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Il MessagGino: Elisa, la musica come una fede

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Ancora prima della canzone, quello che arriva dritto e forte dal canto di Elisa è l’emozione della musica in sé, una forma di devozione, di rispetto profondo e indistruttibile. Elisa crede fermamente nel suo lavoro, come se la musica fosse l’unica possibile religione, l’unica fede in grado di trasportare l’anima in territori di pace, nel paradiso delle forme.

(ansa)

Il verso più bello della canzone che ieri sera è salita dritta in cima alla classifica provvisoria è: “sarà che la vertigine non mi fa più paura”, ma le scale ascendenti della melodia di O forse sei tu fanno pensare che più dell’amore che si intravede nelle pieghe della …

Ancora prima della canzone, quello che arriva dritto e forte dal canto di Elisa è l’emozione della musica in sé, una forma di devozione, di rispetto profondo e indistruttibile. Elisa crede fermamente nel suo lavoro, come se la musica fosse l’unica possibile religione, l’unica fede in grado di trasportare l’anima in territori di pace, nel paradiso delle forme.

(ansa)

Il verso più bello della canzone che ieri sera è salita dritta in cima alla classifica provvisoria è: “sarà che la vertigine non mi fa più paura”, ma le scale ascendenti della melodia di O forse sei tu fanno pensare che più dell’amore che si intravede nelle pieghe della canzone, a farci volare sia proprio la musica, in alto fino a non avere più paura, come se la vita dovesse imparare a credere nella bellezza. E tutto questo nel breve tempo di una canzone, perfino in una canzone da festival.