Sanremo 2022, Lorena Cesarini e la sfida dell'Ariston: "Nera e a testa alta, chi mi contesta si deve vergognare"
La telefonata il primo gennaio, "ci ho pensato zero secondi" dice Lorena Cesarini, "ho fatto i salti di gioia, sono stati i migliori auguri di buon anno che potessi ricevere. Sono orgogliosa, contentissima e soprattutto onorata". L'anno nuovo è iniziato bene per l'attrice 35enne, che Amadeus ha voluto accanto a sé per la seconda serata di Sanremo, mercoledì 2 febbraio. Nata a Dakar da madre senegalese e papà italiano scomparso quando lei aveva solo 12 anni, "i miei genitori si sono conosciuti a Roma nei primi anni 80 - racconta - mio padre aveva il mal d'Africa: quando vide questa donna nera, così bella, nella sua città, ne rimase folgorato. Insieme hanno deciso di farmi nascere a Dakar per darmi la possibilità di avere la doppia cittadinanza, ma a Roma sono venuta a tre mesi e qui sono rimasta".
La telefonata il primo gennaio, "ci ho pensato zero secondi" dice Lorena Cesarini, "ho fatto i salti di gioia, sono stati i migliori auguri di buon anno che potessi ricevere. Sono orgogliosa, contentissima e soprattutto onorata". L'anno nuovo è iniziato bene per l'attrice 35enne, che Amadeus ha voluto accanto a sé per la seconda serata di Sanremo, mercoledì 2 febbraio. Nata a Dakar da madre senegalese e papà italiano scomparso quando lei aveva solo 12 anni, "i miei genitori si sono conosciuti a Roma nei primi anni 80 - racconta - mio padre aveva il mal d'Africa: quando vide questa donna nera, così bella, nella sua città, ne rimase folgorato. Insieme hanno deciso di farmi nascere a Dakar per darmi la possibilità di avere la doppia cittadinanza, ma a Roma sono venuta a tre mesi e qui sono rimasta".
Ora, il grande pubblico del Festival, dal palco del teatro Ariston. "Devo confrontarmi con gli autori, ma mi piacerebbe portare sul palco un monologo, in chiave leggera, sull'integrazione: è ancora una sfida purtroppo, lo dico a malincuore. E' sorprendente che sia una questione di cui discutere in Italia, unico Paese europeo ancora così indietro su questi temi". Non teme la sovraesposizione da festival, "ho già letto diluvi di commenti e di odio sui social soltanto perché sono nera. Ma sinceramente sono pronta ad affrontare le critiche a testa alta: dovrebbe provare vergogna chi pensa e scrive certe cose invece di gioire del fatto che ci siano volti nuovi e soprattutto varietà e inclusione. Il politicamente corretto? In un Paese normale le quote non dovrebbero essere un problema". E "sono allibita" è il suo commento agli attacchi nei confronti di Drusilla Foer, il personaggio della nobildonna toscana alter ego di Gianluca Gori, che sarà sul palco nella serata di giovedì 2 febbraio.
Onnivora nei gusti musicali ("Ascolto un po' tutti i generi, italiani e stranieri, per me la musica è vita"), Lorena Cesarini guardava sempre il festival da bambina, "me ne sono allontanata per qualche anno, ma poi è diventato un appuntamento cult per me e i miei amici". Dopo Sanremo sarà al cinema nel nuovo film di Gianni Zanasi War - La guerra desiderata: "Gianni è un talento, un artista a 360 gradi. Nel film interpreto un'attivista pacifista. Sono fortunata perché ho ancora una volta l'opportunità di lavorare con grandi attori come Stefano Fresi, Miriam Leone, Edoardo Leo". Il film uscirà in sala con Vision Distribution: "Le sale stanno soffrendo molto, la pandemia ha assestato il colpo di grazia, consolidando l'abitudine alle piattaforme. La sfida è riportare la gente al cinema: dobbiamo crederci per primi noi che lo facciamo".