✕

Alberto Barbera: "A Venezia con la forza della qualità"

Il direttore della Mostra del cinema racconta come sarà l'appuntamento al via dal 2 settembre tra sezioni confermate o "delocalizzate", red carpet e eventi mondani. "Ho sperato a lungo in Nanni Moretti, sarebbe stato un segnale forte per tutti"
5 minuti di lettura
Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Mostra di Venezia che parte il 2 settembre lo abbiamo chiesto al direttore artistico Alberto Barbera. Ma prima: alla rassegna ci sarà la sezione Venezia 77, diciotto titoli, altrettanti, corti compresi, in Orizzonti, più una ventina Fuori concorso e due opere di Biennale College. La sezione Venezia Classici viene ospitata dal 25 agosto a Bologna, alla rassegna "Il cinema ritrovato", eliminata la sezione Sconfini mentre Virtual Reality si sposta in streaming, i trenta film visibili con il casco apposito. Il pubblico avrà due arene, ai Giardini della Biennale e al Pattinodromo, più sale al Lido, a Venezia e a Mestre.

Alberto Barbera, malgrado gli adattamenti all’emergenza quella che parte il 2 settembre sarà una Mostra vera, fisica, reale.
“Se avessimo fatto questa conversazione un mese e mezzo fa le avrei detto che non sapevamo ancora se farla. Tre settimane fa avevamo il dubbio se ri…
Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Mostra di Venezia che parte il 2 settembre lo abbiamo chiesto al direttore artistico Alberto Barbera. Ma prima: alla rassegna ci sarà la sezione Venezia 77, diciotto titoli, altrettanti, corti compresi, in Orizzonti, più una ventina Fuori concorso e due opere di Biennale College. La sezione Venezia Classici viene ospitata dal 25 agosto a Bologna, alla rassegna "Il cinema ritrovato", eliminata la sezione Sconfini mentre Virtual Reality si sposta in streaming, i trenta film visibili con il casco apposito. Il pubblico avrà due arene, ai Giardini della Biennale e al Pattinodromo, più sale al Lido, a Venezia e a Mestre.

Alberto Barbera, malgrado gli adattamenti all’emergenza quella che parte il 2 settembre sarà una Mostra vera, fisica, reale.
“Se avessimo fatto questa conversazione un mese e mezzo fa le avrei detto che non sapevamo ancora se farla. Tre settimane fa avevamo il dubbio se ridurre il programma in modo così consistente da chiederci se valesse soldi ed energia. E poi naturalmente la situazione è migliorata e a settembre sarà così tranquilla da poter pensare di fare tutto come se niente fosse. Ma noi dobbiamo decidere ora, chiudere il programma, organizzarci in modo da poter avere la giornata-tipo in funzione e tutte le misure del caso predisposte. Abbiamo studiato a lungo, fatto calcoli e previsioni, rivoluzionato la giornata per pubblico e accreditati e alla fine siamo arrivati alla conclusione: da un lato abbiamo rinunciato a due selezioni collaterali, Sconfini, 9 titoli, e abbiamo accettato la proposta generosa della Cineteca di appoggiare la sezione Venezia Classici all’interno del loro festival che si svolge dal 25 al 31 agosto, 'Il cinema ritrovato' e ripeterla poi a Venezia nei mesi prossimi, l’iniziativa è Classici fuori mostra".

Le rinunce?
"Poche, le sezioni principali sono salve".

Il pubblico?
"Se restano i vincoli attuali dobbiamo aumentare le repliche per gli accreditati, per il pubblico ci saranno due arene all’aperto, ai Giardini della Biennale e al Lido, una allestita sul Pattinodromo di fianco al PalaBiennale, sei-settecento posti. I film saranno replicati al cinema Rossini di Venezia, all’Astra del Lido e al Candiani di Mestre. Più una quota di biglietti per la Sala grande. Naturalmente dobbiamo sperare che il tempo sia clemente".

Leoni d'oro davanti al Palazzo del cinema al Lido di Venezia 


Quali saranno i volumi rispetto ad altri anni?
"Arrivano ancora richieste, ci sarà un calo perché dai paesi in lockdown o in difficoltà, Stati Uniti, Sudamerica India gli artisti non potranno spostarsi. Bisognerà vedere il punto di equilibrio tra le richieste di accredito e la quantità che ne possiamo concedere per non provocare situazioni di disagio. Prevediamo almeno seimila accreditati, l’anno scorso ne avevamo 12 mila, tra stampa industry, culturali. Poi vedremo se le condizioni miglioreranno. Per il pubblico pensiamo ci sarà una riduzione del venti per cento, anche qui fisiologica. Grandi disagi per chi partecipa non ci saranno".

La Mostra negli ultimi anni è stato un formidabile volano per gli Oscar. Che significa una Mostra senza major se possiamo dire così?
"Sugli americani sappiamo ancora poco, c’è l’incertezza maggiore. La situazione dei contagi è drammatica, i grandi Studios e Netflix sono estremamente prudenti e reticenti. La maggior parte dei film è stata rimandata all’anno prossimo anche perché la cerimonia degli Oscar è slittata ad aprile 2021 e di conseguenza tutti stanno rimandando l’uscita dei film sperando in un miglioramento delle condizioni sanitarie del paese, e quindi è molto probabile che manchino quei due-tre grandi film degli Studios che avevano caratterizzato le ultime edizioni della Mostra. Ma non mancheranno film americani, abbiamo conferma di titoli di produzioni indipendenti, sono meno reticenti e forse hanno anche più bisogno della promozione legata alla partecipazione ai festival europei e americani”.

Netflix, a differenza degli studios, può uscire su piattaforma.
"I film di Netflix dedicati ai festival hanno di solito anche una uscita commerciale in vista degli Oscar, prima o in contemporanea con lo streaming, cosa che oggi non si può fare... In realtà bisogna chiederlo a loro perché io non ho capito sinceramente le motivazioni per cui non danno i loro film ai festival d'autunno. Poi ci sono i titoli che oggettivamente non erano pronti: Netflix a gennaio mi aveva proposto il nuovo film di David Lynch che torna sul grande schermo dopo la bellissima parentesi seriale, ma non era pronto. Sono invece slittati i film di Carax, Dumont, Verhoeven, Cantet".

Sarà un momento importante per il cinema e per l’Italia.
"Sarà un momento importante per tutti, il primo grande festival internazionale che può aver luogo dopo questi lunghi mesi di chiusura totale e fruizione attraverso lo streaming. Ho inviato una lettera a un campione di produttori e registi per sondare la loro disponibilità e ho ricevuto risposte di entusiasmo e volontà di adesione e partecipazione. Tutti vedono un segnale di ripartenza, un gesto di ottimismo e un concreto segno di supporto al mondo del cinema e agli artisti e professionisti così duramente colpiti da una crisi le cui conseguenze si vedranno per molto tempo ancora. Credo che ci sarà una partecipazione forte ed emotivamente intensa".

L'attrice Cate Blanchett è la presidente della giuria del concorso principale 

Avete previsto iniziative speciali, di sostegno alla filiera?
"Sì, ci stiamo lavorando, le annunceremo il 28".

Il programma è già pronto?
"Il 28 annunceremo quel che possiamo, poi se ai primi di agosto la situazione dovesse migliorare si può fare qualche cambiamento e aggiunta. Ma la macchina organizzativa non ci consente di andare troppo in là. Prudenzialmente il 28 annunciamo il programma, molto soddisfacente sotto molti punti di vista, anche della qualità e poi qualche aggiustamento in corso si potrà fare, ma non oltre la prima settimana di agosto".

Ci sarà molta Italia?
"Non più del solito, è sempre stata presente con un numero significativo, quest’anno ho scoperto che c’erano molti buoni titoli. All’inizio eravamo preoccupatissimi perché pensavamo che ci fosse poco o nulla pronto, invece ce ne sono di molto interessanti che saranno in Concorso, Fuori concorso e in Orizzonti. Sarà una presenza qualitativamente importante, più che quantitativamente, anche se non saranno pochi".

Le sarebbe piaciuto avere Nanni Moretti?
"Mi sarebbe piaciuto sì, ci ho anche sperato a lungo perché sarebbe stato un segnale molto forte per tutti, per il cinema italiano. Poi capisco che abbia deciso di attendere come moltissimi altri registi che hanno rimandato di un anno l’uscita dei loro film, temendo che la ripresa potessero essere lenta e che il pubblico avesse preoccupazione a tornare in sala. Ho discusso a lungo con molti, ho detto che mi sembra una scelta rischiosa, se non sbagliata, perché mi sembra che il modo migliore per convincere il pubblico a tornare in sala sia offrire buoni prodotti. Si aprono le sale e poi le si lasciano senza titoli capaci di attrarre, o con titoli già passati in streaming o di seconda fascia. Tenere lontano il pubblico per un anno dai cinema mi sembra un errore clamoroso, sarà molto più difficile tra dodici mesi convincerlo a tornare in sala. Bisogna farlo subito. Dopo i centinaia di film visti in tv nei mesi del lockdown, poterli rivedere sul grande schermo della Sala Grande del Palazzo del cinema è stato entusiasmante".

Distributori ed esercenti si aspettano molto da Venezia per la ripartenza della stagione.
"Ma da sola Venezia non  può far tutto, se sono gli stessi produttori e distributori che rimandano i film migliori e autori più avanti di un anno, mi sembra una posizione autolesionista e incomprensibile, di estrema prudenza, Sul fronte economico comprensibile, meno se si ragiona in termini di sostegno a una intera filiera che ha bisogno di tornare a condizione di normalità. Le conseguenze sono invalutabili".

I divi, il tappeto rosso, le feste sono una componente fondamentale. La presidente di giuria Cate Blanchett verrà?
"Sì, abbiamo avuto moltissime conferme da attori e registi dei film selezionati. Verranno da Europa. Oriente, e per gli americani se viene meno il vincolo della quarantena, mancano due mesi, verranno anche loro. Saranno in pochi a non poter venire. Ci sarà il tappeto rosso, abbiamo per fortuna abbiamo il tappeto rosso fisicamente più lungo di qualunque altro festival del mondo, non sarà un problema fare il distanziamento. Il pubblico oltre le transenne dovrà essere distanziato. Le feste di solito sono private, decideranno le produzioni, ma c’è l’intenzione di non rinunciare a ricevimenti, anche se in forma  ridotta. Noi stessi faremo, dopo la cerimonia inauguralee la proiezione del film di apertura, la cena per gli invitati: non ci sarà il tendone sulla spiaggia, ma allestiremo due piani di Excelsior con tavoli distanziati. Tra poco annunceremo la madrina, il 20 luglio i due leoni alla carriera. Malgrado il budget ridotto in modo significativo, sarà una mostra a ci non mancherà nulla.