Venezia 76, Luca Marinelli in concorso con 'Martin Eden' di Pietro Marcello: "Un'emozione fortissima"
“Martin è un ragazzo che diventa uomo e si riscatta attraverso la cultura – dice il regista – La sua storia è la storia di tanti di noi. Ho letto il romanzo vent’anni fa, grazie allo sceneggiatore Maurizio Braucci. Abbiamo deciso di sceneggiarlo, ovviamente è una trasposizione molto libera; non abbiamo la cultura della marineria anglosassone ma lo abbiamo trasportato a Napoli. Nella società dell’edonismo e del narcisismo puoi fare qualcosa solo attraverso il linguaggio, la cultura. Con questo film abbiamo cercato di essere diversi, il cinema ha una strada ancora troppo corta e, come dice Bresson, meglio non avere modelli e cercare di fare qualcosa di diverso ma partendo da chi ci ha insegnato qualcosa di giusto”.
Venezia 76, Luca Marinelli firma autografi sul red carpet per 'Martin Eden'
Luca Marinelli acclamato dai fan e dai fotografi sul red carpet per la proiezione del film 'Martin Eden' di Pietro Marcello, secondo italiano in concorso, in cui veste i panni dell'avventuriero del romanzo di Jack London. Insieme al regista gli attori Vincenzo Nemolato, Jessica Cressy, Denise Sardisco, Marco Leonardi, Carlo Cecchi e lo sceneggiatore Maurizio Braucci. Marinelli, che dopo le foto di rito si è fermato a firmare autografi, è accompagnato dalla sua partner, l'attrice tedesca Alissa Jung. Tra gli ospiti della serata anche Cristiana Capotondi con Andrea Pezzi
“Dopo tutto questo tempo ancora oggi non so come descrivere Martin – spiega Marinelli che ha raccontato di aver sognato di lavorare con il regista fin da quando aveva visto il suo Bella e perduta che lo aveva lasciato in lacrime – Martin è un avventuriero che affronta la vita come Jack London. Lui, e altri scrittori come Robert Louis Stevenson, appartengono a quell’archetipo di artisti che volevano toccare le cose per mano, viaggiare, capire, hanno uno sguardo aperto sulla realtà. Martin Eden è un ragazzo che viene colpito dalla fascinazione della cultura e con quella vuole riscattarsi ma ad un certo punto arrampicatosi sulla montagna trova qualcosa che non immaginava e lo delude, fino al perdersi”.
Venezia 76, il marinaio avventuroso di Jack London è Luca Marinelli
"Il lavoro sul personaggio è iniziata dalla lettura del libro e poi dalle prime stesure delle sceneggiatura. C'è qualcosa che il libro e la sceneggiatura, e il lavorare con Pietro, mi diceva: era sempre un dialogo attivo", ha spiegato Luca Marinelli, attore protagonista di 'Martin Eden', secondo film italiano in concorso alle 76esima Mostra di Venezia. Poi prima delle riprese, ha raccontato l'attore, c'è stato "un mese di prove in un teatro di Napoli lavorando anche su corpo e sul dialetto napoletano, che è una vera e propria lingua". Infine in merito all'aver lavorato con il registra Pietro Marcello ha spiegato che "dopo la visione di Bella e Perduta ricordo ancora le mie lacrime e la mia emozione nel dire e ripetermi: 'Fai che mi chiami questo regista, fai che mi chiami questo regista"' e un giorno è arrivata questa chiamata"
“Ci siamo arrampicati sulle spalle di Jack London, un grande autore di massa capace di impegno politico, un attivista socialista lucido nelle riflessioni che anticipavano molto di quello che sarebbe successo nel Novecento - dice Braucci – un grande autore in un’industria culturale con l’illusione di usarla, ma che invece viene usato e vive con la frustrazione del conflitto tra cultura e politica. Molti di noi si chiedono come poter dalla bellezza dell’arte ricavare qualcosa di buono per gli altri?”.
Carlo Cecchi nel film interpreta Russ Brissenden, il mecenate e amico di Martin che lo avvicina al socialismo e il cui suicidio getterà lo scrittore nella disperazione: “Il mio personaggio cerca di intervenire in questo individualismo di Martin, sa che può condurlo a una fine tragica e lo spinge verso un interlocutore per cui scrivere, lo spinge verso gli altri. Ancora una volta al cinema, dopo Morte di un matematico napoletano e Miele, mi trovo a interpretare un intellettuale cinico, semi anarchico e disperato che alla fine si uccide”, spiega.
Del film, che mescola grazie al lavoro dei montatori Aline Hervé e Fabrizio Federico materiale di repertorio e di archivio tra cui le immagini girate dall’anarchico Errico Malatesta a inizio Novecento, e della sua presentazione in gara alla Mostra del cinema di Venezia Pietro Marcello dice: “Innanzitutto significa che abbiamo chiuso il film in tempo per Venezia, ora non è più nelle mie mani divento anche io spettatore. Questa è la fossa dei leoni, esserci significa che il film è stato accolto, siamo qui per partecipare. La gara è una roulette”. Il film, applaudito a Venezia, arriva nelle sale mercoledì 4 settembre per 01 Distribution.