I cinque dischi della settimana: le pagelle di Ernesto Assante
di Ernesto Assante , di Ernesto AssantePier Cortese - Come siamo arrivati fin qui
Dodici anni dopo l’ultimo album come cantautore, Pier Cortese torna con un nuovo lavoro, carico di emozioni, storie, vissuto, ma anche di sogni e visioni. Quasi un ‘esordio’, se non fosse che Pier Cortese in questi anni è stato autore, musicista, produttore con Niccolò Fabi, Roberto Angelini e molti altri, e ha classe ed esperienza, oltre ad una grande maturità. Detto questo Come siamo arrivati fin qui è un gran bel disco, pensato come un disco, da ascoltare come un disco, con canzoni intense e personali, intime e appassionate. ‘Folktronico’, se cercate una definizione di genere.
Voto 8
Young Thug - Punk
Nonostante il titolo possa trarre in inganno, l’attitudine punk è sostanzialmente assente dall’album del mc di Atlanta, che nella bellezza di ben venti brani mette in scena tutto il su…
Pier Cortese - Come siamo arrivati fin qui
Dodici anni dopo l’ultimo album come cantautore, Pier Cortese torna con un nuovo lavoro, carico di emozioni, storie, vissuto, ma anche di sogni e visioni. Quasi un ‘esordio’, se non fosse che Pier Cortese in questi anni è stato autore, musicista, produttore con Niccolò Fabi, Roberto Angelini e molti altri, e ha classe ed esperienza, oltre ad una grande maturità. Detto questo Come siamo arrivati fin qui è un gran bel disco, pensato come un disco, da ascoltare come un disco, con canzoni intense e personali, intime e appassionate. ‘Folktronico’, se cercate una definizione di genere.
Voto 8
Young Thug - Punk
Nonostante il titolo possa trarre in inganno, l’attitudine punk è sostanzialmente assente dall’album del mc di Atlanta, che nella bellezza di ben venti brani mette in scena tutto il suo mondo, fantastico e multiforme. Si passa dalla ‘spoken word’ vera e propria del brano d’apertura Die Slow all’ r’n’b da classifica di Livin' it up con Post Malone e A$ap Rocky, dalla celebrazione trap di Bubbly con Drake e Travis Scott alla black music contemporanea e contaminata di Icy Hot con Doja Cat. Rap, hip hop, r’n’b declinati in molte maniere diverse da un’artista in grado di parlare molte lingue
Voto 7
Sam Fender – Seventeen Going Under
Cantautore della nuova leva, con un solo e fortunatissimo album alle spalle, Sam Fender è una delle più interessanti realtà della nuova canzone britannica. Scrive bene e canta meglio, ha un approccio ‘tranquillo’, in cui l’elettronica ha un peso limitato e le chitarre suonano assai, c’è il ‘necessario’ eco degli anni Ottanta in una prospettiva magnificamente contemporanea, c’è il pop ma la canzone d’autore è l’obbiettivo finale, e c’è una quota di rock che non guasta. Il disco si lascia ascoltare con estremo piacere e, anzi, più lo si ascolta più il piacere cresce.
Voto 8 ½
The world is a beautiful place & I am no longer afraid to die – lllusory Walls
Dando per scontato che il nome della band è quasi impossibile da dire per l’inusitata lunghezza ed è affascinante per il senso compiuto della frase, l’album che la band del Connecticut ha realizzato, il quarto dal 2013, è un ottimo esempio di come la musica oggi, sfuggendo alle categorie usuali dei generi o degli stili, possa essere talmente libera da consentire a una band di avere uno stile riconoscibile ma molti diversi “sound”. Così Illusory walls scorre senza noia, mostra le diverse anime e le diverse voci di una band che ha il suo centro in Josh Cyr e che rappresenta al meglio quella che è ancora un’attitudine ‘indie’.
Voto 7
Intra-I – Theon Cross
Difficilissimo offrire coordinate ragionevoli per definire il nuovo jazz inglese, tale è il livello di contaminazione che la musica propone. E così è anche per l’album, il secondo, di Intra-I, musicista (suona la tuba) che milita negli eccellenti Sons of Kemet, e che nel suo Theon Cross fonde ogni possibile stimolo e tendenza, rap, hip hop, poesia, improvvisazione, soul, jazz, elettronica. Quindi ci sono brani che possono essere ballati, altri che potrebbero andare in classifica, sperimentazioni tra elettronica e jazz, ritmi ancestrali e esplorazioni sonore. Cosa sia il jazz oggi è quindi difficile da dire, per chi è abituato alle cose del passato, ma è affascinante scoprirlo con album come questo, dove è addirittura uno strumento poco sfruttato come la tuba ad essere protagonista.
Voto 8