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Agli Oscar più "corretti" della Storia restano fuori l'impegno e la politica

(ansa)
Premiati un'attrice queer, un attore sordomuto, un cartoon d'ambientazione colombiana, un documentario sulla "Woodstock nera". I primi Academy Awards in presenza post pandemia cercano di non fare torto a nessuno. Ma - nonostante le attese - l'Ucraina resta fuori, se non per un minuto di silenzio
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NEW YORK - La prima attrice queer, Ariana DeBose, premiata come miglior non protagonista per il suo ruolo di Anita nel West Side Story firmato Steven Spielberg: 60 anni dopo quello conquistato da Rita Moreno per quello stesso personaggio e nella stessa categoria, quando fu la prima portoricana ad aggiudicarsi un Oscar nel 1962.

E poi il primo (uomo) sordomuto, Troy Kotsur, anche lui miglior attore non protagonista per la straordinaria interpretazione nel dramma CODA, dove interpreta il padre di un'adolescente unica udente in una famiglia di sordi, al fianco di quella Marlee Matlin, nel ruolo della madre, che nel 1986 fu la prima donna sordomuta a vincere un Oscar per la miglior interpretazione femminile con il film Figli di un dio minore.

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NEW YORK - La prima attrice queer, Ariana DeBose, premiata come miglior non protagonista per il suo ruolo di Anita nel West Side Story firmato Steven Spielberg: 60 anni dopo quello conquistato da Rita Moreno per quello stesso personaggio e nella stessa categoria, quando fu la prima portoricana ad aggiudicarsi un Oscar nel 1962.

E poi il primo (uomo) sordomuto, Troy Kotsur, anche lui miglior attore non protagonista per la straordinaria interpretazione nel dramma CODA, dove interpreta il padre di un'adolescente unica udente in una famiglia di sordi, al fianco di quella Marlee Matlin, nel ruolo della madre, che nel 1986 fu la prima donna sordomuta a vincere un Oscar per la miglior interpretazione femminile con il film Figli di un dio minore.

Troy Kotsur (ansa)
Ancora, il cartoon Disney d'ambientazione colombiana Encanto, vincitore dell'Oscar come miglior film d'animazione. E il premio a Summer of Soul, il documentario sulla Woodstock "nera", con le immagini dimenticate per decenni dell'Harlem Cultural Festival del 1969. Senza dimenticare attori e attrici afroamericani e asiatici sul palco ad animare la serata: dalle afroamericane Wanda Sykes e Regina Hall al fianco di Amy Schumer a condurre la serata, alla sudcoreana Youn Yuh-jung, passando per Daniel Kaluuya (che un anno fa vinse per il suo ruolo in Judas and the Black Messiah) e Tracee Ellis Ross dell'acclamata serie televisiva Black-ish.

Già. Chiamateli gli Oscar più politicamente corretti della Storia. I primi Academy Awards in presenza post pandemia cercano di non fare torto a nessuno. Certi di non voler incappare in quell'accusa di "Oscar so white", troppo bianchi, che per anni ha perseguitato la premiazione. Il movimento nato per denunciare l'assenza di attori afroamericani e comunque di etnie diverse, fra le nomination. E pazienza per quel pugno assestato dall'attore Will Smith al conduttore Chris Rock che prendeva in giro il taglio estremo di capelli della moglie Jada Pinkett Smith, affetta da alopecia.

L'attrice ha più volte parlato del suo problema di alopecia. Ciò nonostante, il comico l'ha apostrofata: "Ti stai preparando per il sequel del film Soldato Jane?". Un commento che proprio non è piaciuto al celebre marito che è poi stato premiato con l'Oscar come miglior attore protagonista per King Richard - Una famiglia vincente. Durante il suo discorso, Smith si è scusato in lacrime per l'episodio dicendo che "l'amore fa fare follie".

Will Smith sferra un colpo a Chris Rock (reuters)
Grandi assenti sul palco, invece, impegno e politica. Nonostante le attese (si sussurrava addirittura di un possibile intervento del presidente ucraino Zelensky, che prima della politica aveva inseguito una carriera da attore) la guerra in Ucraina è rimasta fuori dagli Oscar. A parte il breve intervento di Ben Proudfoot, che ritirando il suo premio per il miglior documentario The Queen of Basketball ha chiesto al presidente Joe Biden di riporare a casa  la cestista Brittney Griner arrestata per droga in Russia e quello dell'attrice ucraino-americana Mila Kunis, che introducendo la nomination per la miglior canzone ha parlato dei "recenti eventi globali che ci hanno lasciato attoniti", aggiungendo, nel chiedere un minuto di silenzio: "Quando vediamo la dignità e la forza di coloro che fronteggiano tanta devastazione è impossibile non esserne commossi". Senza specificare oltre.