Monica Vitti, Giancarlo Giannini: "Sapeva usare corpo e voce e aveva coraggio"
di Arianna Finos , di Arianna FinosGiancarlo Giannini con Monica Vitti ha girato due film, In Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Ettore Scola, nel 1970, è l’amante della fioraia Vitti, rivale del muratore Mastroianni. E poi, cinque anni dopo, A mezzanotte va la ronda del piacere, di Marcello Fondato, in cui è il marito donnaiolo ucciso dall’attrice, donna delle pulizie a processo. Risponde al telefono, addolorato e rassegnato, "ormai sono l'ultimo ad aver lavorato con questi mostri sacri, è giusto ricordarli. Monica Vitti era unica, nel triangolo straordinario di Dramma della gelosia io ero l’ultima ruota del carro".
Non la conosceva prima di Dramma della gelosia?
"No. Per me era una delle prime esperienze cinematografiche, ero ancora un attore di teatro, mi pare che gira…!-->!-->
Giancarlo Giannini con Monica Vitti ha girato due film, In Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Ettore Scola, nel 1970, è l’amante della fioraia Vitti, rivale del muratore Mastroianni. E poi, cinque anni dopo, A mezzanotte va la ronda del piacere, di Marcello Fondato, in cui è il marito donnaiolo ucciso dall’attrice, donna delle pulizie a processo. Risponde al telefono, addolorato e rassegnato, "ormai sono l'ultimo ad aver lavorato con questi mostri sacri, è giusto ricordarli. Monica Vitti era unica, nel triangolo straordinario di Dramma della gelosia io ero l’ultima ruota del carro".
Non la conosceva prima di Dramma della gelosia?
"No. Per me era una delle prime esperienze cinematografiche, ero ancora un attore di teatro, mi pare che girai il film in una delle pause da Romeo e Giulietta. Prima del set avevo qualche perplessità perché lei aveva fama di persona difficile. In più ero molto timido, davanti a due mostri sacri. E invece scoprii una persona spiritosa, un’attrice dai tempi comici straordinari. Restavo a guardarla mentre dava le battute, come faccio quando mi trovo davanti a qualcuno più bravo di me. Io ero l’ultima ruota del carro in quel meraviglioso triangolo con lei e Mastroianni, ed entrambi nella realtà erano persone semplici, con tanta voglia di ridere, provare. Quando è così ti senti libero di sbagliare, di osare, soprattutto cerchi di imparare i segreti".
Un grande film, quello di Scola.
"Pieno di invenzioni straordinarie, gli attori che parlano con la macchina da presa, gli andirivieni nel tempo, Mastroianni geniale nel ruolo di muratore scemo che gli è valso anche il premio a Cannes. Ma mi sono divertito anche, ritrovandola cinque anni dopo, in A mezzanotte va la ronda del piacere, ero il marito mascalzoncello che la maltrattava, ci eravamo già sperimentati, siamo andati in libertà".
Vi frequentavate anche fuori dal set?
"No, come molte colleghe Monica dopo il set andava a casa a prepararsi per il giorno dopo. Io ero meticoloso, ma lei lo era molto di più. Era consapevole e attentissima alla propria immagine sullo schermo e sapeva proteggerla fuori. Era un animale cinematografico, sapeva stare davanti alla macchina da presa, cosa non facile. Devi gestire il fatto che il tuo viso sarà grande come un palazzo, i tuoi occhi larghi tre metri. E per un'attrice allora tutto era più complicato. Con Mastroianni invece andavamo la sera a mangiare pasta e fagioli, a ridere come dei matti. Ma con Monica il divertimento era il set, una professionista perfetta che non aveva perso di un grammo la consapevolezza che si tratta di un gioco, era piena di divertimento".
Cosa ha imparato da lei?
"Prima di me Monica è stata capace di spaziare. Il mio insegnante Orazio Costa diceva che gli attori sono come le arance, c’è chi sa fare due, tre spicchi, Monica sapeva farli tutti. Sapeva essere drammatica e incredibilmente comica. Ho seguito la sua strada".
Cosa l’ha resa unica?
"Il talento, sapeva usare voce e corpo, e il coraggio nella scelta dei ruoli. Mi ha sempre affascinato, da spettatore, la sua comicità ma anche la capacità di passare ai film di Antonioni, una battuta drammaticissima come “Mi fanno male i capelli”, chi può dirla oggi una battuta così? Con Antonioni dovevamo fare un film, Patire o morire, un progetto bellissimo che non si è mai fatto. Veniva spesso a casa mia. Una volta, forse perché si stava separando dalla Vitti, venne da me e mi disse “voglio fare un film sulla gelosia”. Era in terrazza, sperduto come un bambino: “Perché non fai l’Otello? Suggerii. Ma delle sue cose private non chiesi nulla".
Chi è stata Monica Vitti?
"Una grandissima attrice. Come lei non ce ne saranno più. Ma perché, pensa che ci sono attori come me?".