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Buon compleanno Monica Vitti, icona di stile senza tempo

Bella e imperfetta, elegante in modo personale: l'attrice è sempre stata un'antidiva proiettata nel futuro
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Ci sono attrici che diventano il simbolo dell'epoca in cui vivono, che incarnano la bellezza e la moda degli anni in cui sono protagoniste. Altre, come Monica Vitti, che hanno il dono di essere senza tempo, icone di stile e modernità. Se sfogli le foto, è diversa da tutte: bella e imperfetta, elegante in modo personale. Un'antidiva proiettata nel futuro, carismatica senza prendersi sul serio, ha saputo interpretare l'inquietudine e la malinconia. E ci ha fatto ridere. Quello sguardo intelligente la rende speciale, non è solo una grande interprete ma una donna che ne rappresentava mille altre. Senza filtro.

Sensuale quasi in modo inconsapevole, alta, le gambe bell…

Ci sono attrici che diventano il simbolo dell'epoca in cui vivono, che incarnano la bellezza e la moda degli anni in cui sono protagoniste. Altre, come Monica Vitti, che hanno il dono di essere senza tempo, icone di stile e modernità. Se sfogli le foto, è diversa da tutte: bella e imperfetta, elegante in modo personale. Un'antidiva proiettata nel futuro, carismatica senza prendersi sul serio, ha saputo interpretare l'inquietudine e la malinconia. E ci ha fatto ridere. Quello sguardo intelligente la rende speciale, non è solo una grande interprete ma una donna che ne rappresentava mille altre. Senza filtro.

Sensuale quasi in modo inconsapevole, alta, le gambe bellissime, Maria Luisa Ceciarelli ha rappresentato tanto per il cinema italiano e per le donne, che, guardandola, la sentivano - in modo diverso - vicina. Non è irraggiungibile come Sophia Loren o una Venere tascabile che brilla come Gina Lollobrigida. Vitti non ha le curve, molto in voga all'epoca, non ammicca, ha un'aria da eterna ragazza. È bella, esprime una femminilità complessa e forte, l'unica attrice a competere con i mattatori, i grandi comici - uomini - del cinema italiano: Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Alberto Sordi e Ugo Tognazzi. Con lei, un quintetto formidabile. 

Con Alberto Sordi in 'Polvere di stelle' 

 Diceva: "Avevo bisogno che la gente mi amasse per quel che ero, senza maschere". Si capiva benissimo visitando la mostra fotografica La dolce Vitti, che qualche anno fa a Roma le ha reso omaggio. L'attrice diretta da Antonioni, Monicelli, Scola, Risi e dall'amico Sordi, ironica e autoironica spiegava: "Le attrici - diciamo bruttine - che oggi hanno successo in Italia lo devono a me. Sono io che ho sfondato la porta"; e a chi ribatteva che era bellissima, unica, opponeva uno dei suoi sorrisi luminosi: "Siamo sicure?". Fiorella Mannoia, stunt woman dell'attrice - era lei che si prendeva gli schiaffi da Sordi in Amore mio aiutami - ha raccontato a Vanity Fair che la ricorda "splendida: gambe e décolleté tra i più belli che abbia mai visto. Arrivava sul set senza trucco. E quando usciva dal camerino, pronta per girare, c'era un momento in cui tutto si fermava... Era esigente. Pretendeva le luci in un certo modo e io ho imparato da lei a fare lo stesso: abbiamo visi particolari che possono essere molto belli o bruttissimi a seconda di come vengono illuminati. Con chi insisteva a fare diversamente, si impuntava: 'Dicano quello che vogliono. La faccia è la mia'". 

Monica Vitti e Michelangelo Antonioni 

Il regista Michelangelo Antonioni si innamora di lei vedendola di spalle, in sala doppiaggio, mentre presta la voce alla benzinaia del suo film Il grido: "Ha una bella nuca, potrebbe fare del cinema". Lei ribatte: "E di faccia ci starebbe sempre il mio partner?". La trasforma nella sua musa ma Vitti, che pure interpreta le nevrosi, il dolore muto, ha una doppia anima, e i ruoli brillanti la fanno amare dal grande pubblico.

Un talento e un fascino che ha un tocco di mistero, come attrice e come donna. Se sullo schermo si trasforma, nella vita - capelli biondi, la stessa pettinatura - è diversa da tutte perché uguale a stessa: la montatura degli occhiali ovale, tartarugata, la collana di turchesi che spesso intreccia ai coralli. Elegante, senza fronzoli, è lo stile Vitti. Non a caso il premio Oscar Helen Mirren ha confessato che è stata il suo modello. "Il mio idolo è Monica Vitti. Quando vidi L'avventura avevo 15 anni o poco più: fu in quel momento che ebbi chiaro in mente che tipo di artista avrei voluto essere, il tipo di sensualità che volevo sprigionare nei miei film, e nella vita, è quella della Vitti e della Magnani, un fascino che non tramonta, che resiste anche quando sei una donna matura".

Nonostante da diciotto anni non si abbiano sue notizie (l'Alzheimer l'ha isolata dal mondo, protetta dal marito Roberto Russo), l'affetto dei fan e dei colleghi è immutato. L'eterna ragazza con la pistola, la moglie borghese presa a sberle, la signora che raccontava come il cinema le avesse salvato la vita, è amatissima. "Quando a 14 anni e mezzo avevo quasi deciso di smettere di vivere", ha spiegato l'attrice, "ho capito che potevo farcela, a continuare, solo fingendo di essere un'altra, e facendo ridere il più possibile. Ci sono riuscita bene in teatro, nella vita molto meno. È stato come, per un naufrago, trovare un relitto a cui aggrapparsi". E colpisce che nel suo libro autobiografico Sette sottane, uscito nel 1993, scriva: "A un certo punto della mia vita, a mia insaputa, devo aver deciso di dimenticare. Non dimenticare i dolori e gli errori, ma dimenticare fatti, persone, forse solo confondere tutto. I sentimenti resistono perché sono al di fuori della mia volontà: si ama anche chi non si vorrebbe e quando non si vorrebbe. I sentimenti vanno per conto loro, senza regole, senza tragitti prefissati". I sentimenti non hanno regole, come la nostra meravigliosa antidiva.