Agli Oscar più "corretti" della Storia restano fuori l'impegno e la politica
di Anna Lombardi , di Anna LombardiNEW YORK - La prima attrice queer, Ariana DeBose, premiata come miglior non protagonista per il suo ruolo di Anita nel West Side Story firmato Steven Spielberg: 60 anni dopo quello conquistato da Rita Moreno per quello stesso personaggio e nella stessa categoria, quando fu la prima portoricana ad aggiudicarsi un Oscar nel 1962.
NEW YORK - La prima attrice queer, Ariana DeBose, premiata come miglior non protagonista per il suo ruolo di Anita nel West Side Story firmato Steven Spielberg: 60 anni dopo quello conquistato da Rita Moreno per quello stesso personaggio e nella stessa categoria, quando fu la prima portoricana ad aggiudicarsi un Oscar nel 1962.
Già. Chiamateli gli Oscar più politicamente corretti della Storia. I primi Academy Awards in presenza post pandemia cercano di non fare torto a nessuno. Certi di non voler incappare in quell'accusa di "Oscar so white", troppo bianchi, che per anni ha perseguitato la premiazione. Il movimento nato per denunciare l'assenza di attori afroamericani e comunque di etnie diverse, fra le nomination. E pazienza per quel pugno assestato dall'attore Will Smith al conduttore Chris Rock che prendeva in giro il taglio estremo di capelli della moglie Jada Pinkett Smith, affetta da alopecia.
L'attrice ha più volte parlato del suo problema di alopecia. Ciò nonostante, il comico l'ha apostrofata: "Ti stai preparando per il sequel del film Soldato Jane?". Un commento che proprio non è piaciuto al celebre marito che è poi stato premiato con l'Oscar come miglior attore protagonista per King Richard - Una famiglia vincente. Durante il suo discorso, Smith si è scusato in lacrime per l'episodio dicendo che "l'amore fa fare follie".