Il direttore di Raiuno Stefano Coletta nella nuova conferenza stampa parte sobrio nel lessico, si vede che cerca di non esagerare e di mantenere un tono nonché la posizione da capitano dell’intera squadra. Ma è solo perché si sta preparando a pronunciare l’impronunciabile e alla fine dice quella parola: Resilienza. E anche per questa volta abbiamo portato a casa il risultato.
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Presa da un giusto entusiasmo per gli ottimi risultati web-virtuali del Festival via Raiplay etc, la responsabile Capparelli non resiste nemmeno lei e, nella stessa sede, si mette a leggere pubblicamente commenti social in estasi dei fan scatenati del portale, di RaiPlay, dell’account, di Sanremo, di tutto quello che gira intorno. Come dicono i giovani, la prossima volta, anche meno.
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Con Giovanna Botteri ospite al Festival e nelle frasi della conferenza stampa di presentazione si è abbastanza capito che la preoccupazione principale sia quella di allontanare il sospetto, che potrebbe diffondersi tra il pubblico, che la formidabile narratrice di tragedie epocali nel mondo sia lì come volto adatto a un bilancio di questo Sanremo. Ma sono cattiverie gratuite, ovvio.
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Ibrahimovic, soprattutto per la questione della moto in autostrada, si prende uno spazio sovradimensionato in tutta la vicenda sanremese, ma lui è Ibra, e Ibra può. Quello che non è chiaro a chi non si interessa granché di calcio è l’aspetto lunare che nel suo ambiente, appunto il pallone, e il Milan che è la sua squadra, ha preso l’intera questione. Uno sbalordimento collettivo e una voglia di reprimende che per qualunque altro calciatore sarebbero salite in cielo. Ma lui è Ibra, e Ibra può.
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Sempre sulla questione motocicletta, non si riesce a capire quale fosse la marca del potente mezzo che ha assicurato la presenza di Ibra all’Ariston in quella famosa serata. Ma siccome uno degli sponsor principali del Festival produce anche moto di gran caratura, viene il dubbio che la questione sia stata oscurata in qualche modo e per qualche motivo.
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L’irrimediabile anzianità di servizio si manifesta quando si ascolta per la prima volta la canzone di Colapesce e Dimartino, che mandano in visibilio quelli dell’età di mezzo e vengono portati in trionfo nel venerdì sera con i voti della Sala stampa. Poi si osservano bene i due, si riascolta il ritmo countryeggiante del brano, la morbidezza delle voci e l’impasto e si esclama: “Loy e Altomare!”. Purtroppo, o per fortuna di C&D, non se li ricorda quasi nessuno.