Sanremo 2022, l'emozione di Massimo Ranieri: "Anche io da ragazzino cercai per mare una nuova vita"
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteDefinirlo "un colosso" della canzone italiana potrebbe apparire strano, visto che Massimo Ranieri non ha mai avuto un fisico colossale. Ma di fatto lo è, lo dicono la sua storia, le sue canzoni, il successo che ha costellato il suo lungo viaggio tra le sette note. Eppure, nonostante abbia vinto tutto quello che c’è da vincere, Sanremo compreso, abbia pubblicato 31 album e venduto decine di milioni di copie, abbia partecipato al Festival già altre sei volte, dal 1968 ad oggi, Massimo Ranieri è ancora all’Ariston, dove alla fine della prima serata si è classificato quinto con una bella canzone, Lettera al di là del mare, che farà parte del suo prossimo album, in uscita in primavera e prodotto, come il precedente, da Gino Vannelli.
'Lettera al di là del mare', il testo della canzone di Gianni Morandi
Nel frattempo è uscita una sua autobiografia, Tutti i sogni ancora in volo (Rizz…
Definirlo "un colosso" della canzone italiana potrebbe apparire strano, visto che Massimo Ranieri non ha mai avuto un fisico colossale. Ma di fatto lo è, lo dicono la sua storia, le sue canzoni, il successo che ha costellato il suo lungo viaggio tra le sette note. Eppure, nonostante abbia vinto tutto quello che c’è da vincere, Sanremo compreso, abbia pubblicato 31 album e venduto decine di milioni di copie, abbia partecipato al Festival già altre sei volte, dal 1968 ad oggi, Massimo Ranieri è ancora all’Ariston, dove alla fine della prima serata si è classificato quinto con una bella canzone, Lettera al di là del mare, che farà parte del suo prossimo album, in uscita in primavera e prodotto, come il precedente, da Gino Vannelli.
'Lettera al di là del mare', il testo della canzone di Gianni Morandi
Nel frattempo è uscita una sua autobiografia, Tutti i sogni ancora in volo (Rizzoli) e aspetta di poter tornare, come tutti, a calcare i palcoscenici con i suoi spettacoli e i suoi concerti. La canzone che porta a Sanremo ha con lui un legame profondo: “Quando per la prima volta ho ascoltato il testo, scritto dal bravissimo Fabio Ilacqua, mi sono detto ‘questo sono io - ci racconta- ho pensato che parlasse di me. Anche io, tredicenne, mi sono perso a guardare il mare dal ponte di una gigantesca nave che mi portava in America, guardavo quel mare immenso che si fondeva con il cielo, che mi sembrava infinito e che mi stava conducendo verso una vita nuova, una realtà diversa da quella che avevo vissuto fino ad allora. Andavo a cantare come spalla di Sergio Bruni, ho rivisto mia madre e mio padre che mi salutavano sulla banchina e io che partivo verso un’altra speranza”.
Difficile non pensare anche all’attualità.
“Impossibile. Noi troppo spesso dimentichiamo la nostra storia, ma dimentichiamo anche che per tutti quelli che affrontano il mare oggi, l’America siamo noi, la speranza di un’altra vita è legata all’arrivare sulle nostre coste”.
Cosa significava per lei portare davanti al grande pubblico di Sanremo un brano come questo?
“Era importante portare una bella canzone, qualcosa in cui mi riconosco e che mi rappresenta. Poi, per la canzone, sarà importante quello che accadrà dopo il Festival, quando inizierà la promozione e ci sarà modo di presentarla meglio. Qui siamo in tanti, in venticinque, l’attenzione che il pubblico può dare è limitata a qualche minuto. Ma è importante esserci”.
“Si, lo so che a dirlo sembra ovvio, ma salire sul palco dell’Ariston è sempre emozionante. Anche se vivere il Festival in queste condizioni, con le limitazioni del Covid, non è la stessa cosa. Sono stato tutta la sera chiuso in camerino, al massimo mi sono sgranchito le gambe in corridoio, non ho incontrato quasi nessuno, non c’era il classico clima del retropalco, dove condividi il divertimento e anche la paura”.
Paura? Lei?
“Per ogni artista ogni sera è un debutto. Perché il pubblico è sempre diverso, perché tu sei sempre diverso, quindi ogni cosa, ogni sera, è nuova. Certo, la parola 'paura' è eccessiva, ma di sicuro quello che provi prima di salire in scena è un fremito particolare, che non saprei nemmeno descrivere bene”.
Non passa il fremito, ma nel suo caso non passa nemmeno la passione. Dopo tanti anni ancora affronta sfide come questa del Festival, o quelle degli spettacoli in teatro, con la stessa energia di sempre.
“Questa è la mia vita, questo volevo fare e questo faccio. Potrei dire che lo faccio perché sono nato avvolto in un piccolo teatrino, e mi avvolge ancora”.