Sanremo 2021, ecco perché sarà un'edizione unica
di Gino Castaldo , di Gino CastaldoIl Festival di Sanremo ha battuto un altro record: è già passato alla storia, prima ancora di cominciare. Comunque vada, chiunque vinca, qualsiasi cosa succeda, ancor prima che sia pronunciata la parola d’inizio. Sappiamo tutti che sarà unico, imparagonabile, inedito, perché alla vigilia nessuno è in grado di dire esattamente che effetto farà quel teatro, quando conduttori e cantanti si affacceranno su quella platea deserta che rappresenta la disperazione del Paese.
Il Festival di Sanremo ha battuto un altro record: è già passato alla storia, prima ancora di cominciare. Comunque vada, chiunque vinca, qualsiasi cosa succeda, ancor prima che sia pronunciata la parola d’inizio. Sappiamo tutti che sarà unico, imparagonabile, inedito, perché alla vigilia nessuno è in grado di dire esattamente che effetto farà quel teatro, quando conduttori e cantanti si affacceranno su quella platea deserta che rappresenta la disperazione del Paese.
Sarà unico perché intorno al teatro Ariston non c’è caos, perché gli artisti gireranno in van oscurati così da evitare possibili assembramenti di fan, perché i pass di ingresso vengono attivati elettronicamente facendo un tampone antigenico e bisogna rinnovarli ogni due giorni, è unico perché i cantanti canteranno senza pubblico e perché la prima canzone a essere cantata sarà l’ultima dello scorso anno, come quando Enzo Tortora tornò in televisione e disse “dov’eravamo rimasti”.
Sarà unico perché il golfo mistico dell’orchestra, che in parte suonerà con la mascherina, è spalmato nella platea vuota, e avremo tutti voglia di condividerlo questo Festival, pur di condividere qualcosa, perché sappiamo già che i cantanti in gara saranno eroi solitari di una battaglia che si combatte a colpi di note, perché saranno lì per loro stessi, ma anche per tutti i cantanti che sono stati in silenzio per mesi.