Dispiaciuto, amareggiato, mortificato, ma anche grato, contento. Sono sentimenti contrastanti quelli che attraversano l’animo di Irama, costretto a non esibirsi sul palco del festival perché due dei suoi collaboratori sono risultati positivi ai test, ma non squalificato dalla gara perché, facendo una clamorosa eccezione al regolamento del Festival, tutti gli altri cantanti e le loro case discografiche hanno accettato la soluzione proposta da Amadeus per mandare in onda le prove dell’esibizione del cantante per consentirgli di restare in gara: “Sono state 48 ore molto complicate”, dice Irama parlando con i giornalisti, “principalmente per le naturali preoccupazioni sulla salute di tutti. Se questo avesse significato dover lasciare il festival avremmo fatto quello che si doveva, ma sono grato, riconoscente, che mi sia stata tesa una mano da Amadeus e che tutti i colleghi e le case discografiche abbiamo accettato di darmi un aiuto in un momento di difficoltà non causato da me”.
Ma non nasconde il dispiacere, sarebbe impossibile farlo, di non poter salire in scena: “E’ ovvio che io sia dispiaciuto ci tenevo molto a fare la mia performance, per tutti noi c’è stato un lavoro di mesi, un lavoro di squadra, che coinvolgeva lo spettacolo, la musica, le emozioni. Sono un po’ triste, ci tenevo particolarmente ad essere su quel palco e poter giocare la mia partita”.
Sanremo, Irama resta in gara: "Spero che stiano bene, la salute prima di tutto"
A parlare non è Irama, il cantante, l’artista, il personaggio di spettacolo, ma Filippo, il ragazzo, il sognatore, il ventenne che vuole conquistare il mondo e che vede il suo sogno sfuggirgli tra le dita. Ma al di la del dispiacere l’artista è cosciente della situazione e mentre parla con i giornalisti ci tiene a ripetere, mille volte, che per lui la gara ha un interesse relativo rispetto ai problemi di salute dei suoi collaboratori e di quelli che potrebbero essere coinvolti. L’esibizione che vedremo sarà quella delle prove di lunedì, con tutti i limiti di una prova generale, priva della tensione, delle attenzioni, dei coinvolgimento emotivo di una diretta.
Sarà un vantaggio o uno svantaggio per lui? “Non ci ho pensato e non mi interessa saperlo”, dice, “è chiaro che non sarà quello che pensavo di far vedere e ascoltare alla gente, ma non c’è mai stato un momento in cui ho pensato di accettare o rifiutare l’offerta che mi è stata fatta, potevo solo accettare e ringraziare. Poter essere ancora nel festival, nonostante quello che è accaduto, è una cosa bellissima della quale sono grato a tutti. Certe cose le scopro in tempo reale, ho saputo che tutti hanno accettato e sono molto contento che altri come me, innamorati della musica, abbiamo permesso questa cosa. Ma voglio ribadire che se adesso mi chiedessero di andare a cantare preferirei farlo e che quel momento della diretta, con le emozioni e l’adrenalina, non me lo ridarà più nessuno. Quindi provo solo completa gratitudine, non ho mai cercato soluzioni ne a vantaggio ne a svantaggio per me, non ci ho proprio pensato”.
Grande dispiacere anche per la serata delle cover, dove avrebbe presentato Cyrano di Guccini, “con la sua voce, registrata per questa occasione, che introduce il brano. Sarebbe stato clamorosamente emozionante, una cosa importantissima per me, che stimo tanto e da sempre Guccini. Non potermi vivere in diretta quel momento sarà un dispiacere, ma sono comunque grato a Guccini per aver accettato di essere comunque con me. Ci sarà anche in quel caso un filmato delle prove”. Stasera quindi Irama, anche se registrato, sarà il quinto ad esibirsi, segnando un'altra “prima volta” di questo singolare Sanremo 2021, che cambia le regole in corsa e cerca di adattarsi con inattesa agilità, a condizioni sorprendenti, senza rigidità e pregiudizi, nemmeno da parte dei “rivali” discografici e artistici. Una incredibile “unità nazionale” che permetterà a Irama di esserci e al Festival di andare avanti.