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Un alieno all'Ariston / 4. Non si scherza con la messa cantata

Il Festival raccontato da un essere proveniente da un altro pianeta
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Al settantaduesimo Festival della provocazione italiana hanno detto all’alieno: scherza con i fanti ma lascia stare i santi, soprattutto San Remo! Lui, naturalmente, non ha capito, perché l’alieno è curioso di tutto ma non capisce niente. Si riferivano alla prima canzone della prima serata, una cosa antichissima ormai: quando un ragazzo pieno di segni sulla pelle nuda come il cielo lo è di stelle si è versato dell’acqua sulla testa, dopo avere cantato. Una presa in giro del battesimo! Non si fa! Vergogna! Scomunica! Così si offende la religione!, ha gridato qualcuno (poi hanno spiegato all’alieno cos’è la religione, lui non ha tanto afferrato ma ha fatto cenno di sì con le antenne).

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Al settantaduesimo Festival della provocazione italiana hanno detto all’alieno: scherza con i fanti ma lascia stare i santi, soprattutto San Remo! Lui, naturalmente, non ha capito, perché l’alieno è curioso di tutto ma non capisce niente. Si riferivano alla prima canzone della prima serata, una cosa antichissima ormai: quando un ragazzo pieno di segni sulla pelle nuda come il cielo lo è di stelle si è versato dell’acqua sulla testa, dopo avere cantato. Una presa in giro del battesimo! Non si fa! Vergogna! Scomunica! Così si offende la religione!, ha gridato qualcuno (poi hanno spiegato all’alieno cos’è la religione, lui non ha tanto afferrato ma ha fatto cenno di sì con le antenne).

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Il vescovo di Sanremo, Antonio Suetta, ha invitato gli italiani a non pagare più il canone della televisione, il giornale della Chiesa ha parlato di noiosa prevedibilità. Il presentatore Amadeus ha difeso il cantante: «Non mi ha turbato, gli artisti devono esprimersi». Ma infatti, pensa l’alieno. Il ragazzo, di nome Achille Lauro, gli era proprio piaciuto, anche se lui non aveva capito perché si toccasse sul davanti dei pantaloni. “È un’allusione sessuale” avevano spiegato all’alieno che non sa cosa sia il sesso: dalle sue parti ci si moltiplica come i funghi, attraverso le spore. E poi lui è innocente come un bambino, non ha pulsioni, solo desideri e sogni, non capisce niente ma è curioso di tutto. “Dalle mie parti” pensa “quando qualcuno fa uno spettacolo non viene mica preso così sul serio, perché appunto è soltanto uno spettacolo”.

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L’alieno è una mente semplice: del Festival apprezza le canzoni belle, che sono assai meno di quelle brutte (però quella dei Maneskin, quella di Mahmood e Blanco e quella di Elisa già le canticchia sotto la doccia), ma le rispetta tutte, forse perché lui è stonato e non saprebbe fare di meglio. Gli dispiace, semmai, non capire bene le parole: gli sembra che molti cantanti più che cantare parlino, e facciano delle strane mosse per confondere le idee, e si scelgano nomi di fantasia che si capiscono ancora meno delle canzoni. Ma tutto il resto gli va bene, specialmente i costumi: all’alieno è molto piaciuta la signora che canta sulla nave vestita da Pokémon e da Coronavirus, crede che anche lei sia una creatura di un altro pianeta e vorrebbe conoscerla. Gli ricorda sua zia.