Una donna per il Quirinale alla fine non l’abbiamo trovata, ma una per Sanremo, per fortuna, sì. Una donna in gamba, direi. Una donna che, a quanti dovessero obiettare: “eh, ma si tratta di un uomo”, risponderebbe senz’altro, con un’alzata di spalle, “nessuno è perfetto!”.
Drusilla Foer è ancella della nobile tradizione dello spettacolo en travesti che annovera tra le sue fila Jack Lemmon e Tony Curtis in A qualcuno piace caldo, Dustin Hoffman in Tootsie, Michel Serrault nel Vizietto e, in Italia, il grandissimo Paolo Poli nelle sue caleidoscopiche interpretazioni in gonnelloni plissettati e parrucche cotonate. Eppure Drusilla dona al suo personaggio un elemento di “unicità”, per usare un termine a lei caro, che è quello di mettere in scena una “spericolata normalità”, cosa che al giorno d’oggi risulta essere forse il tratto più provocatorio.
Sanre…
Una donna per il Quirinale alla fine non l’abbiamo trovata, ma una per Sanremo, per fortuna, sì. Una donna in gamba, direi. Una donna che, a quanti dovessero obiettare: “eh, ma si tratta di un uomo”, risponderebbe senz’altro, con un’alzata di spalle, “nessuno è perfetto!”.
Drusilla Foer è ancella della nobile tradizione dello spettacolo en travesti che annovera tra le sue fila Jack Lemmon e Tony Curtis in A qualcuno piace caldo, Dustin Hoffman in Tootsie, Michel Serrault nel Vizietto e, in Italia, il grandissimo Paolo Poli nelle sue caleidoscopiche interpretazioni in gonnelloni plissettati e parrucche cotonate. Eppure Drusilla dona al suo personaggio un elemento di “unicità”, per usare un termine a lei caro, che è quello di mettere in scena una “spericolata normalità”, cosa che al giorno d’oggi risulta essere forse il tratto più provocatorio.
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