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Il festival raccontato a capitoli

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Sanremo, capitolo Perfezione. Da sempre appassionati del direttore di Rai 1 Stefano Coletta e della sua costruzione di frasi. Stavolta ha pronunciato la seguente: “Non voglio usare la parola perfezione perché potrebbe sembrare autoreferenziale”. Voleva dire un’altra cosa, più umile, ma è uscita così. Però poteva avere un senso.


Polemiche. Rare e forzate allo spasimo: mettevano tenerezza quelli che hanno insistito su storture di regolamento e votazione. Ancora ieri con un rantolo finale si è tentata la carta Rettore, la quale se avesse fatto canzoni proprie nella serata cover — come Morandi — ne avrebbe tratto vantaggio, salendo dal 16esimo al 15esimo posto. Meglio la polemica, anche politica, sulle pubblicità delle piattaforme tv che allietavano le serate. Domanda: perché la Rai fa pubblicità a Netflix? Perché rende soldi, la risposta. Inoltre le piattaforme si stanno dilaniando tra d…

Sanremo, capitolo Perfezione. Da sempre appassionati del direttore di Rai 1 Stefano Coletta e della sua costruzione di frasi. Stavolta ha pronunciato la seguente: “Non voglio usare la parola perfezione perché potrebbe sembrare autoreferenziale”. Voleva dire un’altra cosa, più umile, ma è uscita così. Però poteva avere un senso.


Polemiche. Rare e forzate allo spasimo: mettevano tenerezza quelli che hanno insistito su storture di regolamento e votazione. Ancora ieri con un rantolo finale si è tentata la carta Rettore, la quale se avesse fatto canzoni proprie nella serata cover — come Morandi — ne avrebbe tratto vantaggio, salendo dal 16esimo al 15esimo posto. Meglio la polemica, anche politica, sulle pubblicità delle piattaforme tv che allietavano le serate. Domanda: perché la Rai fa pubblicità a Netflix? Perché rende soldi, la risposta. Inoltre le piattaforme si stanno dilaniando tra di loro per spuntare un abbonato in più, la vecchia tv generalista le guarda, incassa e chiude a 13 milioni di spettatori in una sera.

(ansa)

Haters. Mai così pubblicizzati in tv, molti si saranno vantati nelle chat e al bar. La soluzione, spiace, non c’è: in più, molte persone rispettabili che da tempo hanno traslocato le proprie vite su Twitter, quando sentono quei discorsi si allontanano facendo finta di niente.
Concorrenza. Demolita e assente. Sabato è andato benino solo uno speciale sul Nove sui Casamonica: ma forse qualche telespettatore si è fatto confondere dall’abbigliamento e pensava di essere a Sanremo.


Amico. Non ne ha uno Giusy Ferreri: canzone nemmeno male ma infarcita di frasi tronche a base di “te, me, perché”. E nessun amico che le spiega di chiuderle, le dannatissime “e” invece di spalancarle con effetto atroce. Amadeus (ex machina). Contrariamente allo scorso anno, ieri non ha escluso di riprovarci. Quindi magari stavolta sarà davvero difficile.
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C’è chi ha fatto incorniciare l’elenco di ospiti diffuso per la storica puntata di ieri di Che tempo che fa. Inizia con Papa Francesco e chiude con Malgioglio e Lillo.