Zitti e buoni / 2 Zalone fuoriclasse a Sanremo, ed è subito Broadway
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaE ora ci siamo davvero perché Poco Ricco e Checco Zalone tracciano la linea dell’asticella che sarà impossibile superare. Missione compiuta per l’attesissima seconda serata e, quindi, per il Festival tutto: a patto di considerarlo come la rassegna in uscita dalla buriana, quella in cui si doveva riguadagnare normalità e fare con quello che si aveva (le promozioni delle fiction di Rai 1 come momenti forti, per dire).
Gli ascolti notevolissimi della prima serata saldano gli italiani al loro spettacolo tv preferito: a quel punto con Fiorello la prima sera e soprattutto Checco Z la seconda è come infierire sui deboli di spirito e quelli che trovano sempre da ridire. E lì ci si può concedere tutto, anche la correttissima e faticosa prima parte, ma a fin di bene e quindi per carità, con Lorena Cesarini, ragazza che mostra il dileggio social su grande schermo e stamani qualcuno di quelli che hanno scritto quelle sublimi facezie si…
E ora ci siamo davvero perché Poco Ricco e Checco Zalone tracciano la linea dell’asticella che sarà impossibile superare. Missione compiuta per l’attesissima seconda serata e, quindi, per il Festival tutto: a patto di considerarlo come la rassegna in uscita dalla buriana, quella in cui si doveva riguadagnare normalità e fare con quello che si aveva (le promozioni delle fiction di Rai 1 come momenti forti, per dire).
Gli ascolti notevolissimi della prima serata saldano gli italiani al loro spettacolo tv preferito: a quel punto con Fiorello la prima sera e soprattutto Checco Z la seconda è come infierire sui deboli di spirito e quelli che trovano sempre da ridire. E lì ci si può concedere tutto, anche la correttissima e faticosa prima parte, ma a fin di bene e quindi per carità, con Lorena Cesarini, ragazza che mostra il dileggio social su grande schermo e stamani qualcuno di quelli che hanno scritto quelle sublimi facezie si vanterà pure con gli amici. Comunque Sanremo va: e ieri mattina il risultato numerico ha probabilmente tolto qualunque velleità superiore a chi ha scritto e pensato questa normalissima edizione, perché di normalità c’è bisogno.
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Meglio comunque non dimenticare che gli ascolti clamorosi hanno, volendo, un’altra motivazione assai pratica. Sanremo, oltre a essere Sanremo, è rimasto l’unico luogo televisivo dove si fa show in senso tradizionale, esibendo numeri di vario tipo alternati, saltando da canzoni a cose di comicità, monologhi etc. Tutto, ma proprio tutto l’intrattenimento tv è da tempo fagocitato da talent, talentini e talentucci, gare di ballo da sagra, confessioni intime di gente comune, esibizioni di sconosciuti travestiti da cantanti famosi e cantanti un minimo famosi che si esibiscono dentro costumi di gommapiuma. Ovvero, appena arrivano Checco o Fiorello e ci danno dentro è come saltare di colpo a Broadway, per l’impressione che fa e per l’attesa che si era creata. E lì, anche loro, possono anche limitarsi all’indispensabile, che non è poco, nel Festival della normalità che però è anche il meglio, ecco, che ci possa capitare.