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Benvenuti alla Gaiola, tra leggende, sortilegi e cinguettii

In attesa di poterci spostare senza confini, da questa settimana vi proponiamo un piccolo tour delle meraviglie d'Italia segnalate dai giornalisti delle redazioni locali di Repubblica. Luoghi segreti tutti da scoprire come questa incastonata nel Golfo di Napoli. Una piccola area marina protetta, un luogo affascinante e avvolto dal mistero dei suoi antichi abitanti. Come il famigerato cavaliere romano che duemila anni fa allevava murene...
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Signori, si scende. Dalla collina al mare. Posillipo è tutta così: un quartiere di Napoli che si abbarbica tra tornanti nel tufo. Tra le calate più nascoste di via Lucrezio, c’è quella che conduce alla Gaiola. È un viale che si intreccia con giardini e vecchie ville, che poi diventa ancor più stretto. Ecco, la Gaiola comincia lì: una chiazza di verde e di cinguettii nel cuore della città, che termina su una spiaggia. Tanto affascinante quanto inaspettata. E con un punto di vista unico sul golfo, sul Vesuvio e sui due isolotti vicini, a portata di tuffo, che avvolgono il luogo in una piccola baia. Quasi a mo’ di recinto.

Da qui il toponimo, di origine medievale, “Cajola” che in napoletano significa “gabbia”. Dicerie e leggende avvolgono questi posti fin dai tempi più remoti. C’è chi racconta fossero territorio …
Signori, si scende. Dalla collina al mare. Posillipo è tutta così: un quartiere di Napoli che si abbarbica tra tornanti nel tufo. Tra le calate più nascoste di via Lucrezio, c’è quella che conduce alla Gaiola. È un viale che si intreccia con giardini e vecchie ville, che poi diventa ancor più stretto. Ecco, la Gaiola comincia lì: una chiazza di verde e di cinguettii nel cuore della città, che termina su una spiaggia. Tanto affascinante quanto inaspettata. E con un punto di vista unico sul golfo, sul Vesuvio e sui due isolotti vicini, a portata di tuffo, che avvolgono il luogo in una piccola baia. Quasi a mo’ di recinto.

Da qui il toponimo, di origine medievale, “Cajola” che in napoletano significa “gabbia”. Dicerie e leggende avvolgono questi posti fin dai tempi più remoti. C’è chi racconta fossero territorio di sortilegi e di misteriose entità, anche per la presenza della vicina residenza romana detta “Scuola di Virgilio”. E a Napoli, il sommo poeta dell’Eneide è ricordato anche come mago e stregone. La coppia di scogli ospita i resti di una villa ottocentesca, affascinante e fatale per molti dei suoi proprietari.

Oggi il sito, poco più di 41 ettari, è un’area marina protetta, una delle più piccole in Italia. Una parte della spiaggetta è libera, rivelandosi una delle rive più nascoste e amate dai napoletani, l’ultima rimasta pubblica su tutto il lungomare partenopeo, punteggiato di lidi e porticcioli privati. L’area, per decenni abbandonata e degradata, è affidata in gestione ai ricercatori e biologi marini della onlus “Gaiola.org” (info per itinerari e attività 081240 3235), su autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Soprintendenza archeologica. Sì, perché il sito custodisce anche i resti dell’antica villa di Vedio Pollione, cavaliere romano del I secolo, famigerato allevatore di murene. Pare che sui suoi triclini abbia pranzato lo stesso Augusto. Del suo complesso rimane un piccolo teatro, a picco sul mare, che tutt’ora ospita rappresentazioni e concerti.