Gianni Morandi, un Sanremo da trionfo. "E pensare che Anna mi diceva 'Ma stai a casa...'"
dal nostro inviato Carlo Moretti , dal nostro inviato Carlo Moretti«Mi state dando il premio della sala stampa Web e Tv intitolata a Lucio Dalla perché ero amico di Lucio?». Nella battuta di Gianni Morandi che riceve il premio dopo la finale all’Ariston c’è tutto l’uomo, oltre che l’artista. A 77 anni ecco rappresentata tutta l’umiltà e l’ironia di un grande personaggio della musica italiana che, tornato in gara a Sanremo dopo ventidue anni, si è preso il Festival e il terzo posto con la sua Apri tutte le porte, scritta da Jovanotti.
Lui ci scherza: «Mi piace questo podio, ci sono rappresentate tre generazioni, i vecchi, gli artisti di mezzo e i giovani» dice, indicando se stesso. E a chi gli chiede se grazie a questa canzone si sia Jovanottizzato, risponde: «Ma no, è Jovanotti semmai che si è morandizzato, ci assomigliamo, abbiamo la stessa energia. C…
«Mi state dando il premio della sala stampa Web e Tv intitolata a Lucio Dalla perché ero amico di Lucio?». Nella battuta di Gianni Morandi che riceve il premio dopo la finale all’Ariston c’è tutto l’uomo, oltre che l’artista. A 77 anni ecco rappresentata tutta l’umiltà e l’ironia di un grande personaggio della musica italiana che, tornato in gara a Sanremo dopo ventidue anni, si è preso il Festival e il terzo posto con la sua Apri tutte le porte, scritta da Jovanotti.
Lui ci scherza: «Mi piace questo podio, ci sono rappresentate tre generazioni, i vecchi, gli artisti di mezzo e i giovani» dice, indicando se stesso. E a chi gli chiede se grazie a questa canzone si sia Jovanottizzato, risponde: «Ma no, è Jovanotti semmai che si è morandizzato, ci assomigliamo, abbiamo la stessa energia. Certo, Lorenzo mi ha dato una mano per questo risultato, intanto scrivendo la canzone e poi con la performance della cover mi ha trasmesso una carica straordinaria, mi ha esaltato. E dire che prima del Festival mia moglie quasi piangeva, mi diceva “ma cosa vai a fare a Sanremo, stai a casa…”».
Speciale Sanremo: tutto il Festival
Il momento più difficile «il primo giorno, non sapevo come avrebbero preso la mia canzone all’Ariston e il pubblico da casa. Ma Apri tutte le porte ha preso il volo piano piano fino a essere cantata per strada, una grande soddisfazione». Ricorda l’amico Lucio Dalla: «È mancato 10 anni fa, poco dopo aver partecipato al Festival condotto da me, si inventò di dirigere l’orchestra per Pierdavide Carone, dopo dieci giorni se n’è andato. Sono sicuro che sta seguendo tutto questo da lassù».
Sessant’anni di carriera, sfugge alle celebrazioni: «Da eterno ragazzo a eterno riposo è un attimo, come dice Fiorello. Artisticamente però è vero, ho una lunga storia, sono nato nel ’62, nello stesso anno dei Beatles. Il mio viaggio musicale si è diviso in due, con in mezzo, dal ‘72 all’81, gli anni della crisi. Ora me la godo, stare vicino a Elisa e Mahmood e Blanco è un onore».
Tra i programmi per il futuro, oltre ai concerti di Stasera gioco in casa nel “suo” Teatro Duse a Bologna (domani, mercoledì 9, il 17, il 26, il 27), c’è il Jova Beach Tour di Jovanotti in estate «ma non voglio essere pagato, voglio esserci per il piacere di farlo». Anche per ringraziarlo: «La canzone per Sanremo l’ha scritta pensando a me, soprattutto il ritornello, la parte centrale e melodica, una frase che sembra quasi La fisarmonica». A lui è piaciuta molto la canzone di Ranieri. Colleghi, quasi fratelli, tanto che da anni progettano un tour insieme ad Albano «anche se quei due mi ammazzano con le loro voci: ma non si riesce mai a organizzare, una volta Ranieri ha il tour teatrale, un’altra Albano deve vendere il suo vino in Cina, stai a vedere che dobbiamo rinviare anche questa volta...».