Gabriele Muccino: "Sono affranto per Will Smith, un gesto folle che può rovinare una carriera gloriosa"
di Arianna Finos , di Arianna FinosWill Smith e Gabriele Muccino sono amici e collaboratori da anni, da quando il divo vide L'ultimo bacio e s'innamorò del modo in cui il regista romano dirigeva gli interpreti. E lo volle per La ricerca della felicità, insieme hanno girato anche Sette anime. Alla vigilia della cerimonia dell'Academy sul suo profilo Twitter Muccino scriveva "Domani sera Will Smith vincerà l'Oscar che sfiorò per quindici voti con la nostra ricerca della felicità. Lui è sensazionale. Ci siamo scritti e se lo sente anche lui, secondo me. Anche se non si può dire. Ma io vado contro le superstizioni e domani so che godrò con lui".
La previsione era azzeccata, ma certo non poteva immaginare, Muccino, l'incredibile incidente sul palco, Smith che colpisce sulla faccia Chris Rock sul palco, dopo che il comico ha fatto una battuta sulla testa rasata della moglie Jada Pinkett Smith (il prossimo film sarà Soldato …
Will Smith e Gabriele Muccino sono amici e collaboratori da anni, da quando il divo vide L'ultimo bacio e s'innamorò del modo in cui il regista romano dirigeva gli interpreti. E lo volle per La ricerca della felicità, insieme hanno girato anche Sette anime. Alla vigilia della cerimonia dell'Academy sul suo profilo Twitter Muccino scriveva "Domani sera Will Smith vincerà l'Oscar che sfiorò per quindici voti con la nostra ricerca della felicità. Lui è sensazionale. Ci siamo scritti e se lo sente anche lui, secondo me. Anche se non si può dire. Ma io vado contro le superstizioni e domani so che godrò con lui".
La previsione era azzeccata, ma certo non poteva immaginare, Muccino, l'incredibile incidente sul palco, Smith che colpisce sulla faccia Chris Rock sul palco, dopo che il comico ha fatto una battuta sulla testa rasata della moglie Jada Pinkett Smith (il prossimo film sarà Soldato Jane 2, dice alludendo al look di Demi Moore soldato), che soffre di alopecia e che è stata visibilmente infastidita dallo scherzo.
Abbiamo raggiunto Muccino al telefono: "Sono sbigottito e affranto. Io non ho mai visto Will così sensibile e irascibile, deve esserci un nervo molto scoperto che Rock ha toccato, andando oltre la linea rossa. L'alopecia di Jada è un problema molto sentito, lui ha perso decisamente il controllo su una cosa che ha toccato la moglie e della quale lui fa una filosofia di vita. La sua famiglia non si tocca, è un blocco unico, è il mio orgoglio, io vivo per loro e loro per me, una filosofia smithiana questa della famiglia che va protetta contro ogni attacco. La reazione è però sconvolgente, la notte più importante della sua vita, il premio più desiderato in assoluto, rovinarla così lascia un grande amaro in bocca. Non so neanche cosa scrivergli in questo momento. L'altro giorno ci siamo scritti pieni di gioia. Ora non so cosa resterà di questa notte, se l'Oscar o il pugno. È un grandissimo dolore, da amico, e mi sconcerta perché lui ha un enorme self control e senso di umorismo, spiccato nella vita e sul lavoro. Che sia caduto su una battuta fuori luogo mi colpisce, è un terreno su cui gioca meglio di altri, avrebbe potuto rispondere alla grande a parole a Chris Roth, che non lo abbia fatto dimostra un tallone d'Achille che non potevamo sospettare".
Jada Pinkett Smith è sembrata infastidita dalla battuta di Rock, ha anche alzato gli occhi al cielo.
"Probabilmente se Rock avesse fatto una battuta su Will Smith lui non avrebbe reagito allo stesso modo. Certamente Smith è andato a difendere la moglie, rientra nella sua filosofia di vita, chi tocca la mia famiglia ne paga le conseguenze. In questo riconosco Will, un uomo d'onore quasi all'antica, di un altro secolo in questo concetto di famiglia, orgoglio, onore".
Nel discorso di accettazione dell'Oscar per King Richard Will Smith ha detto "mi sento di proteggere la famiglia, il film, le sorelle Williams che hanno affidato la loro storia".
"Sì. Smith quando va in missione, lo ha fatto anche con me, mi ha protetto da ogni invasione dei produttori quando lavoravamo insieme. Quel senso di protezione assoluta territoriale è molto forte in lui. È una delle persone più leali in combattimento che abbia mai conosciuto a Hollywood, dove la gente è terribilmente ipocrita e inaffidabile dal punto di vista morale. E invece il senso della morale di Will è alto. Penso che quel nervo fosse scoperto e che quella era l'unica cosa che Rock non doveva toccare. Rock è intelligentissimo, abituato agli Oscar, è un peccato che sia caduto in questa trappola, avrebbe potuto tenersi alla lontana da un argomento così doloroso. Ha sbagliato nel premere il bottone rosso dell'arma nucleare, e Will forse temeva qualcosa del genere, qualche scherzo, nel 2016 Rock aveva fatto battute cattive contro di lei. Non sto giustificando, ha fatto una cosa sgradevolissima, Will".
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Smith ha chiesto scusa all'Academy e ai candidati, ma non a Rock, la persona che ha colpito pesantemente.
"Molto pesantemente, sembrava un incontro di boxe. Per un attimo io ho pensato che non fosse la cerimonia ma qualcosa d'altro, un dietro le quinte, non potevo credere che fosse veramente live quella scena così fuori le righe. È stato come se avessero sconfinato in un territorio sacro, e Will non è una persona repressa, che perde il controllo. Non l'ho mai visto perdere il controllo. Lui ha un grosso senso dell'orgoglio, ma non se scherzi. Lui ha vissuto la cosa come un grosso sgarbo etico alla sua famiglia e ai moduli di comportamento civile che lui ritiene necessari nella comunità e su questo non perdona".
Sul palco Smith ha detto "per fare ciò che facciamo dobbiamo essere in grado di sopportare chi parla male, ci sono persone che non portano rispetto e bisogna tenere il sorriso per far vedere che tutto va bene". Si riferiva anche agli attacchi mediatici che ha subito in passato, la sua popolarità, il troppo successo, la questione Scientology: c'è tutto questo sulle sue spalle?
"C'è tutto. Il successo si porta dietro tanta 'merda'. Chi ottiene grandi risultati ottiene anche una gogna continua che diventa pubblica con i social, rimbalza in tutto il pianeta. Devi sopportare e gestire costantemente una serie di offese e umiliazioni pubbliche, cose usate e riciclate per anni, come l'adesione a Scientology che lo ha perseguitato e cosa di cui non so, non ho mai affrontato con lui l'argomento. Io immagino oggi quanto lui stia male, so che oggi si sta profondamente vergognando di quel che ha fatto".
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È intervenuto Denzel Washington, ciò che è successo crea anche un danno alla comunità afroamericana, per cui era un bellissimo momento.
"È il classico incidente ferroviario, quando le cose vanno male vanno male fino in fondo. Non poteva fare di peggio in una serata più importante. È un dispiacere umano forte perché non si meritava di inciampare così, non è una persona violenta, non l'ho mai visto trattare male nessuno, è una persona generosa con tutti quelli che lavorano con lui, uno che aggrega le persone e vuole che stiano bene. Questi tratti confliggono con quell'immagine che Will ha portato sul palco".
Nel primo capitolo della sua autobiografia, Will. Il potere della volontà, pubblicata lo scorso novembre, l'attore racconta del padre violento che picchiava la madre, del suo senso di impotenza per non saperla difendere, mentre invece il fratello minore reagiva: "A casa mia tutti erano pronti a combattere, tranne me. Ero quello conciliante. Ero l'intrattenitore della famiglia (...) Volevo compiacerlo, placarlo, perché pensavo che finché papo rideva noi saremmo stati al sicuro" .
"Probabilmente tutto questo esce fuori in una serata in cui i nervi sono tesissimi, in cui senti che stai per agguantare la statuetta ma sai che ci possono essere sorprese dell'ultimo momento. Hai tua moglie accanto che ha questo problema, non so quanto esposto al pubblico ludibrio. Rock ha toccato un nervo e Will non ha saputo gestire le emozioni, compiendo un gesto irreversibile".
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La cerimonia è andata avanti, il discorso di Will Smith è stato applaudito, ma ora che succederà?
"Credo che la prima reazione sia dovuta allo sbalordimento. Non credo che una cosa come questa sia mai successa a Hollywood, dove se ne vedono tante. Ma uno schiaffo dato così a una cerimonia come gli Oscar non si è mai vista e c'è stata l'incapacità di intervenire su una cosa così fuori dagli schemi. Fatta da una persona come lui. Davanti a un personaggio come Mickey Rourke ti aspetti di tutto, sai che ci sono personalità borderline nell'industria, ma Will non è proprio tra queste. Per cui il gesto è arrivato ancora più forte, per l'industria Will Smith è il 'nice guy', è l'amico di tutti, è quello che si vede di più in giro, che piace di più ai bianchi rispetto a tutti gli altri attori afroamericani, ha un pubblico trasversale, piace agli adolescenti come ai trentenni. Provo un grandissimo dispiacere, comprendo quello che è successo nella sua testa, ma non è perdonabile comunque, purtroppo. Un gesto violento così non può trovare una giustificazione".
Hollywood lo perdonerà?
"Non ne ho idea. Se Chris Rock fosse stato bianco sarebbe stata la fine tombale di Will. Essendo due afroamericani non so se lo perdonerà. Sicuramente l'immagine di Will esce come quella di Zidane dopo la testata, cose che restano nell'immaginario, come il morso di Mark Tyson. Ci sono momenti di black out, si fanno gesti smisurati che cancellano una carriera di cose gloriose".