Le cassette ritrovate. Quei piccoli tesori dentro scatoloni impolverati
Gino Castaldo , di GINO CASTALDOLucio Dalla e Leonard Cohen, Massimo Troisi con Pino Daniele, Fabrizio De André. Gino Castaldo ha ritrovato, su vecchie audiocassette, le conversazioni avute con alcuni dei giganti della musica italiana e internazionale. E Repubblica le propone ai suoi lettori
Trovi una vecchia cassetta audio, la metti su un buon lettore che fortunatamante hai comprato usato qualche mese prima e premi play. Senti la voce di Massimo Troisi che parla di Pino Daniele e rimani incantato, poi ti ritorna tutto alla mente: sì, è vero, era il 1987, Pino aveva scritto le musiche per il nuovo film di Troisi, Le vie del signore sono finite, e in quella cassetta ci sono i due che si raccontano, che parlano di Napoli, di film e canzoni. Metti su un’altra cassetta e senti la voce di De André, poi quella di Lucio Dalla.
È cominciato così, in tempi di coronavirus, mi sono ritrovato come molti altri a specchiare nelle mura dell’isolamento casalingo l’indice della memoria, e ritrovare quel grande scatolone pieno di cassette audio che da anni aspettavano di essere spolverate e riascoltate. Ma il tempo non c’è mai stato, fino al lockdown, che isole di tempo libero ne ha create nostro malgrado.
Ho aperto lo sca…
È cominciato così, in tempi di coronavirus, mi sono ritrovato come molti altri a specchiare nelle mura dell’isolamento casalingo l’indice della memoria, e ritrovare quel grande scatolone pieno di cassette audio che da anni aspettavano di essere spolverate e riascoltate. Ma il tempo non c’è mai stato, fino al lockdown, che isole di tempo libero ne ha create nostro malgrado.
Ho aperto lo sca…
Trovi una vecchia cassetta audio, la metti su un buon lettore che fortunatamante hai comprato usato qualche mese prima e premi play. Senti la voce di Massimo Troisi che parla di Pino Daniele e rimani incantato, poi ti ritorna tutto alla mente: sì, è vero, era il 1987, Pino aveva scritto le musiche per il nuovo film di Troisi, Le vie del signore sono finite, e in quella cassetta ci sono i due che si raccontano, che parlano di Napoli, di film e canzoni. Metti su un’altra cassetta e senti la voce di De André, poi quella di Lucio Dalla.
È cominciato così, in tempi di coronavirus, mi sono ritrovato come molti altri a specchiare nelle mura dell’isolamento casalingo l’indice della memoria, e ritrovare quel grande scatolone pieno di cassette audio che da anni aspettavano di essere spolverate e riascoltate. Ma il tempo non c’è mai stato, fino al lockdown, che isole di tempo libero ne ha create nostro malgrado.
Ho aperto lo scatolone, e ho cominciato a leggere quello che c’era scarabocchiato sulle fascette di cartoncino. Ho scoperto che c’era un tesoro di bellezza, conversazioni accumulate in anni e anni, e alcune non ricordavo neanche di averle, in una cassetta senza nome ho scoperto che c’era un incontro con Madonna, in un’altra il tono garbato e intelligente di Sergio Endrigo. Una cassetta poteva essere utilizzata per più artisti, uno dopo l’altro, con sequenze inevitabilmente surreali, come quella in cui ho ritrovato di seguito Boy George e Domenico Modugno.
Mi sono reso conto che buona parte di questo materiale era di fatto inedito per almeno due ragioni. La prima è che in quegli anni l’intervista era spesso un’occasione di conversazione. La seconda è che le regole del giornalismo sono precise. Puoi anche parlare ore con Leonard Cohen o Ennio Morricone, poi ti aspetta la pagina del giornale da riempire e allora devi scegliere, devi lasciare fuori tante cose non meno interessanti di quelle pubblicate. Ma in quelle cassette ritrovate c’è tutto, anche tutto quello che era rimasto fuori, e ora è il momento giusto per riascoltare.
È cominciato così, in tempi di coronavirus, mi sono ritrovato come molti altri a specchiare nelle mura dell’isolamento casalingo l’indice della memoria, e ritrovare quel grande scatolone pieno di cassette audio che da anni aspettavano di essere spolverate e riascoltate. Ma il tempo non c’è mai stato, fino al lockdown, che isole di tempo libero ne ha create nostro malgrado.
Ho aperto lo scatolone, e ho cominciato a leggere quello che c’era scarabocchiato sulle fascette di cartoncino. Ho scoperto che c’era un tesoro di bellezza, conversazioni accumulate in anni e anni, e alcune non ricordavo neanche di averle, in una cassetta senza nome ho scoperto che c’era un incontro con Madonna, in un’altra il tono garbato e intelligente di Sergio Endrigo. Una cassetta poteva essere utilizzata per più artisti, uno dopo l’altro, con sequenze inevitabilmente surreali, come quella in cui ho ritrovato di seguito Boy George e Domenico Modugno.
Mi sono reso conto che buona parte di questo materiale era di fatto inedito per almeno due ragioni. La prima è che in quegli anni l’intervista era spesso un’occasione di conversazione. La seconda è che le regole del giornalismo sono precise. Puoi anche parlare ore con Leonard Cohen o Ennio Morricone, poi ti aspetta la pagina del giornale da riempire e allora devi scegliere, devi lasciare fuori tante cose non meno interessanti di quelle pubblicate. Ma in quelle cassette ritrovate c’è tutto, anche tutto quello che era rimasto fuori, e ora è il momento giusto per riascoltare.