Iva Zanicchi: "Stare in mezzo alla musica giovane mi fa bene"
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteLa diretta della quarta serata
Iva Zanicchi e Drusilla Foer, amiche, signore, abili personaggi del mondo dello spettacolo: un rapido doppio senso, una veloce risposta, e tutte e due, scherzando, hanno approfittato dei pochi secondi prima della presentazione della canzone per creare un 'siparietto' che ha fatto 'scandalo' per qualche ora sui social, che male avevano interpretato il divertente scambio di battute tra le due 'dive'. "Io e Drusilla siamo amiche da tempo, ci conosciamo da tanto, la seguo, sono stata a vederla a teatro e ci frequentiamo", sottolinea Iva Zanicchi, "siamo due caciarone. Ma signore! Sono stata io a dirle che ha tanto più di me, è colta e elegante, da invidia". Chi ha sentito male l'audio ne ha approfittato per scatenare il "rumore" social, ma l'ondata dell'"indignazione" è durata poco. Zanicchi, tanto, alle polemiche è abituata. Quando entrò in politi…
La diretta della quarta serata
Iva Zanicchi e Drusilla Foer, amiche, signore, abili personaggi del mondo dello spettacolo: un rapido doppio senso, una veloce risposta, e tutte e due, scherzando, hanno approfittato dei pochi secondi prima della presentazione della canzone per creare un 'siparietto' che ha fatto 'scandalo' per qualche ora sui social, che male avevano interpretato il divertente scambio di battute tra le due 'dive'. "Io e Drusilla siamo amiche da tempo, ci conosciamo da tanto, la seguo, sono stata a vederla a teatro e ci frequentiamo", sottolinea Iva Zanicchi, "siamo due caciarone. Ma signore! Sono stata io a dirle che ha tanto più di me, è colta e elegante, da invidia". Chi ha sentito male l'audio ne ha approfittato per scatenare il "rumore" social, ma l'ondata dell'"indignazione" è durata poco. Zanicchi, tanto, alle polemiche è abituata. Quando entrò in politica con Berlusconi gliene dissero di tutti i colori, quando è diventata una star della televisione commerciale con Ok il prezzo è giusto tutti pensarono che avesse abbandonato la canzone... "ma sono abituata e ho le spalle forti. E alla fine anche le polemiche passano".
Quante vite ha vissuto Iva Zanicchi? Molte, tante che forse è difficile tenerne il conto, "tante che io stessa mi sorprendo nel vedere tutto quello che ho fatto", dice lei ridendo. 82 anni compiuti lo scorso 18 gennaio, per lei anche Massimo Ranieri è un 'ragazzo' con i suoi 70 anni, ma l'età per Iva Zanicchi conta poco: "Conta la voglia che hai di fare le cose, conoscendo i limiti che il tempo ti impone. Io di voglia ne ho ancora tanta e quindi non vedo perché mi dovrei fermare". E infatti non si ferma e al festival c'è tornata con un palmares che nessun'altra donna ha, tre vittorie, nel 1967 in coppia con Claudio Villa e Non pensare a me ("È il ricordo più brutto che ho, era inconcepibile continuare a cantare, ancora alle volte sogno il povero Luigi Tenco", dice), nel 1969 con la leggendaria Zingara in coppia con Bobby Solo, e nel 1974 con Ciao cara, come stai: "Tornare a cantare al Festival è sempre emozionante. Ma devo dire che l'accoglienza che ho ricevuto, le standing ovation, gli applausi, l'affetto, sono talmente di più di quello che mi aspettavo che della classifica alla fine, nonostante io sia competitiva, mi importa poco".
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Eh sì, come era accaduto a Loredana Bertè, com'è accaduto lo scorso anno a Orietta Berti, anche per Iva Zanicchi questo 'ritorno' alla canzone potrebbe aprire una nuova stagione: "Orietta se non avesse fatto il Festival non sarebbe arrivata al successo di Mille con Fedez e Achille Lauro. Tornare dal pubblico di Sanremo potrebbe far nascere nuove opportunità". E anche, forse, far cambiare idea alla Zanicchi stessa, che la canzone, in fondo, l'aveva messa da parte nel corso del tempo, visti i successi televisivi e persino quelli politici con Forza Italia all'Europarlamento: "È vero, cantare è l'unica costante della mia vita, è la passione che avevo da quando ero bambina, è ancora la cosa che mi fa più felice. Certo, la vita mi ha portato da altre parti: quando ho iniziato a fare Ok, il prezzo è giusto pensavo di stare lì al massimo qualche mese, e invece l'ho condotto per dodici anni. Ma, al di là degli errori che certamente ho fatto nella vita e nel lavoro, cantare rimane la cosa che amo fare di più. E essere di nuovo su questo palco mi da molta fiducia".
Di canzoni Zanicchi, 'l'Aquila di Ligonchio', ne ha cantate tante, come quelle scritte per lei da Mikis Theodorakis o dagli Avion Travel, ma a differenze delle sue colleghe come Mina o Vanoni o Milva, con con i grandi cantautori italiani non ha mai avuto un grande rapporto, come mai? "Un certo tipo di canzoni, in verità, non aveva molto a che fare con il mio stile vocale, non avrei potuto cantarle. Ma i cantautori hanno scritto per me, Roberto Vecchioni, Umberto Bindi, Paolo Conte, Zucchero, anche Lucio Battisti. Aveva scritto una canzone che voleva che io cantassi, abbiamo anche registrato un provino, poi non se n'è fatto niente". E dei giovani, della nuovissima leva che la circonda a Sanremo che ne pensa? "Mi piacciono, hanno tanta energia e molte idee. E stare in mezzo a questo mare di musica giovane fa bene anche a me".