Paolo Sorrentino dopo gli Oscar: "Ora mi riposo. Progetti? Penso a fare un film che mi piace"
di Arianna Finos , di Arianna Finos“Il politicamente corretto è un po’ un fardello per la creazione artistica, l’arte migliore nasce da un intento di scorrettezza”: così Paolo Sorrentino, il giorno dopo la notte degli Oscar, un’edizione in cui era in corsa con È stata la mano di Dio nella categoria per il film internazionale; il premio è andato al giapponese Drive my car, di cui il regista napoletano dice: “È un bel film e meritava di vincere”.
“Il politicamente corretto è un po’ un fardello per la creazione artistica, l’arte migliore nasce da un intento di scorrettezza”: così Paolo Sorrentino, il giorno dopo la notte degli Oscar, un’edizione in cui era in corsa con È stata la mano di Dio nella categoria per il film internazionale; il premio è andato al giapponese Drive my car, di cui il regista napoletano dice: “È un bel film e meritava di vincere”.
Il ritorno a Los Angeles otto anni dopo l’Oscar a La grande bellezza ha significato trovare un Paese diverso, la pandemia ha segnato uno spartiacque: “Tutto mi sembra meno efficace, attrattivo, la pandemia ha inciso. Anche i film sono meno dirompenti, questo succede. Rispetto a otto anni fa mi sembra un'edizione sottotono, ma è fisiologico viste le difficoltà che il cinema ha subito, siamo ammaccati”. Quest’anno quindi nello sguardo c’è stata “meno meraviglia e più ironia”, anche se il divertimento non è mancato anche grazie alla presenza del suo giovane alter ego, Filippo Scotti: “Mi diverte molto la velocità in cui si muove in questo mondo”.
Non sa se il prossimo progetto sarà americano, si parlava di Mob girl con Jennifer Lawrence, in italiano. “Ci sono sempre tanti progetti, dipende anche dai finanziamenti, per me è importante fare un film che mi interessa, nel mio paese come in America, anche se i finanziamenti dei miei titoli internazionali finora sono sempre arrivati dall’Europa”. Ringrazia Netflix per il sostegno e i tanti colleghi che si sono spesi per il film, da Guillermo del Toro a David. O. Russell fino a Julian Schnabel e Alfonso Cuarón. Conclude: "Ora lo scopo principale è riposare. Non ho tutta questa fretta di tornare a fare un film, perché inizio a essere più grandicello: è più intelligente fare i film con calma e diradare le presenze".