Sanremo 2020, Gabbani torna al festival: "Junior Cally? L’arte è libertà, escludere è paradossale”
Ernesto Assante
Il musicista trionfatore dell'edizione 2017 torna con il brano 'Viceversa'. "Non credevo di ripartire da lì, su quel palco non voglio mostrare la mia bravura ma tutto quel lato di Gabbani che gli altri non hanno visto"
Allora, Gabbani, si torna a Festival dopo una clamorosa vittoria. Come si sente?
“Sono sereno credo di aver affrontato bene il periodo “post-schiaffo”, dopo la botta che mi è arrivata con il successo immediato, inaspettato, di Sanremo. Non mi sono messo a rincorrere il mantenimento di questo successo, ho continuato ad analizzarmi come persona e come artista. E mi sono trovato ad essere molto più affamato non di successo ma di senerenità. E questo mi ha portato a fare questo nuovo album, pur mantenendo in certi aspetti il mio modo di comunicare, piccole provocazioni, accostamento degli opposti, ironia. È un album che nasce da una dimensione intima, che prova ad andare al succo della questione, prettamente emozionale e abbandona il desiderio il voler per forza intellettualizzare tutto”.
Eurovision, in sala stampa si balla durante l'esibizione di Gabbani
Eppure è un album con temi importanti…
“Si, ma resta vero che alla fine dei conti nel mio modo di fare musica tendo alla pancia, alla godibilità immediata, anche se nelle canzoni credo di esplicitare il fatto che sono alla ricerca di una mia verità e lo dichiaro apertamente, è il mio percorso di vita”.
Insomma, resta un cantautore, anche se di tipo nuovo
“Si, è vero. A differenza di quella che mi sembra essere attitudine nel mainstream italiano, per la quale tanti hanno un modo di scrivere che parte dai beat e dalle produzioni, io invece parto dalla canzone, dalla melodia e accolgo la componente più coinvolgente. Certo, alle volte questo rende le cose più complicate, ed è facile che canzoni come Occidentali’s Karma non vengano comprese fino in fondo, ma io credo che le sonorità siano dei bei vestiti sulla sostanza della canzone”.
Questo nuovo singolo è l'inizio di un nuovo capitolo?
“Diciamo che rappresenta bene il modo in cui mi sono approcciato alla scrittura negli ultimi due anni, partendo da una semplice analisi di me stesso, per capirmi meglio, capire chi sono. Mi sono messo in rapporto con il modo in cui mi vedono gli altri e la società. A posteriori in questo album il tentativo di interpretare il rapporto tra individuo e collettività, tra morale personale e etica sociale che ognuno di noi si trova a vivere”.
Una sorta di album concept?
“No, non mi sono approcciato a questo album in questo modo. Di canzoni ne ho scritte molte più delle nove che ho scelto, queste solo le più integre con se stesse e complete. Ma a posteriori ho notato che ogni canzone parte da un'analisi sincera, per capirmi, portami in relazione a qualcos’altro. Non con un approccio arrogante, non indico agli altri cosa sarebbe giusto fare, e sono in pace con me stesso perché condivido i miei punti di vista”.
Perché tornare a Sanremo?
“L’idea infatti non era quella di tornare a Sanremo. A settembre non c’era ancora la canzone, mi è venuta dopo, mi ha aiutato a ottimizzarla Gino Pacifico, un grande autore e una squisita persona, ed è stato terapeutico, mi ha permesso di pensare che potevo andare su quel palco di nuovo. Dato che l’ho vissuto con una vittoria inaspettata, tornare a Sanremo sarebbe stata una dimensione in cui mi mettevo a paragone con me stesso, non l’avrei mai fatto con una canzone che tentava di bissare le altre due, ma questa mi ha convinto perché nella sua semplicità la considero genuina e coerente rispetto a questo processo di analisi su me stesso. E poi mi piaceva l’idea di cantare con serenità qualcosa che mostra come sono, soprattutto a quelli che non mi conoscono e ricordano solo la scimmia. Non voglio mostrare la mia bravura ma tutto quel lato di Gabbani che gli altri non hanno visto. La proporrò solo con la mia presenza, destrutturato, niente coreografia e messa in scena, io che canto e lo faccio con una grande coerenza con quello che sono oggi”.
E le polemiche festivaliere? Cosa pensa del caso Junior Cally?
“È paradossale che ci sia chi chiede di escludere qualcuno per canzoni che ha cantato precedentemente, non sono d’accordo. Credo che la libertà nell’arte ci debba essere per definizione sennò non sarebbe arte, così come dall’altra parte c’è la libertà di chi ascolta di criticare e di non ascoltare. Dovrebbe essere così, ma Sanremo, si sa, raccoglie tutte le polemiche. Sarebbe meglio non fosse così, io lo vivo come un grande momento musicale e sono contento di esserci”.