Con il Fantasanremo il Festival diventa un videogame di massa
di Paolo Di Paolo , di Paolo Di PaoloFantasanremo, di per sé, potrebbe essere quello che ciascuno si figura nella testa - il Sanremo come dovrebbe essere, come lo faremmo noi, come lo presenteremmo noi al posto di. La nostra direzione artistica mentale, quella che ci spinge a dire la nostra su ogni esibizione, segmento di spettacolo, su ogni look, con una intensità, e qualche volta un accanimento, senza precedenti. In realtà, Fantasanremo è un protagonista invisibile dell'edizione in corso, un gioco che ha infiltrato da lontano la liturgia diventando, sera dopo sera, una sorta di regia occulta. Con perplessità, con curiosità, poi con sorpresa, in qualche caso con avido interesse, lo spettatore ha registrato i misteriosi fuori programma a fine canzone. L'urlo o urletto "Papalina!", i saluti a zia Mara, infine le flessioni sul palco. Ma che ha detto? Che roba è?
Fantasanremo, di per sé, potrebbe essere quello che ciascuno si figura nella testa - il Sanremo come dovrebbe essere, come lo faremmo noi, come lo presenteremmo noi al posto di. La nostra direzione artistica mentale, quella che ci spinge a dire la nostra su ogni esibizione, segmento di spettacolo, su ogni look, con una intensità, e qualche volta un accanimento, senza precedenti. In realtà, Fantasanremo è un protagonista invisibile dell'edizione in corso, un gioco che ha infiltrato da lontano la liturgia diventando, sera dopo sera, una sorta di regia occulta. Con perplessità, con curiosità, poi con sorpresa, in qualche caso con avido interesse, lo spettatore ha registrato i misteriosi fuori programma a fine canzone. L'urlo o urletto "Papalina!", i saluti a zia Mara, infine le flessioni sul palco. Ma che ha detto? Che roba è?
Sulle prime suona come una specie di linguaggio cifrato, alla quarta o quinta volta capisci che c'è un disegno. Gli amici del Bar Papalina di Porto Sant'Elpidio hanno inventato un Fantacalcio applicato al festival: l'exploit di questa edizione era imprevisto, 500mila squadre e la complicità di molti artisti in gara (non tutti, ma anche parecchi insospettabili). "Invasivo" lo hanno definito gli stessi ideatori; e in effetti c'è chi ha storto il naso - tanto che Amadeus ha dovuto dare apertamente il suo placet all'intrusione ludica. "Un botto di punti" viene assegnato a gesti o eventi grotteschi (caduta della dentiera, scivolone); e punteggi non trascurabili sono attribuiti alla visione dei capezzoli, a frasi surreali, a eventuali performance da avvinazzati. Si compra e si guadagna in monete virtuali chiamate opportunamente Baudi.
Sanremo 2022, Amadeus: "FantaSanremo, nessuno manca di rispetto alla gara"
Un'eco lontana del baudismo, un tributo al carrozzone monumentale degli anni Novanta, proprio mentre il festival cerca di fare pace con la televisione del ventunesimo secolo. Tra piattaforme, grancassa social, ascolti comunque e curiosamente bulgari, Sanremo è come centrifugato: un pezzo qua, un video là, un post accigliato, un post colto, un tweet cazzone, discorsi sui massimi sistemi e esasperato commentario, non necessariamente erudito, dei minimi sistemi. Fantasanremo diventa, in questo quadro, la variabile impazzita, l'occasione, anzi la sequenza di occasioni in cui, eterodiretta, la scaletta cambia forma all'istante. O in qualche modo genera una scaletta parallela, non definita dagli autori, e nemmeno del tutto improvvisata dai protagonisti. Una scaletta non ufficiale come sovrimpressa a quella ufficiale, un dialogo segreto fra chi passa dal palco e una porzione di pubblico, di fan-tifosi. Che prendono il controllo, o per meglio dire il joystick dell'Ariston. E così Sanremo diventa un maestoso videogame: un gioco di massa, una sfida a livelli. I giocatori-spettatori possono dire la loro per venti ore consecutive sull'esibizione di Drusilla Foer. Oppure produrre meme a ripetizione. Oppure, ancora, ingaggiare una tenzone etica con il conduttore effettivo, rimproverandogli gaffe e postura sul palco. Possono discutere l'opportunità di questa o quella cover (con frasi fatte del tipo "Mogol, perdonalo"...). Possono fare di più: "comprarsi" i cantanti, guidarli nel festival parallelo, nella scaletta fantasy e situazionista in cui la canzone conta niente e la differenza la fa un urlo, un capezzolo, un grido di battaglia. Ma intanto la quarta parete è sfondata come si deve, e nessuno - come i tempi richiedono - sta al posto suo. Non è una cosa bella né una cosa brutta, è Fantasanremo.
Sanremo 2022, Emma in auto: "L'inseguimento da parte dei carabinieri quanto vale al FantaSanremo?"