hepburn era una figura così esile e piena di grazia, perfetta per il personaggio ma non era una cantante, per cui scrissero la canzone apposta per lei per venirle incontro con la sua voce". Ma c'è anche Harold e Maude con Ruth Gordon che canta Don't be shy di Cat Stevens ("un film senza colonna sonora e pieno di canzoni, tutte di Stevens").

(ansa)

L'ultima volta: il cinema all'Opera

"L’ultimo film che ho visto è stato ieri sera al Teatro dell’Opera è un film musicale, Questa storia è la mia storia, sul concerto dal vivo che abbiamo realizzato all'inizio di febbraio quando i teatri erano chiusi, i cantanti erano arruginiti (alcuni a riposo e altri in una casa di riposo) e le maestranze senza lavoro - ha raccontato il musicista - Rivedo le mie cose ma non con piacere perché ci vedo i difetti, ma quella di ieri sera è stata una bellissima sorpresa. Ho provato un'emozione unica insieme a quella di avere un'umanità intorno: non avevo mai visto un concerto con le persone accanto perché di solito sono dall'altra parte. Ho avuto una stretta al cuore, pensa in questi cinquant'anni quanto mi sono perso".

La prima volta in un Pidocchietto

Alla richiesta invece del primo film che ha visto sul grande schermo. "Era Zorro contro Maciste, l'uomo forzuto affrontava l’uomo mascherato, un film molto particolare, lo vidi in una sala parrocchiale, a Roma li chiamavano i Pidocchietti. Il vero primo film non era però in un cinematografo, io uso ancora questo termine un po' desueto. L'ho detto l'altra sera a Gabriele Muccino, credo che gli sia venuta una colica, mi ha detto che non si dice più così. Mio padre costruiva uno schermo di legno e attraverso una manovella girava delle immagini prese dalle riviste... ecco il mio primo cinema è stato questo".

(ansa)

I ruoli mancati al cinema: il film con Battisti e la fantascienza hard

"Mi era stato proposto un film in cui avrei dovuto recitare con Lucio Battisti, doveva essere la metà degli anni Ottanta, non so se fecero lo stesso con lui. Mi portarono un soggetto, un film serio in cui non c'era musica, era una sorta di pre Romanzo criminale ma invece di una banda c'erano due ragazzi di borgata di Roma che vivevano ai margini della città con un finale molto duro: Battisti sarebbe morto e io lo avrei portato via morente dopo una rissa al coltello. Per rispetto e timidezza non sapevo cosa dire, mi odiavo per l’ipocrisia ma mi sembrava un film impossibile, poi di questa cosa non se ne fece niente. Un'altra volta ebbi una richiesta ancora più strabiliante: un film di fantascienza ambientato negli anni Tremila, una sorta di hard core con amplessi sulle astronavi. Io fino a 14 anni non ho guardato gli sconosciuti negli occhi, perché mia madre diceva che i bambini non dovevano guardare gli adulti direttamente in volto, immaginate che a 28 anni poi potessi fare un film sulle ammucchiate in astronave... sarebbe stato decisamente troppo".

Io come Rocco, quando arrivai a Milano

Baglioni ha raccontato che il padre lo portò a vedere Rocco e i suoi fratelli di Visconti "ma credo che abbia sbagliato film anche se lui amava la boxe. Per amore suo ho fatto due anni di pugilato ma ero scarsissimo, poi una volta per sbaglio ho colpito il mio allenatore e poi per dieci round non ho fatto che scusarmi". Questo film gli ricorda il suo arrivo a Milano: "Arrivai per fare un provino, avevo quindici o sedici anni, con mia madre mi sembrò di arrivare in Scandinavia. Quando vedo i tram e la scalinata della stazione centrale sento un collegamento fortissimo con quel ragazzo che ero allora e uguale quando vedo i film di Pasolini e le sue borgate".

"Ne ho viste cose che voi umani", il monologo di Rutger Hauer in Blade Runner

Blade Runner e Vangelis, Zeffirelli e Francesco

Il suo film preferito rimane Blade Runner di Ridley Scott, "un film favoloso ma dolorosamente umano con una colonna sonora strepitosa di Vangelis che è stato anche mio arrangiatore per E tu, si era innamorato di Piccolo grande amore. Mi aveva raccontato che si addormentava ascoltandola e io all'inizio mi ero pure stranito perché dicevo 'ma allora la trova noiosa', poi ho capito che invece gli dava serenità". Verso il finale dell'incontro c'è tempo per parlare di Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli di cui Baglioni scrisse le musiche. "Sono stato pescato nel mucchio alla fine degli anni Sessanta, era reduce dal grande successo di Romeo e Giulietta. Io stavo ancora combattendo coi provini per le canzoni che andavano a Sanremo, serviva un cantante e alla Rca pescarono me tra i tanti che c'erano, eravamo in tanti a bivaccare là. La discografia era racchiusa in quella zona di campagna, si registrava, c'erano gli uffici dei dirigenti, i luoghi dove fare le fotografie per le copertine e anche la fabbrica che stampava i dischi. Zeffirelli cercava una voce che potesse sembrare quella di Francesco, ricordo che andai a cantare con una soggezione incredibile perché avevo amato molto Romeo e Giulietta, ma poi diventammo amici".