Sanremo 2022 la rivoluzione della generazione Z
di Gino Castaldo , di Gino CastaldoChiamiamoli Centellian, Digitarian, oppure meglio Generazione Z, anche se quella "z" ha uno sgradevole retrogusto vagamente apocalittico perché sembrerebbe indicare l'ultima possibile generazione della storia. Di lettere nell'alfabeto non ce ne sono più ma per esorcizzare le ansie "fin du monde" già si pensa a ricominciare con una generazione Alpha (i nati dopo il 2010) che ripartendo dall'inizio ci rispamierebbe ulteriori fosche previsioni sull'andamento del pianeta. Quelli definiti col marchio Z sono i nativi digitali, i giovani nati intorno al 2000, o poco prima o poco dopo, quelli che, ha detto Amadeus, dobbiamo trattare con la massima attenzione quando pensiamo al Festival di Sanremo.
Il festival, dice, d…
Chiamiamoli Centellian, Digitarian, oppure meglio Generazione Z, anche se quella "z" ha uno sgradevole retrogusto vagamente apocalittico perché sembrerebbe indicare l'ultima possibile generazione della storia. Di lettere nell'alfabeto non ce ne sono più ma per esorcizzare le ansie "fin du monde" già si pensa a ricominciare con una generazione Alpha (i nati dopo il 2010) che ripartendo dall'inizio ci rispamierebbe ulteriori fosche previsioni sull'andamento del pianeta. Quelli definiti col marchio Z sono i nativi digitali, i giovani nati intorno al 2000, o poco prima o poco dopo, quelli che, ha detto Amadeus, dobbiamo trattare con la massima attenzione quando pensiamo al Festival di Sanremo.
Il festival, dice, deve rispecchiare le tendenze del momento e di sicuro in questi due anni l'obiettivo è stato rispettato in pieno, perfino a volte con una certa spavalda spregiudicatezza che ha fatto sorridere pubblico e addetti ai lavori, l'anno scorso quando nello stupore generale tra i big furono annunciati artisti come Madame e Fasma, Random e Aiello e quest'anno con un'altra folta schiera di "non molto" conosciuti. Alla lettera, se si prende il 1996 come estrema data di nascita per rientrare nella categoria, quest'anno gli eroi della generazione Z sarebbero in sei: Aka7even (che tra l'altro è fortunatamente diventato negativo quindi sarà regolarmente sul palco dell'Ariston), Ana Mena, Sangiovanni, Blanco, Ditonellapiaga e Matteo Romano, ma possiamo tranquillamente includere Yuman e Tananai che sono del 1995 e perfino Hu e e Rkomi che sono nati nel 1994. Anche perché stiamo parlando, senza stare troppo a sindacare su limiti puramente anagrafici, della nuova scena, delle musiche che oggi ascoltano i giovani, dei pezzi che girano sulle piattaforme digitali, che ormai non passano neanche più per qualche tipo di supporto fisico, delle gioiose e impudenti liquidità che fanno l'identità sfuggente e vorticosa della nuova musica.
Dargen D'Amico, che sarà uno dei piatti forti della settimana, una hit assicurata, al confronto sembrerà un veterano, lo stesso Mahmood va verso i trent'anni, ma di sicuro la sua vittoria nella seconda edizione del festival firmato da Baglioni nel 2019 fu lo squillo di tromba che annunciò il nuovo corso. Il festival bisognava necessariamente cambiarlo, anche se per farlo semplicemente rimanere se stesso, portava con sé strascichi di vecchiume e provincialismo che l'avevano musicalmente devastato, appesantito oltre ogni misura. E soprattutto c'è una rivoluzione in atto che ha ribaltato tutti gli ordinari parametri della musica e che non poteva essere del tutto ignorata.
Sarà interessante vedere che effetto faranno l'eleganza classica di un ultraboomer come Massimo Ranieri o l'eterna giovinezza di Gianni Morandi a confronto con questa schiera di agguerritissimi giovani Z. Sono ragazzi che hanno approfittato dei cambiamenti per dare una spallata al sistema e prendersi la scena. L'ha fatto Mahmood, l'anno scorso l'hanno fatto i Måneskin, e sta succedendo in tutto il mondo. Sono forti, sono autorevoli, talvolta spocchiosi, ma hanno dalla loro parte il vento del cambiamento. Per la prima volta da decenni hanno qualcosa da dire e soprattutto vogliono dirla a qualsiasi costo. Sanremo 2022 sarà anche una audace vetrina di questi ragazzi disillusi, emancipati, smaliziati, belli e dannati, capaci di prendere per mano quelli della vecchia generazione e portarli nella vertigine del nuovo. Sarà Ditonellapiaga, ragazza di pura Generazione Z a riportare Donatella Rettore al festival. Ed è solo l'inizio. Dopo la Z si può solo ricominciare da capo.