"Roberto Saviano" racconta Riccardo Tozzi il fondatore di Cattleya "portò due paginette, era l'idea della serie".
Oggi Gomorra è al capitolo finale: come ha cambiato il racconto televisivo?
"La linea editoriale di Cattleya ha sempre mirato a reintrodurre il genere nel cinema e nella televisione italiani, per allentare la tenaglia commedia-meló. Basti pensare a Io non ho paura, Educazione siberiana, Acab, Suburra, Romanzo criminale. Proprio quest'ultimo film è stato all'origine della serie che ha segnato il cambiamento della fiction italiana verso una più moderna serialità. Gomorra è la maturazione di questa linea".
'Gomorra 5", la sfida finale
Quanto hanno pesato le critiche sul Male protagonista?
"L'obbligo di raccontare il Bene, che alla fine vince, accanto al Male, produce storie edificanti e anche falsamente rassicuranti: rimuove il fatto che il Male appartiene a tutti. Anche il miglior cinema di genere evita questa strada. Senza fare paragoni fuori luogo, è così il cinema di Kubrick e quello di Scorsese. Gomorra è piena di personaggi semplici umani e teneri, che però sono vittime".
'Gomorra - Stagione finale', l'ultimo atto
'Gomorra - Stagione finalè è l'atto conclusivo del cult Sky Original prodotto da Cattleya in collaborazione con Beta Film, dal 19 novembre su Sky e in streaming su Now. I dieci nuovi episodi, girati fra Napoli, Riga e Roma, sono scritti dagli head writer Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, che firmano anche il soggetto di serie con Roberto Saviano. I primi cinque episodi e il nono sono diretti da Marco D'Amore, mentre gli episodi 6, 7, 8 e 10 sono diretti da Claudio Cupellini, al timone fin dagli esordi della serie. Torna Salvatore Esposito nei panni di Genny Savastano, costretto alla latitanza, in un bunker, alla fine della quarta stagione. Accanto a lui anche il grande ritorno di Marco D'Amore, nuovamente protagonista nel ruolo di Ciro Di Marzio, creduto morto alla fine della terza stagione e - come svelato dal film L'immortale - clamorosamente tornato in scena, redivivo, in Lettonia. Con loro ritornano anche Ivana Lotito nei panni di Azzurra, che abbandonata da Genny farà di tutto per tenere il piccolo Pietro al sicuro, lontano da suo padre e da tutto ciò che rappresenta, e Arturo Muselli che torna a interpretare Enzo Sangue Blu, l'ex re di Forcella divorato dai sensi di colpa per aver visto troppi compagni morire per colpa sua. Oltre agli ormai storici protagonisti la stagione finale vede anche diversi nuovi ingressi nel cast: Domenico "Mimmo" Borrelli è Don Angelo detto 'O Maestrale, il feroce boss di Ponticelli che si rivelerà fondamentale per la guerra di Genny contro i Levante e per permettergli di riprendersi Secondigliano. Tania Garribba interpreta invece Donna Luciana, la moglie di 'O Maestrale, donna dal carattere feroce al pari del marito e un'intelligenza astuta e raffinata. Nei panni di 'O Munaciello, uno dei capipiazza di Secondigliano, entra nel cast anche Carmine Paternoster. E ancora Antonio Ferrante e Nunzia Schiano, a interpretare rispettivamente Vincenzo Garignano detto 'O Galantommo, anziano boss di un piccolo paese alle pendici del Vesuvio, e Nunzia, donna fiera e infaticabile, da quasi cinquant'anni sua devota moglie.
Cosa la affascina di Genny e di Ciro l'Immortale?
"Gomorra è una storia di corte, come Riccardo III. L'orfano assoluto, Ciro, si insinua nella famiglia reale e si lega al principe di sangue, Genny. È attratto dalla regina e diventa il beniamino del re. E il principe vede in lui 'Nu patr facile'. Ma nell'orfano domina la pulsione a distruggere tutto, l'intera famiglia reale. Saviano al primo colloquio mi disse che pensava a una storia intitolata I principi di Gomorra".
Mai pentiti di aver tolto di mezzo due primedonne come Imma e Scianel?
"Abbiamo sempre seguito la linea di far morire i personaggi quando la storia lo richiedeva. Cominciamo in prima puntata con la morte di Attilio, il padre buono. Però non è un mistero che io fossi contrario all'uccisione di Imma. Perché è un personaggio centrale, attorno a cui ruota, edipicamente, tutta la famiglia, incluso Ciro. Però in fondo mi sbagliavo. La sua uccisione da parte di Ciro è un momento fortissimo, e lei in qualche modo rimane nella serie, è evocata direttamente o indirettamente".