Valeria Golino: "Quattro volte sul set con Gabriele perché so essere un po' maschietto"

Valeria Golino: "Quattro volte sul set con Gabriele perché so essere un po' maschietto"

Ha girato con Salvatores, Abatantuono e Bisio 'Puerto Escondido', poi per anni niente film insieme ("ma vacanze, cene, non ci siamo mai persi") e poi tre film di seguito, il dittico del 'Ragazzo invisibile' e 'Tutto il mio folle amore'. "E ne faremo ancora un paio" promette l'attrice

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Insieme hanno girato quattro film. Il primo nel 1992 era Puerto Escondido, gli altri sono stati gli ultimi tre film del regista, il dittico del Ragazzo invisibile di cui Valeria Golino era la mamma adottiva e poliziotta e poi Tutto il mio folle amore, un ritorno al cinema di viaggio dove l'attrice ha ritrovato anche Diego Abatantuono quasi trent'anni dopo la fuga messicana.

Ricorda la prima volta che ha incontrato Gabriele Salvatores?
"Vivevo a Los Angeles ma ogni tanto venivo in Italia, ci fece conoscere Fabrizio Bentivoglio con cui ero fidanzata all'epoca che è suo grande amico, ma di quel primo incontro, fuori dal lavoro, ho dei ricordi vaghi. Poi però Gabriele mi ha offerto Puerto Escondido, mi chiamò la mia agente a Los Angeles per propormi questa parte, lui aveva appena finito Mediterraneo, io lessi il copione e venni in Italia per incontrarlo e per prepararci prima delle riprese. La nostra amicizia è veramente nata sul set messicano".

Il gruppo di 'Puerto Escondido'
Il gruppo di 'Puerto Escondido' 

Che lavorazione fu?
"Fu un'esperienza vera, per il tipo di film, per i temi che trattava e poi perché fu l'anno in cui Gabriele vinse l'Oscar. Abbiamo interrotto la lavorazione perché lui andasse a Los Angeles e poi è tornato con la statuetta. A parte la troupe io ero l'unica donna perché gli altri attori erano tutti maschi, che da un lato è stato un privilegio, ero trattata come una signora anche se avevo poco più di 25 anni, ma dall'altra ho capito molto presto che per lavorare bene con lui dovevo comportarmi un po' da maschietto. Sono diventata parte del gruppo sia per come mi vestivo fino al rapporto comradesque, come dicono i francesi, che a lui ha fatto empatia. Si è affezionato a me perché mi sono adattata a quel tipo di gioco che spesso fa con i suoi attori uomini. Con un po' di vanità io dico sempre: sono l'unica attrice che ha fatto quattro film con lui non perché sono più brava delle altre, ma perché sono stata più scaltra".  

'Puerto Escondido'
'Puerto Escondido' 


Dei tanti ricordi che ha del set quello che rimane più vivo?
"Io mi ero fidanzata da alcuni mesi con Fabrizio Bentivoglio quando siamo partiti per il Messico e nonostante sia una presenza piuttosto costante del cinema di Gabriele in quel caso non faceva parte del cast. Però è venuto a trovarmi in Messico e mentre stavamo lì Gabriele ha cominciato a dire 'che ti facciamo fare?' Insieme si sono inventati la scena nell'autobus con quel viaggiatore pazzo che ha male all'orecchio e si chiama Mario come il personaggio di Abatantuono. Quella cosa non c'era nel copione, ma siccome Fabrizio è venuto a trovarci hanno scritto al volo quelle scene e le abbiamo girate. Questo racconta come con Gabriele si può creare qualcosa di bello e buffo con quello che sta succedendo nella vita reale, questa è l'atmosfera".

Per tanti anni non avete fatto film insieme poi tre di seguito
"Sì negli anni abbiamo fatto vacanze insieme, ci siamo visti. Poi magari per un po' ci siamo anche persi, ma mai come amici, l'affetto era sempre tanto. E poi negli ultimi sei o sette anni abbiamo fatto questi film, uno dopo l'altro e speriamo di farne almeno ancora un altro paio".

Sul set de 'Il ragazzo invisibile' (foto di Claudio Iannone)
Sul set de 'Il ragazzo invisibile' (foto di Claudio Iannone) 

Cosa ha pensato quando le ha proposto il ruolo della mamma del ragazzo invisibile?
"A onore del vero Gabriele ha sempre sfidato i generi in momenti impensabili, ha fatto Nirvana in un momento in cui era impensabile fare fantascienza in Italia. Ha avuto sempre coraggio senza mai farlo diventare presunzione, è naturalmente portato a una ricerca cinematografica senza darsi arie di doverlo fare. Nonostante l'Oscar e il fatto che i suoi film abbiano fatto epoca e anche incassato molto al botteghino è sempre di una umiltà creativa e curiosa. Quando mi ha parlato del Ragazzo invisibile ho accettato subito, se lui mi propone un film prima dico di sì e poi leggo la sceneggiatura e gli dò il mio parere, perché deve sapere che io ci sono. Per il secondo capitolo sono stata io a suggerirgli di far morire il mio personaggio dopo aver letto la prima versione della sceneggiatura: credevo che fosse più interessante che questa mamma adottiva, affettuosa non ci fosse più e che il ragazzo invisibile si trovasse da solo e dovesse inevitabilmente crescere".

Con Diego Abatantuono in 'Tutto il mio folle amore'
Con Diego Abatantuono in 'Tutto il mio folle amore' 

Poi è venuto 'Tutto il mio folle amore'
"Per Gabriele è un film molto personale, dove è tornato al viaggio, all'idea dell'altrove e del perdersi e poi c'è sempre il tema dell'adolescenza che lo appassiona molto con questo meraviglioso personaggio interpretato da un ragazzino ancora più bello del personaggio, una specie di Puck shakespeariano. Questo film ci ha riportato ai tempi di Puerto Escondido, certo siamo tutti più vecchi ma l'atmosfera è la stessa. Ci siamo ritrovati con Diego Abatantuono tanti anni dopo, mettendo in scena questa coppia che in viaggio elabora tante piccole cose e che nel perdersi si ritrova. È stato bello lavorare di nuovo con Diego che è un grande attore e non lo si dice abbastanza, ha un carattere faticoso ma fa tanto, tanto ridere".

Come è sul set Salvatores?
"Gabriele è una persona misteriosa. È affettuosissimo e allo stesso tempo distante, elusivo e intimo, goliardico e serio, la sua natura è questa: molto privato ma ama ridere e fa molto ridere. A me piace tanto farlo ridere, tento sempre di farlo e quando gli dico una frase che lo diverte, stringe gli occhi e ripete la frase che gli ho detto come a volersi ricordare le parole. Mi piace molto intrattenerlo".