Venezia 77, si comincia: oltre alle star del cinema sul red carpet spuntano Diodato ed Elodie con Marracash
Non solo cinema: la Mostra si apre ufficialmente con il consueto tappeto rosso, la cerimonia d'apertura che, questa volta, vede un po' amaramente alternarsi mascherine e abiti sgargianti. Protagonisti gli attori e le attrici che vedremo prossimamente sul grande schermo, come Anna Foglietta, sbarcata ieri al Lido con il direttore Barbera, ma anche il Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini con la moglie Michela Di Biase. Questa volta, però, grande protagonista è anche la musica: nella 'passeggiata' di inaugurazione di Venezia 77 sono arrivati Diodato, vincitore di Sanremo, ed Elodie - fasciata in un abito completamente argentato - con il fidanzato, il rapper Marracash
"Con il maestro e il suo tocco unico abbiamo voluto iniziare questa edizione, un tema perfetto dove la semplicità diventa lirica. Io in questa serata così emozionante voglio rivolgerle un saluto. Entrerà di diritto nella storia sfidando le incertezze si chiede al pubblico una partecipazione attiva, per dimostrare che in Italia si può e si deve tornare a fare cultura", ha spiegato Foglietta. "Film che parlano di noi, delle differenze che ci arricchiscono. Siamo ancora in un limbo, una terra di mezzo, la paura c'è ancora e non facciamo tutto quello che vorremmo, ma siamo insieme qui a respirare la stessa aria - seppur filtrata. Un bel verbo: fare, propositivo, capace e tenace, questa estate ho incontrato un contadino con gli occhi vivaci e due mani grandi e mi ha ispirato: non dobbiamo fare chiacchiere, dobbiamo fare".
Venezia 77, al Lido la madrina Anna Foglietta col direttore Barbera: "L'occasione per dire al mondo che ce la possiamo fare"
''Si può, si deve fare. Come siamo tornati serenamente agli stabilimenti balneari, come siamo andati a mangiare la pizza con i nostri amici, ora credo che la Mostra del Cinema di Venezia abbia un'enorme opportunità, e di contro una grande responsabilità. Per la prima volta, il cinema può essere il primo a dimostrare che, rispettando le regole sì, si può fare, si può tornare alla normalità e far ripartire l'economia. Una sorta di immagine che dice alle persone 'tranquilli, si può fare'''. Sono le parole scelte dalla madrina della Mostra del Cinema di Venezia, Anna Foglietta, per raccontare come vive l'edizione 77 della storica manifestazione, in un anno così speciale da essere quasi un'edizione 'zero'. ''È un'edizione che resterà nella storia, è un po' un anno zero. Una 'Venezia Zero' e questo mi dà molto coraggio'', sottolinea la Foglietta. Che racconta come ha vissuto il fatto di essere stata scelta come Madrina proprio in questa occasione. ''Ho pensato che se me l'hanno chiesto quest'anno è forse anche perché il tipo di attrice che rappresento, e per il tipo di messaggio che posso trasmettere -rivela- Mi sono sentita molto orgogliosa perché è un anno speciale, chiaro che non sarà l'anno della festa, della leggerezza, ma di contro io sono un'attrice che non mai desiderato stare sotto i riflettori. Affronto questo mestiere con grande senso di responsabilità, non ho mai cercato la fama né la riconoscibilità non è quello il motivo per cui faccio questo lavoro''. Una responsabilità che l'attrice romana ha sentito anche nella preparazione come madrina della kermesse. ''Mi sono preparata cercando di respirare anche il sentiment e i rumors di quello che succede in tutto il mondo, non solo quello che succede in Italia - dice - Perché avendo una platea internazionale, in questo momento è giusto che si tengano in considerazione i sentimenti condivisi. Penso e credo che le persone abbiano bisogno di avere intorno a loro un grado di comunicazione molto aperto, qualcosa che non riguardi solo il cinema ma che sia un linguaggio comune che parli un po' a tutti di quello che succede a livello universale''
"Voglio rivolgermi a quell'Italia del fare, nonostante il vortice che abbiamo vissuto noi diciamo che siamo vivi e agli artisti va la grande responabilità per trovare linguaggio universale per parlare a tutti, occuparsi del pianeta e non solo del proprio giardino, tutelare l'infanzia e non solo i nostri figli, abbiamo bisogno di empatia", ha continuato l'attrice, "è stato l'anno degli invisibili per questo io su questo palcoscenico dico grazie a tutte le donne e gli uomini che lavoreranno a Venezia 77. Grazie a questa città che ha sofferto particolarmente e che ognuno dovrebbe avere il diritto di visitare almeno una volta nella vita, il più grande grazie va ai medici, agli infermieri e un abbraccio ai familiari delle vittime del covid".
Sul tappeto rosso sfilano Diodato, il ministro Franceschini con la moglie, niente assembramenti da entrambi i lati della passerella rialzata dei fotografi, i giurati arrivano, posano per i fotografi, via la mascherina per il tempo dello scatto, poi la rimettono e vanno via: Matt Dillon con la fidanzata italiana, Ludivine Sagnier, la Presidente Cate Blanchett in blu, il giurato italiano lo scrittore Nicola Lagioia.
Venezia 77, Tilda Swinton, è subito spettacolo: si presenta con una mascherina molto speciale
L'attrice, in arrivo sul tappeto rosso, si è presentata con un abito molto sobrio mostrando però una mascherina tutta d'oro, intagliata, come una farfalla in volo: ed è subito cinema. In sala, prima di ricevere il Leone d'oro alla carriera dalle mani di Cate Blanchett, l'attrice ha invece indossato una mascherina tradizionale
Poi è il turno del cast di Lacci, sulle notte del film Daniele Luchetti e i suoi attori, infine Tilda Swinton, la sua maschera eccentrica dorata e con bacchetta. Tilda Swinton arriva sul palco per ricevere il Leone d'oro dalle mani di Cate Blanchett: "Sono molto fiera e felice di essere qui - dice in italiano Swinton - a due cose ho pensato a quanto il cinema siginifica per me e a come accettare questo onore incredibile a viso aperto. Il cinema è il mio posto felice, la mia patria reale, è il mio albero famigliare i nomi delle persone che hanno ricevuto questo premio prima di me sono i miei maestri. Sono solo all'inizio e quando chiedo a me stessa come posso esprimere la mia grande gratitudine per essere in una stanza con altre persone viventi e un grande schermo. Bellissimo vedere i vostri occhi, ci bastano occhi e orecchie aperte non abbiamo bisogno di vedere la bocca. Sono felice di essere a condividere questo onore con Ann Hui. Per ricordare che abbiamo ancora tanto da imparare e tante responsabilità di fronte. È bello vedere andare via le grandi nave da crociera, possiamo contare sullo stato del cinema, inclusivo e meraviglioso: il tappeto magico vola ancora. Grazie per il mio leone alato, viva Venezia, viva il cinema e Wakanda forever", ha concluso, in omaggio a Chadwick Boseman, l'attore prematuramente scomparso pochi giorni fa.