✕

Sanremo 2022. Sul palco o fuori, i cinque Big eterni che spiegano l'Italia

Ascolta l'audio

La "vecchia guardia" si prepara alla sfida con i nuovi protagonisti della rassegna. Ma alla fine nessuno può essere come loro
2 minuti di lettura

Cinque presidenti sempre rieletti, di cui tre presidentesse, sono il meglio della vecchia Italia che abbiamo, la più nuova. Calone Giovanni in arte Massimo Ranieri, di anni 70. Gian Luigi Morandi detto Gianni, 77. Iva Zanicchi, 82. Donatella Rettore, 66. Questi, sulla terraferma e in concorso. Ma al largo, su una nave ciclopica un po’ teatro e un po’ villaggio vacanze ci sarà Orietta Galimberti in arte Berti, di anni 78, intrattenitrice e presentatrice. Sono magnifici delfini, non tonni sott’olio. Sono fuoriclasse immortali.

Senza offesa per i ragazzacci della musica (quella furbona di Orietta ci canta pure insieme, e sono trionfi), nessuno è come quei cinque. «Mi sembra di essere tornato a Canzonissima, quando io e Gianni …

Cinque presidenti sempre rieletti, di cui tre presidentesse, sono il meglio della vecchia Italia che abbiamo, la più nuova. Calone Giovanni in arte Massimo Ranieri, di anni 70. Gian Luigi Morandi detto Gianni, 77. Iva Zanicchi, 82. Donatella Rettore, 66. Questi, sulla terraferma e in concorso. Ma al largo, su una nave ciclopica un po’ teatro e un po’ villaggio vacanze ci sarà Orietta Galimberti in arte Berti, di anni 78, intrattenitrice e presentatrice. Sono magnifici delfini, non tonni sott’olio. Sono fuoriclasse immortali.

Senza offesa per i ragazzacci della musica (quella furbona di Orietta ci canta pure insieme, e sono trionfi), nessuno è come quei cinque. «Mi sembra di essere tornato a Canzonissima, quando io e Gianni eravamo come Mazzola e Rivera» dice Massimo Ranieri, stasera subito in scena con Gianni. E il suo sodale e rivale di una vita gli fa il coro: «Niente è come Sanremo, è come ricominciare un’altra volta». Glissando sul consiglio che gli ha appena rivolto Rettore dopo la gaffe della canzone postata per sbaglio («Gianni, ritirati»), Morandi non ci pensa minimamente. Invece Iva Zanicchi promette: «Sono qui per vincere, e se vinco poi mi presento in bikini. La mia sarebbe una canzone erotica? Ma va’, è solo una canzone d’amore».

Sono venuti per combattere, incuranti dell’azzardo. Iva, tre volte prima, mai nessuna come lei. Gianni e Massimo, una vittoria a testa. Hanno attraversato epoche, scomparendo e riemergendo sempre nuovi. Per Iva hanno scritto Mogol, Battisti, Gaber, Vecchioni. Tre o quattro vite ha vissuto Morandi «ma la cosa più importante è stata salvarmi la mia, dopo quel tuffo nel fuoco», ed è qui a Sanremo con la dottoressa che ogni giorno gli cura la mano ferita. Massimo Ranieri, beh, lui è passato da Anna Magnani a Vittorio De Sica, da Patroni Griffi a Strehler, da Cechov a Eduardo senza mai perdere l’amore. E Rettore ha venduto 27 milioni di dischi, per lei ha scritto pure Elton John. Chi vuol fare dell’ironia sui quattro draghi del palco, lasci stare.

E non è davvero il caso di fare i furbi neppure con la presidentessa Orietta: la sua carriera è un suffragio universale. Stavolta la mettono a galleggiare sulla Costa Toscana, mastodonte da 184 mila tonnellate già in rada fuori dal porto (dentro, non entrerebbe), costo 850 milioni di euro. Orietta Berti condurrà Tre per due. Avvistando Sanremo! con Fabio Rovazzi e già promette incursioni e spiazzamenti, quei fulminei cambi di ritmo che la portano dai tortellini alle hit dell’estate, regina del pop e del kitsch, leggendaria come la sua carriera (16 milioni di dischi) e la sua voce d’argento.

(ansa)

Perché, alla fine, il segreto di queste formidabili longevità è la sostanza, cioè la classe nel canto, oltre alla capacità di essere tanti e uno, tantissime e una. Non esiste il peso del tempo per chi ha recitato Metello e Filumena Marturano, per chi ha cantato a 23 anni alla Carnagie Hall, per chi sessant’anni fa già andava ai cento all’ora per trovar la bimba sua, per chi finché la barca va lasciala andare. Come diceva uno che a Sanremo non venne mai, sono loro stasera i migliori che abbiamo. 

(agf)