Macbeth e Banco con le spade in mano. I due generali dell'esercito uccidono gli ultimi nemici. Poi salgono in auto e percorono una foresta spettrale immersa nella nebbia, fino ad arrivare in una città "che ha dimensioni nuove e inaspettate". Come aveva anticipato il regista Davide Livermore, inizia così il Macbeth di Verdi diretto da Riccardo Chailly, che apre la stagione della Scala.
L'arrivo di Mattarella e la standing ovation
Ma prima che si aprisse il sipario l'attenzione è stata tutta per Sergio Mattarella. L'arrivo del presidente della Repubblica è stato accolto da un lunghissimo applauso e dal pubblico che, rivolto verso di lui, gridava "bis, bis". Con il Capo dello Stato si è aperta ufficialmente l'inaugurazione del Teatro alla Scala, primo ritorno in scena dopo la chiusura per l'emergenza Covid, primo spettacolo "vero", Macbeth, dopo la soluzione ibrida trovata lo scorso anno con A riveder le stelle. Con la regia di Davide Livermore, sul podio il maestro Riccardo Chailly, sul palco quello che il sovrintendente alla Scala, Dominique Meyer, ha definito "un poker d'assi" di interpreti - Luca Salsi, Anna Natrebko, Ildar Abdrazakov, Francesco Meli - prende vita l'opera verdiana da Shakespeare.
Ore 18.08, si inizia
Alle 18.08 dal podio dominante l'orchestra il maestro Chailly ha alzato la lunga, sottile bacchetta e nella penombra avvolgente la Scala elegantissima e gremita si sono levate le prime note.
Prima della Scala, Cesare Cremonini con la mamma e Roberto Burioni: la parata degli ospiti per il Macbeth
Mascherine abbinate agli abiti, poche pellicce e tanto oro. La Prima della Scala, dopo la pausa forzata dello scorso anno, torna a essere occasione per politici, artisti, personaggi della cultura e delle scienze, di sfilare sul tappeto rosso che porta in teatro. Tanti gli ospiti vestiti Armani: la figlia del presidente, Laura Mattarella, la compagna del sindaco Chiara Bazoli (in lungo della linea Privé), la moglie del ministro della cultura Dario Franceschini, Michela Di Biase. Erano in Armani anche l'attrice Greta Ferro e la modella Barbara Palvin, il sovrintendente Dominique Meyer, l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi (arrivato con la nonna 92enne). Toni chiari e ricami per la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, così come per la presidentessa degli amici della lirica Daniela Javarone. Nel foyer il leader degli Afterhours Manuel Agnelli, il vincitore di Sanremo 2020 Diodato, Cesare Cremonini accompagnato dalla mamma e poi, anche Luca Argentero e Alessandro Cattelan, sempre in Armani e sempre in smoking - LEGGI L'ARTICOLO
Verdi fra videogame e realtà aumentata
Fin dalle prime immagini si chiarisce subito a cosa si riferiva il regista Davide Livermore quando, intervistato da Repubblica, parlava della sua intenzione di dare allo spettatore un'esperienza di realtà aumentata: "Una vertigine a cui gli appassionati di videogame sono abituati". E per fare questo il regista ha fatto ricorso ad una tecnologia avanzata: "L'uso del ledwall, quindi una superficie virtuale, con elementi architettonici reali. Microcamere che si insinuano all'interno della scenografia, nelle sue pieghe".
Tutto questo, aveva sottolineato Livermore, "per vincere una partita che in quel caso non riguarda le decine di migliaia di spettatori seduti sulle poltroncine del grande teatro milanese ma quelli più lontani e spesso irraggiungibili. E una volta che sono stati raggiunti, far dimenticare che stanno assistendo alle riprese di un'opera lirica".
Teatro alla Scala, le immagini di 'Macbeth': lirica ad alta tecnologia
Un Macbeth onirico, ambientato in una realtà distopica, una sorta di Inception di Christopher Nolan, in cui le prospettive si autogenerano in maniera sempre diversa, tortuosa. Fin dalle prime immagini è stato subito chiaro a cosa si riferiva il regista Davide Livermore quando, intervistato da Repubblica, parlava della sua intenzione di dare allo spettatore un'esperienza di realtà aumentata: "Una vertigine a cui gli appassionati di videogame sono abituati". E per fare questo Livermore ha fatto ricorso ad una tecnologia avanzata: "L'uso del ledwall, quindi una superficie virtuale, con elementi architettonici reali. Microcamere che si insinuano all'interno della scenografia, nelle sue pieghe". Sotto la bacchetta del maestro Riccardo Chailly, il teatro lirico più famoso del mondo ha calato il suo "poker d'assi", con un cast stellare: Luca Salsi (Macbeth), Anna Netrebko (Lady Macbeth), Francesco Meli (Macduff) e Ildar Abdrazakarov (Banco). A 'vestire' il teatro Giorgio Armani, partner della Prima, che ha realizzato il décor floreale.
Il saluto di Mattarella all'orchestra
Il presidente, nel corso della pausa del Macbeth ha lasciato il palco Reale per incontrare, come di consueto, gli orchestrali e il maestro Chailly. Insieme con lui, anche il sindaco, Giuseppe Sala. Quella di rendere omaggio ai musicisti è una tradizione del presidente Mattarella che anche nel 2019 e nel 2018 aveva voluto salutare l'orchestra. Prima dell'incontro con l'orchestra, Mattarella ha portato un saluto alla senatrice a vita Liliana Segre, anche lei alla Scala per assistere all'opera.
"Ci state regalando una grande interpretazione", ha detto il presidente. Chailly ha fatto notare a Mattarella che gli hanno chiesto il bis "come ai grandi cantanti alla Scala" e che al Piermarini "questo è rarissimo". Il sindaco Sala ha invece ringraziato il capo dello Stato a nome della città. "È stato qui a Milano 25 volte" dall'inizio del suo mandato ha detto.
Dodici minuti di applausi
Al termine delle circa tre ore e mezza di spettacolo, lunghissimi applausi, oltre 12 minuti. Un'ovazione per il cast stellare, la coppia collaudatissima Anna Netrebko e Luca Salsi, ma anche per Francesco Meli e Ildar Abdrazakov. Molto apprezzata anche la direzione di Riccardo Chailly mentre qualche perplessità per la regia molto moderna e innovativa di Davide Livermore, che alla fine ha ricevuto anche qualche 'buuu' dal pubblico, in particolare dal loggione, insieme agli applausi, segno che la sua regia con l'allestinento contemporaneo non ha convinto del tutto i puristi della Prima scaligera.
Il record imbattuto di applausi alla Scala spetta a Armide di Christoph Willibald Gluck diretta da Riccardo Muti con la regia Pier Luigi Pizzi, messa in scena il 7 dicembre 1996. La rappresentazione dell'opera del compositore settecentesco tedesco conquistò 20 minuti di applausi e detiene ancora il primo posto nell'applausometro scaligero. Al secondo posto Tosca di Giacomo Puccini, diretta dal maestro Riccardo Chailly con la regia di Davide Livermore, che ha aperto la stagione 2019/20, conquistando 16 minuti di applausi finali.
Per Mattarella ultima volta alla Scala da presidente
Per il presidente Mattarella è l'ultima performance di Sant'Ambrogio del suo mandato. Ad accompagnarlo la figlia Laura, che per l'occasione indossa un abito firmato Giorgio Armani. Con il capo dello Stato, nel palco centrale, il presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati e il ministro della Cultura, Dario Franceschini.
Teatro alla Scala, la standing ovation per il presidente Mattarella
Ressa di fotografi e curiosi all'esterno, il saluto del sovintendente alla Scala, Dominique Meyer nel foyer, insieme a quello delle istituzioni, poi l'ingresso in sala, nel Palco reale, accolto da una standing ovation di oltre 6 minuti, con il pubblico che gridava "bis". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al suo ultimo Sant'Ambrogio da Capo dello Stato, è giunto al Piermarini per assistere alla prima di 'Macbeth' di Giuseppe Verdi. Anche l'orchestra si è alzata in piedi mentre il maestro Riccardo Chailly ha simbolicamente alzato la bacchetta in onore del presidente.
Meyer: "Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare in sicurezza"
Gremita la sala, gremiti anche il foyer e lo spazio all'esterno, ressa di fotografi. "Spero in una grande gioia per gli spettatori che sono in sala e quelli di tutto il mondo che lo vedranno in televisione - ha detto Meyer - abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare in sicurezza, siamo molto attenti a proteggere sia la salute dei dipendenti sia quella degli spettatori. Se la gente si comporta seriamente e con disciplina come ha fatto finora, allora possiamo essere ottimisti". "Come ogni 7 di dicembre tutto il mondo della cultura e della musica guarda l'Italia, Milano e la Scala - afferma il ministro della Cultura Dario Franceschini al suo arrivo in teatro - è importante che questa serata dimostri che si può far ripartire la cultura in sicurezza".
Macbeth alla Scala, rose e orchidee nei palchi: il regalo di Giorgio Armani per la Prima ritrovata
I palchi del teatro alla Scala ricoperti da 10mila rose e 3mila orchidee arancioni: così il tempio della lirica si veste in occasione della Prima che andrà in scena questa sera con il Macbeth, l'opera che inaugura la stagione scaligera. Un regalo da parte dello stilista Giorgio Armani, socio fondatore sostenitore della Scala, che ha voluto omaggiare gli ospiti della serata della decorazione floreale realizzata da Armani Fiori. I 51 palchi, oltre al palco centrale, sono stati allestiti con circa 10mila rose di quattro diverse nuances di arancione e circa 3mila rami di orchidee arancioni tra varietà di Phalaenopsis, Vanda e Dendrobium. La Scala torna così all'allestimento floreale più ricco e completo che ha caratterizzato le prime storiche: l'ultimo allestimento di tutti i palchi risale al 2006 per Aida, con la regia di Franco Zeffirelli e diretta dal maestro Riccardo Chailly. Qualche giorno fa, sempre Armani aveva fatto installare un maxicartellone in via Broletto con una fotografia della Scala e la scritta: "Da Giorgio Armani e da tutta Milano, ben tornata!". Il suo omaggio alla Prima, che dopo un anno di pausa a causa del Covid torna in presenza. Tutte le foto sono del Teatro alla Scala