Sanremo 2020, dopo il rodaggio la seconda è meglio della prima
Ernesto Assante
,
dal nostro inviato ERNESTO ASSANTE
Grandi momenti di musica e qualche inevitabile attimo di nostalgia, con tutto il nazionalpopolare necessario al festival compensato da ondate di rap, rock, trap e qualche garbato eccesso
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
"La seconda puntata va meglio della prima". È quello che sognano tutti i conduttori di qualsiasi trasmissione. E quando accade è, obiettivamente, perfetto. E come dire che non sia così, quando Fiorello arriva in scena vestito come Maria De Filippi, quando Djokovic canta Terra promessa di Ramazzotti e poi gioca a tennis in scena con Fiorello. Con Massimo Ranieri e Tiziano Ferro che giocano a essere Maradona e Pelé? Con la reunion 40 anni dopo sul palco del Festival dei Ricchi e Poveri tutti e quattro insieme? Con Zucchero che a mezzanotte risveglia chi aveva socchiuso gli occhi ricordando a tutti che solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo sport e dall'Azione cattolica? E Gigi D'Alessio che urla alla luna nel pieno della notte? Che volete di più da uno show televisivo per tutta la famiglia, uno show che tutti davano per perso e che invece è risultato il più visto da anni?
"La seconda puntata va meglio della prima". È quello che sognano tutti i conduttori di qualsiasi trasmissione. E quando accade è, obiettivamente, perfetto. E come dire che non sia così, quando Fiorello arriva in scena vestito come Maria De Filippi, quando Djokovic canta Terra promessa di Ramazzotti e poi gioca a tennis in scena con Fiorello. Con Massimo Ranieri e Tiziano Ferro che giocano a essere Maradona e Pelé? Con la reunion 40 anni dopo sul palco del Festival dei Ricchi e Poveri tutti e quattro insieme? Con Zucchero che a mezzanotte risveglia chi aveva socchiuso gli occhi ricordando a tutti che solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo sport e dall'Azione cattolica? E Gigi D'Alessio che urla alla luna nel pieno della notte? Che volete di più da uno show televisivo per tutta la famiglia, uno show che tutti davano per perso e che invece è risultato il più visto da anni?
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E non ha fatto ascolti con quintali di bassezze, ma con canzoni che mediamente hanno superato la sufficienza, con pezzi di realtà che hanno colpito il cuore e il cervello degli spettatori, con qualche grande momento di musica e qualche inevitabile momento di nostalgia, con tutto il nazionalpopolare che ci deve essere in un Festival di Sanremo compensato da ondate di rap, rock, trap e qualche garbato eccesso, sfuggendo alla noia. E la seconda puntata è andata meglio della prima, nel senso che il rodaggio dell'esordio è servito e che Amadeus ha preso maggior sicurezza, e tutta la gigantesca macchina si è oliata per andare meglio. E va bene così, anche se i Ricchi e Poveri hanno cantato troppo in playback, anche se siamo andati ancora una volta fino a orari impossibile.
Sì, va bene, il festival ci è piaciuto, lo abbiamo detto e scritto, siamo stati piacevolmente sorpresi, ieri sera ci sono piaciuti moltissimo Levante, che ha dimostrato ancora una volta che arte, impegno e poesia possono essere una cosa sola; c'è piaciuto Gabbani con i suoi ossimori; c'è piaciuto il giovanissimo Fasma, che tremava come un fuscello ed era sudato come una fontana, ma era vero e forte con il suo autotune; c'è piaciuto Piero Pelù, nei panni dell'esordiente; c'è piaciuta Tosca, cantante inarrivabile con una bellissima canzone; c'è piaciuto Rancore, il rap a un livello superiore; ci sono piaciuti i Pinguini Tattici Nucleari, che oltretutto citano Ringo Starr; c'è piaciuto Junior Cally che ha detto 'no grazie' a un sacco di cose; e fa la sua bella figura anche Zarrillo. Ah, c'è piaciuta persino Elettra Lamborghini, che ha una canzone con un ritornello che entra nel cervello velocissimamente.
assante&castaldo, dai nostri inviati ERNESTO ASSANTE e GINO CASTALDO
Ora, non pensiamo che tutto vada sempre per il meglio: voci che ci sembra impossibile smentire, visto l'impressionante numero di esibizioni previste, ci dicono che la puntata di domani non finirà mai. Mai, avete letto bene. E questo sarà un problema di non piccola portata. E poi, non dimenticatelo, c'è ancora la puntata di sabato, che non avrà certo una durata ridotta e vedrà, implacabile, l'attesissimo "voto popolare", che sarà anche altamente democratico ma, come spesso accade, non permetterà di poter dire "vinca il migliore". Quindi tutti quelli che, come noi, sono stati contenti fino a ora del Festival di Sanremo firmato da Amadeus, avranno occasione di potersi ricredere e potranno tornare allo sport nazionale preferito, quello di parlare male del Festival.
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